sabato 10 ottobre 2009

Abolizione delle province: chi fa sul serio e chi no

“Le province in Italia – spiega Massimo Donadi capogruppo di Italia dei Valori alla Camera - sono 110 e costano 13 miliardi di euro l’anno. In campagna elettorale, tutti, centrodestra e centrosinistra, hanno detto di volerle abolire. Passate le elezioni, non se ne è più parlato. Oggi, a 17 mesi di distanza, dopo un anno e mezzo di battaglie, Italia dei Valori è riuscita a portare la sua proposta di legge per l’abolizione delle province in Aula. Lunedì prossimo, 12 ottobre, tutti i partiti saranno chiamati ad esprimere il loro voto. Vedremo chi manterrà fede alle promesse e chi racconta frottole.”

4 commenti:

andrea rubiu ha detto...

L’abolizione delle provincie è stato un tema molto vantato e trattato durante le scorse campagne elettorali nazionali. Un tema tra l’altro che ha raccolto molto favore da parte dell’opinione pubblica perché chiunque sa e capisce che provincie significa costi maggiori per il pubblico. In altre parole una quantità eccessiva di soldi pubblici che vanno destinati a mantenere in piedi delle istituzioni talvolta veramente inutili. Io posso fare l’esempio della mia regione, la Sardegna che, come noto ha una lunghezza da Nord a Sud di circa 300 km e una larghezza da est a ovest di circa 200 km per un totale di circa 400 comuni e circa 1.500.000 abitanti. Si è passati dalle storiche 4 a ben 8 provincie. È osceno perché molte sono vicine alle altre e il numero di individui che vengono rappresentati è spesso molto ristretto. In questo senso si sta facendo valere il leader dell’UDC Pierferdinando Casini il quale continua a chiedere in Parlamento di sciogliere tali provincie e dove necessario conferire le competenze agli enti esistenti. Pare proprio questa la proposta ottimale, moderata e concreta poiché rappresenta un risparmio di fondi pubblici e il mantenimento di una parte dei posti di lavoro. Perciò complimenti all’onorevole Casini!

michele nass ha detto...

Ancora una volta il Presidente Casini dimostra la sua coerenza e la sua tenacia. Le funzioni delle province possono essere tranquillamente essere demandate a regioni e comuni; tra l'altro abolizione delle province non vuol dire mandare a casa dipendenti e funzionari: la macchina amministrativa deve continuare a funzionare, meglio se più snella e celere nell'ottica della deburocratizzazione, ma sono le poltrone la vera zavorra: spreco di denaro a cascate, spartizione del potere, incarichi fasulli e giochi clientelari. Così non va, è ora di muoversi veramente!!

Unknown ha detto...

Fino a questo momento gli unici partiti che avevano parlato di abolizione delle province erano stati PDL e UDC, con l'unica differenza che il PDL, pur avendo vinto le elezioni, non ha portato avanti quanto aveva sostenuto in campagna elettorale. L'UDC ha sempre continuato a insistere sull'esigenza di eliminare le province, organi, come tutti ben sappiamo, costosi e quasi sempre scarsamente utili. E' inutile che ora l'IDV cerchi di appropriarsi di iniziative che non le sono mai appartenute... Certamente è importante che tutti gli schieramenti politici siano a favore dell'eliminazione delle province affinchè TUTTO il parlamento voti affinchè questo avvenga davvero. Peccato che, secondo me, pur di fare da bastian contrario a Berlusconi, i parlamentari dell'IDV, qualora il governo si decidesse a realizzare sul serio l'eliminazione delle province, lascerebbero da parte i loro buoni propositi votando contro questo provvedimento... d'altronde la loro politica non è sempre stata quella di andare contro a Berlusconi sempre e comunque?

ortodossi ha detto...

Da parecchi anni si discute sia tra i cittadini che tra i politici
sull'abolizione delle province.
A mio avviso questo ente intermedio tra i comuni e le regioni,non ha ragion d'essere.
Costituisce il più delle volte un parcheggio per politici che non sono stati rieletti nelle varie tornate elettorali.Quanto costano alla collettività gli stipendi dei presidenti di provincia,degli assessori,gli affitti degli edifici che quasi sempre sono allocati in zone centrali dei vari capoluoghi di provincia,che ospitano questo stuolo di politici ed impiegati?Questi ultimi si potranno ricollocare presso altri enti della zona.Infatti l'UdC non intende di certo lasciare gli impiegati senza lavoro.Gli edifici scolastici,le strade e quant'altro di competenza dell'attuale ente provincia,potrebbero essere gestiti da una sorta di organismo sovracomunale,composto dai vari comuni appunto,senza necessità di usufruire di un apparato elefantiaco.In tempi di crisi come l'attuale,una sforbiciata sarebbe salutare per le casse statali,i fondi in questo modo risparmiati,verrebbero impiegati in attività e nell'erogazione di servizi,vitali per chi ne ha necessità.Si devono razionalizzare le spese ed i costi inerenti la politica.Dopo l'abolizione delle province,proporrei la riduzione del numero dei deputati ed il conseguente taglio degli stipendi stratosferici.Sappiate che un onorevole in Spagna,percepisce euro 2000,00 al mese.Per non parlare di quanto entra nelle tasche dei nostri eurodeputati(i più pagati dell'Europa dei 27).