Massa Lubrense - I clienti devono essere informati sulla qualità delle materie prima utilizzate e sapere esattamente cosa è contenuto nei piatti che vengono loro proposti. Conseguenza? Dovrà essere sempre ben chiaro il rapporto tra il prezzo che si paga al ristorante ed il valore dei prodotti impiegati. Parola di chef stellati, riunitisi l'altra sera a Sant'Agata sui due Golfi per discutere del futuro della ristorazione. Obiettivo: stilare una «carta etica» del buon mangiare, come ha proposto Enzo Ercolino, imprenditore del settore vinicolo e nume tutelare della cucina regionale. «Le fasi di crisi spesso sono legate anche alle crescite rapide, come quella che sta vivendo da qualche anno il settore dell'enogastronomia. Per questo credo sia arrivato il momento di elaborare uno strumento, come la carta etica, che garantisca i consumatori», ha sottolineato Ercolino. Ospiti di Mimmo De Gregorio e con il contributo organizzativo di Costanzo Cacace e di Giuseppe Aversa, patron del ristorante stellato Buco di Sorrento, intorno al mega-tavolo dello Stuzzichino si sono seduti Ernesto Iaccarino del don Alfonso 1890, Mariella Caputo e Claudio Di Mauro della Taverna del Capitano, Danilo Di Vuolo del Maxi del Capo la Gala, Pasquale Torrente del Convento, Antonio e Jenny Pisaniello della Locanda di Bu, Raffaele Vitale della Casa del Nonno 13. «Inutile nascondere che il nostro lavoro subisce l'influenza, spesso determinante, del contesto nel quale ci troviamo ad operare, e problemi di carattere generale, come i rifiuti o il traffico, per esempio, hanno gravi conseguenze sulla percezione da parte degli ospiti del servizio che offriamo», conclude Peppe Aversa. (Francesco Aiello il Mattino)
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