Visualizzazione post con etichetta Degrado. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Degrado. Mostra tutti i post

venerdì 25 luglio 2008

Centro storico sempre più in degrado

Vico Equense - Gli operatori commerciali del centro storico sono stanchi e sfiduciati. Siamo nel 2008 e, invece di progredire, regrediamo. Si sentono abbandonati al nulla, o peggio, al degrado. E’ necessario attuare interventi di pulizia quotidiana, rafforzare il controllo per comportamenti che generano degrado, come gettare rifiuti, imbrattare muri ecc. A dirlo sono gli esercenti commerciali; un malcontento che con il passare dei giorni aumenta. Un faro rotto da tempo, un grande cassone utilizzato per dei lavori e mai rimosso, poche indicazioni per rendere fruibile ai cittadini e ai turisti i caratteristici vicoletti, l’impossibilità di godere del panorama per la folta vegetazione, per non parlare delle fioriere mai innaffiate. Si parla tanto di sviluppo del centro storico, eppure l’amministrazione comunale non ha pianificato nessuna iniziativa per attirare un flusso maggiore di turisti verso le ricchezze storico culturali di Vico Equense. Gli abitanti lamentano sempre più un abbandono da parte di chi, invece, dovrebbe preoccuparsi della difesa della storia. A due passi dal Municipio l’incuria è vergognosa. Con la conseguenza che, se il disinteresse parte dall’alto, tutti gli altri si accodano a questo lassismo completando l’opera. Ma è possibile cambiare qualcosa? Questa è la domanda di chi lavora e si sente irritato, come tanti altri, soprattutto dal fatto che, pur segnalando il degrado, nessuno risponde. Abbiamo scattato qualche foto nel "salotto buono" della nostra città. Occorre una consapevolezza della gravità del fenomeno, una capacità amministrativa, ed un'attenzione al rispetto del patrimonio artistico e culturale.

martedì 1 luglio 2008

Il degrado sociale e politico a Vico Equense

Questa è solo una riflessione, come da anni ormai faccio, su quanto avviene a Vico Equense, perché fondamentalmente penso che il paese, che è proprio uno strapaese non meriti né le mie energie, né un mio impegno e non le meritano nemmeno tutti quelli che vi abitano, che non sono cittadini, perché i cittadini presuppongono una coscienza civile che da sempre è latitante in questo paese. Non che le mie energie e il mio impegno siano indispensabili, perché nessuno è indispensabile,tanto meno io, ma soprattutto perché ci sono cose più interessanti per le quali vivere. Fatta questa premessa necessaria vengo al dunque. Cominciamo dal degrado sociale: Vico Equense sta attraversando il momento più basso della sua storia pubblica, basta fermarsi - e io lo sconsiglio vivamente- la sera in piazza dopo le nove per vedere il degrado urbano in tutta la sua più eclatante manifestazione: caroselli impazziti di motorini, auto in genere SUV parcheggiati in mezzo alla strada, orde di teppistelli ai quali non voglio più affibbiare l’appellativo di giovani perché troppo generico, la fanno da padroni arroganti. Non c’è uno straccio di controllo, la rissa è frequentissima e volano pugni,calci e qualche volta anche bottiglie di birra. A rendere più barbarico il tutto, come se non bastasse già questo, provvedono anche i bar dei quattro cantoni che muniti di televisioni mega schermo sparano di tutto ad un volume altissimo: dalle insopportabili partite di coppa UEFA ( non a tutti piace il calcio) alla musica tecno. C’è poi il degrado urbanistico e politico di questo paese, che sta passando sotto il silenzio di tutti, un degrado di una protervia e una rozzezza raccapriccianti. Una parte del corso Filangieri ancora chiusa per lavori mai finiti e che non si prevede finiscano per adesso..Lavori di parcheggi interrati fatti passare per lavori di pubblica utilità e realizzati con soldi pubblici e che invece sono risultati essere un affare privato per la ditta che li ha realizzati e per i quali la città sta pagando uno scotto altissimo e un debito altrettanto altro. Il sindaco Gennaro Cinque, fa sapere che vuole far pavimentare la strada con cubetti di porfido e che quindi passerà ancora altro tempo prima che venga riaperta. Cantieri aperti un po’ dovunque con lavori fermi ai borghi marinari, e sulla Raffaele Bosco e a Moiano che sembra una città palestinese bombardata:una incredibile accozzaglia di lavori abusivi e una strada dissestata e piena di buche. Una volontà di fare affari col territorio e con appalti pubblici: una pratica vecchia ma sempre efficace per assicurarsi clientele e fedeltà. Lo stesso Gennaro Cinque che con un Decreto decide di chiudere l’accesso all’ufficio lavori pubblici, a suo dire, per “limitare il carico di lavoro troppo pesante”. Morale della favola: ai consiglieri comunali dell’opposizione, ma anche a chi semplicemente volesse accedere ai documenti, viene interdetto il diritto di visionare gli atti pubblici: un bavaglio bello e buono alle regole democratiche. Come se non bastasse un consigliere dell’opposizione, Pasquale Cardone, che si vede recapitare, dopo dieci mesi, una lettera di risarcimento per danni morali che le sue dichiarazioni avrebbero procurato al Capo Settore dell’Ufficio Tecnico del comune, il perito edile o geometra che dir si voglia, Francesco Saverio Iovine che è di fatto ormai il vero deus ex china della trasformazione urbanistica del paese, in peggio naturalmente. Di contro tutto questo il silenzio acquiescente e complice di tutti. Lo stesso Partito Democratico dilaniato da avvilenti disquisizioni da disputa bizantina tra chi deve o non deve fare il segretario, quelli della Margherita che pretendono far sentire il loro peso ( una cosa ridicola visto che parliamo di due o tre persone, sempre le stesse e non di masse oceaniche). Nessuno che pensi solo di fare uno straccio di manifesto pubblico per informare su quanto sta avvenendo. Nessuno che abbia pensato ad una presa di posizione solidale col consigliere Cardone – e non per simpatia al consigliere- ma per la gravità politica del gesto che è stato fatto contro la democrazia. Allora io mi chiedo fino a quanto dovremo continuare a sopportare tutto questo? Fino a quanto dovremo assistere inerti allo sfascio di istituzioni e territorio? Fino a quanto dovremo sopportare l’arroganza di chi pensa di gestire la cosa pubblica come una “cosa nostra”. Io esprimo la mia solidarietà pubblica al consigliere Pasquale Cardone e faccio mie le sue dichiarazioni proferite in sede di Consiglio Comunale e mi aspetto anche io una lettera di risarcimento dall’illibato geometra. (Franco Cuomo)