Vico Equense - Sono passato al consiglio comunale ed ho seguito la prima parte del dibattito riguardante la vicenda che ha visto coinvolto l’assessore
Matteo De Simone, che ha portato in carcere due funzionari della Regione, colti in flagrante, mentre chiedevano la tangente in un ristorante. Maggioranza ed opposizione hanno manifestato solidarietà all’amministratore taglieggiato e per le forze dell’ordine e la magistratura, invece, un grato riconoscimento per il prezioso lavoro, ovviamente con i dovuti distinguo. Per le minoranze sono intervenuti
Pasquale Cardone e
Armando De Rosa, mentre per la maggioranza il capogruppo
Antonio Di Martino. Cardone firmatario dell’esposto all’Ufficio Por dell’assessorato regionale al Turismo ha ripetuto la legittimità della sua battaglia in consiglio comunale, e le perplessità sull’attuazione del progetto legato ad una questione di carattere procedurale in quanto la zona è classificata “p4” ad alto rischio idrogeologico - il parere dell'autorità di bacino non è vincolante -. La vicenda ha poi alimentato il dibattito in consiglio comunale. Sull’argomento – continua Cardone - ho prodotto numerose interrogazioni che non hanno ricevuto risposta. Armando De Rosa già assessore regionale ha parlato di “similitudini” tra la mazzetta chiesta a De Simone e la vicenda che lo ha visto coinvolto in prima persona. All’epoca della Dc trionfante era un potentissimo assessore alla Regione di cui sarebbe diventato il presidente se non fosse stato arrestato. Secondo il suo ragiona

mento, è stato vittima di un complotto, ordito dalla DC che si è risolto con un’assoluzione. De Rosa ci tiene ad evidenziare - al civico consesso - che la sua fedina penale è immacolata. Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, scriveva – un po’ di anni fa - di una bustarella da 300 milioni, del vecchio conio, girata allo scomparso Antonio Gava: «Feci ’sto ragionamento: il denaro dovevo portarlo a Gava sennò quello lo viene a sapere e mi gioco la presidenza». Un riguardo che sarebbe stato ricambiato così: «Arma’, ma chiste so’ pampuglie! Trucioli!». De Rosa continua il suo intervento prendendosela con l’assessore regionale al turismo Velardi che ha distribuito milioni di euro e di risorse europee a pioggia agli amici ed agli amici degli amici. Scordati il passato, l’arresto del ’93, un altro arresto del 1987 e tangentopoli Armando De Rosa, oggi, ci da lezioni di etica. Attacca la sinistra e le continue denunce fatte da Cardone. La strumentalizzazione dei continui esposti “sono un campanello d’allarme”, un modo per indurre funzionari corrotti ad estorcere denaro alla Pubblica amministrazione. Il capogruppo Antonio Di Martino, a nome della maggioranza ha espresso a De Simone piena solidarietà e collaborazione. La scelta fatta dall’assessore, difficile anche dal punto di vista personale, rispecchia il comportamento

dell’amministrazione impegnata - a dispetto di quanto si voglia far credere - a lavorare nel pieno rispetto della legalità. Ha poi ricordato – al collega De Rosa – che pur avendo svolto, durante gli anni difficili di tangentopoli, ruoli d’amministratore politico, non è stato mai sfiorato da nessun tipo di provvedimento giudiziario. Infine - dalle parole del capogruppo - si percepisce che le continue denunce, e l’atteggiamento ostativo di una parte minoritaria della sinistra, concorre ad imbarbarire la politica in generale. Dal dibattito - questa è una mia valutazione - credo che emerga un dato politico inequivocabile: la politica fatta dal centrosinistra, quella percepita dalla gente, è quella fatta di denunce ed esposti. Molti pensano che l’obiettivo principale non è quello di proteggere i diritti, gli interessi dei cittadini, ma perseguitare chi in maniera del tutto legittima governa la Città. Questa politica è trasversale e investe un gruppo specifico di persone. Ci si sveglia la mattina e si decide che un cantiere, non piace magari anche solo per il colore dell'intonaco, di conseguenza si può andare da un magistrato e far bloccare i lavori, questo perchè l'individualismo, tipico di una corrente massimalista di sinistra, è cresciuto a dismisura monopolizzando il dibattito politico.