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sabato 18 aprile 2009

Ospedale, manca il personale

Sorrento - Il “Misericordia” finisce un'altra volta sotto la lente d’ingrandimento del quotidiano Metropolis. Il degrado della struttura ospedaliera è divenuto intollerabile per tutti coloro che ne usufruiscono e per chi ci lavora. “L’ accorpamento di medicina e chirurgia? In questo momento è impossibile. C’è una grande carenza di personale e fra poco andranno via altri quattro infermieri… “ A lanciare l’appello è Flora Beneduce, primario del presidio ospedaliero Vico Equense – Sorrento. “E’ da tempo – continua il Flora Benedice – che stiamo attendendo questo accorpamento. La gestione migliorerebbe sicuramente ma non vedo via d’uscita, almeno per il momento. Innanzitutto non c’è chiarezza e non si fa altro che rimandare. Settimane, mesi e nessuna risposta. E in più attendiamo il piano dell’azienda sanitaria locale. La carenza di personale c’è e si fa sentire. In ospedale ci sono quattro infermieri che fra poco andranno via perché il loro contratto è semestrale”. Nei giorni scorsi la caduta di calcinacci dal soffitto ha spinto i medici a sfrattare alcuni degenti e spostarli ai piani inferiori per evitare problemi.

Meno posti letto minore spesa

sabato 5 luglio 2008

Morte sospetta nell’ospedale fuori la verità

Sorrento - «Siano condotti tutti gli accertamenti e le verifiche su eventuali omissioni». È quanto chiedono alla Procura di Torre Annunziata i responsabili delle sezioni peninsulare del Tribunale per i diritti del malato, Cittadinanzattiva e della Rete dei procuratori dei cittadini, rispettivamente Giuseppe Staiano, Dina Staiano e Raffaele Pellegrini. La vicenda cui si riferiscono è quella di Aniello Pane, un sessantaquattrenne di Massa Lubrense deceduto il 27 maggio all’ospedale di Sorrento per un’emorragia toracica. I coordinatori delle tre associazioni hanno, quindi, fatto propria la segnalazione del figlio di Aniello Pane, Rosario, il quale ha fornito una dettagliata testimonianza di quanto avvenuto quel giorno nel presidio sorrentino. Nell’esposto alla Procura si evidenzia che il decesso è avvenuto perché non è stato possibile eseguire una Tac in quanto il macchinario era ed è fuori uso da mesi. La morte avvenne a distanza di diverse ore dal ricovero. Un lasso di tempo durante il quale sembra non sia stato fatto tutto il possibile per salvare Aniello Pane. In base alla ricostruzione del figlio, Rosario, risulta che il padre fu vittima di una caduta accidentale nel giardino e dopo un volo di tre metri finì su una strada sottostante. Tutto ciò è avvenuto alle 10. L’uomo indossava un tutore alla spalla destra per un intervento chirurgico subito pochi giorni prima: questo potrebbe avergli impedito di attutire la caduta. «Soccorso - si legge nella denuncia - aveva mostrato uno stato di incoscienza durato pochi istanti, dopodichè appariva lucido e chiedeva aiuto per i dolori alla parte posteriore destra del torace e per le gravi difficoltà respiratorie». L’uomo venne quindi trasportato da un’ambulanza del 118 al presidio di Sorrento, dove, come si precisa ancora nell’esposto, «i medici cominciarono a compilare documenti e a porre domande alle quali il signor Pane rispondeva in maniera lucida, anche se continuava a chiedere aiuto per i forti dolori e la grave insufficienza respiratoria». Dopo aver controllato la pressione sanguigna e aver effettuato un elettrocardiogramma l’uomo viene tenuto sotto osservazione. Le insistenze del figlio portano quindi i medici a decidere di sottoporlo ad esami radiologici che, a detta degli stessi sanitari «avrebbero dato esito negativo», e ad un’ecografia addominale. Poi, la morte. (Massimiliano D’Esposito il Mattino)