Per l’Unità “l'impressione largamente condivisa è che si sia trattato di un congresso in tono minore.” A Roma, ad ascoltare Franceschini, Marino e Bersani, sono arrivati 1000 delegati. Manca Romano Prodi che in un messaggio rilancia la necessità di avere un partito "forte". Manca Walter Veltroni. Assente (per malattia) anche Francesco Rutelli. «Bisogna riaprire il cantiere dell'Ulivo». Lo ha detto Pier Luigi Bersani nel suo discorso. Il congresso del centrosinistra è il preludio alle primarie del 25 ottobre che sanciranno, a furor di popolo, la nomina del nuovo segretario del partito. E' stata poi la volta del segretario uscente, Dario Franceschini, che ha spiegato che «oggi siamo un partito, nel senso più autentico della parola. Partito non è una parola di cui vergognarsi. È una parola che trasmette forza, che trasmette energia». Ignazio Marino, ultimo dei tre candidati ad intervenire, ha insistito sulla necessità di adottare la laicità come criterio per le scelte del partito. E ha insistito sulla necessità di una formazione che sia ed appaia unita: «I nostri militanti non hanno idee così diverse tra loro, sono i gruppi dirigenti che litigano e che mostrano divisioni che nulla hanno a che vedere con ciò che crediamo e molto a che vedere con le posizioni che ricoprono». Conclusi i tre discorsi, qualche comunicazione organizzativa e tutti a casa: la sala si svuota di nuovo, i pullman si riempiono, i delegati tornano a casa portando con sé volantini, adesivi e bandiere in vista del 25 ottobre. Il giorno in cui si deciderà il nome del terzo segretario in due anni di vita del partito. Con la speranza che stavolta duri un po' di più.
domenica 11 ottobre 2009
Pd, a Roma la convenzione democratica
Per l’Unità “l'impressione largamente condivisa è che si sia trattato di un congresso in tono minore.” A Roma, ad ascoltare Franceschini, Marino e Bersani, sono arrivati 1000 delegati. Manca Romano Prodi che in un messaggio rilancia la necessità di avere un partito "forte". Manca Walter Veltroni. Assente (per malattia) anche Francesco Rutelli. «Bisogna riaprire il cantiere dell'Ulivo». Lo ha detto Pier Luigi Bersani nel suo discorso. Il congresso del centrosinistra è il preludio alle primarie del 25 ottobre che sanciranno, a furor di popolo, la nomina del nuovo segretario del partito. E' stata poi la volta del segretario uscente, Dario Franceschini, che ha spiegato che «oggi siamo un partito, nel senso più autentico della parola. Partito non è una parola di cui vergognarsi. È una parola che trasmette forza, che trasmette energia». Ignazio Marino, ultimo dei tre candidati ad intervenire, ha insistito sulla necessità di adottare la laicità come criterio per le scelte del partito. E ha insistito sulla necessità di una formazione che sia ed appaia unita: «I nostri militanti non hanno idee così diverse tra loro, sono i gruppi dirigenti che litigano e che mostrano divisioni che nulla hanno a che vedere con ciò che crediamo e molto a che vedere con le posizioni che ricoprono». Conclusi i tre discorsi, qualche comunicazione organizzativa e tutti a casa: la sala si svuota di nuovo, i pullman si riempiono, i delegati tornano a casa portando con sé volantini, adesivi e bandiere in vista del 25 ottobre. Il giorno in cui si deciderà il nome del terzo segretario in due anni di vita del partito. Con la speranza che stavolta duri un po' di più.
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