Fonte: Gennaro Pappalardo da il MattinoMassa Lubrense - Vincoli ambientali e paesaggistici rischiano di arenare il piano di ristrutturazione dell’area portuale di Marina della Lobra e del litorale circostante. La conferma è arrivata ieri mattina dalla conferenza di servizi, indetta per il varo del project financing, che si è svolta in un’atmosfera particolarmente tesa nella Sala delle Sirene del palazzo municipale di Massa Lubrense. L’incontro, convocato dal sindaco Leone Gargiulo, su richiesta della Società progetto Marina Lobra, presieduta da Gioacchino Gargiulo, finalizzato alla stipula dell’accordo di programma per l’approvazione definitiva dei lavori. Nel corso della conferenza, oltre ad analizzare il progetto elaborato dalla Sima (Società d’ingegneria per servizi integrati marini ed ambientali), che prevede un investimento di circa 15 milioni di euro, esaminate anche le proposte di varianti al Piano regolatore generale del comune lubrense ed al rilascio di autorizzazioni e concessioni demaniali.
Tutt’altro che scontata, nella prima riunione della conferenza dei servizi, l’approvazione della voluminosa pratica del nuovo porto di Marina Lobra, sulla quale, accanto ai rilievi politico-amministrativi del Comune di Massa Lubrense, della Provincia di Napoli e della Regione Campania, ed alle note tecniche del Demanio marittimo, della Capitaneria di porto, dei vigili del fuoco, dell’Asl, della Dogana e di altre istituzioni dello Stato, pendono le autorizzazioni delle Sovrintendenze, presenti nella prossima riunione. Da non sottovalutare, inoltre, le remore sollevate dalle associazioni ambientaliste, in testa le sezioni del Wwf e di Italia Nostra («Le opere a terra di nuova edificazione non sono ammissibili poiché rientrano nella zona territoriale 2 del Put, che prevede la redazione obbligatoria di piani particolareggiati di restauro e risanamento conservativo, in assenza dei quali sono consentiti solo interventi di manutenzione ordinaria e di consolidamento statico») della penisola sorrentina, nonché da un Comitato civico per Marina Lobra, costituito negli ultimi giorni proprio per la difesa del borgo marinaro e delle sue testimonianze archeologiche di una antica civiltà di epoca greca ancor che romana. Sul piede di guerra anche una cinquantina di proprietari di terreni e immobili che dovranno essere espropriati dei beni per far spazio all’area portuale, articolata su una superficie complessiva di circa 20mila metri quadrati. Il progetto complessivo prevede un corpo centrale, con una “Palazzina del mare”, organizzata su 2 livelli con terrazze panoramiche e porticati: il primo ospiterà gli uffici della Capitaneria di porto, il circolo nautico, uffici del Parco Marino di Punta Campanella, negozi e servizi. Sul secondo livello troveranno spazio una terrazza panoramica e ristoranti e bar, stazione di carburante, postazioni per internet point-wifi per la videosorveglianza del porto, per il noleggio di imbarcazioni, ufficio informazione, escursioni ed infine vasca di alaggio e rimessaggio. Una particolare struttura è per 350 posti per auto e moto suddivisi su tre livelli. L’investimento è di quasi 15 milioni di euro; la durata della concessione demaniale è di 40 anni; 240 i posti barca per il diporto, cui vanno aggiunti una decina per pescatori professionali. Per la realizzazione dell’opera previsti tre anni di lavori dalla data di inizio.
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