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| Cecilia Coppola e Juan Pablo Cafiero |
E’ ritornato a Piano non in veste ufficiale ma con l’abito semplice di una persona qualunque che desidera stare con la famiglia italiana e dare un saluto anche a quelli che non c’erano più. Il 1 novembre un abbraccio commosso ha reso saldo l’antico vincolo di parentela con Antonino Cafiero ( famoso commerciante del posto, soprannominato “ O’ pauciano”) Melchiorre, Melina e il cui nonno Pietro era fratello di Giuseppe Cafiero nonno di Juan Pablo. Non mancava la cugina Jolie Trapani moglie di Aniello Aponte che ha confessato di conservare ancora il vestitino con il quale fu battezzato il padre Francisco. L’Ambasciatore si è anche incontrato con Cecilia Coppola alla quale ha detto :” Mi sono sentito profondamente commosso quando descrive il secondo personaggio del Suo libro “La Sorrento di Francisco”, precisamente mi riferisco alla figura di mio padre, figlio di carottesi, che, come Lei riporta,ha sempre nutrito uno sviscerato amore per questa meravigliosa terra che è l’Italia e che ha dato i natali ai suoi ascendenti e agli avi. Questo sentimento così intenso l ’ha trasmesso a noi, suoi discendenti che, in Argentina siamo divenuti una grandissima famiglia di origine italiana. Mi consenta di complimentarmi con Lei anche per l’Associazione Culturale CYPRAEA, la quale svolge un ruolo di notevole rilievo poiché s’interessa di tematiche di fondamentale importanza quali la famiglia, oltre che la cultura in senso ampio. Inoltre, sono stato colpito dagli argomenti dei Suoi libri, per esempio il sociale e l’infanzia. Personalmente, nel mio Paese, mi occupo anche dei temi dell’infanzia, ma, di quella vulnerabile, bisognosa di basi solide e di punti di riferimento. In fine, ci sarebbero tanti argomenti per discorrere e in futuro renderemo più saldo il legame fra il mio paese d’adozione e la sua Associazione”. Cecilia Coppola ha puntualizzato che ha dedicato il suo libro ai giovani perché “nel conoscere la memoria del proprio territorio e uomini che con forza, determinazione, hanno affrontato l’emigrazione a prezzo di grandi sacrifici, possano costruire sul loro esempio il futuro per dare un senso pieno alla vita”.
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