Massa Lubrense - Più che regole sono vere e proprie imposizioni: col nuovo regolamento si tende a cristallizzare ed ingessare il territorio dei sei centri costieri aderenti all’Area marina protetta di Punta Campanella. Lo sostengono i Comuni e l’ente gestore del parco che, in accoglimento della maggior parte delle proteste di pescatori, diportisti, bagnanti ed imprenditori, dichiarano che quelle norme vanno cambiate per salvare lavoro ed economia. Per il buon funzionamento del Parco marino i sindaci di Massa Lubrense, Sorrento, Positano, Vico Equense, Piano e Sant'Agnello chiedono al ministero per l’ambiente la sospensione degli effetti, ritenuti troppo rigidi e restrittivi, del nuovo regolamento che detta norme e comportamenti all’interno del parco marino: essi vogliono norme meno strette ma certe. Con un voto reso all’unanimità il consiglio comunale di Massa Lubrense, capofila del consorzio del parco, ha deliberato di chiedere alla direzione del dipartimento per le aree marine protette del ministero per l’ambiente di sospendere la validità della normativa, troppo rigida, contenuta nel nuovo regolamento delle attività e della vita del Parco marino di Punta Campanella per assicurare a pescatori, diportisti, ormeggiatori, operatori commerciali ed imprenditori turistici la fruizione d’uno sviluppo ecosostenibile nei sei comuni del comprensorio costiero. Raccogliendo le proteste delle cooperative della pesca, delle associazioni di categoria e dei sindacati, il consiglio comunale ha preso atto dello stato di disagio tra gli addetti al lavoro per e sul mare nonché delle rimostranze dell’ente parco riassunte dal sindaco Leone Gargiulo, presidente dell’assemblea dei sindaci e da Davide Gargiulo e Antonino Miccio, presidente e direttore del parco, ha deciso di chiedere al ministero di emettere un temporaneo freno alla vigenza del regolamento che penalizza in particolar modo il lavoro dei pescatori e l’attività diportistica con pesanti ricadute sull’economia e sul turismo dell’intero comprensorio. (ge.pa. il Mattino)
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