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domenica 4 ottobre 2009

Sequestrata una tonnellata di pane

Meta - Trasportavano in cattivo stato di conservazione pane appena sfornato e destinato ad alberghi, ristoranti e supermercati della penisola sorrentina, senza osservare le norme previste in materia di igiene. Panini, rosette, sfilatini, trecce, falde, cornetti, bocconcini ed altre varietà di pane viaggiavano senza nemmeno essere stati precedentemente imbustati e tristemente stipati in furgoni sporchi con stie, sacchi di carta e cesti a diretto contatto con altri materiali. A finire sotto sequestro è stata oltre una tonnellata di pane fresco, ancora caldo e destinato agli ignari acquirenti, con una sanzione amministrativa a carico dei trasportatori di 12mila euro. Sequestrato anche oltre mezzo quintale di prodotti caseari sprovvisti di sigillo di garanzia e trasportato a bordo di un furgone “Fiat Doblò”. L’intero quantitativo posto sotto sequestro dai militari dell’Arma è stato consegnato alla società responsabile per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che a sua volta ha provveduto, su ordine della magistratura, a distruggere tutto per schiacciamento tramite appositi compattatori. In tutto sono stati sette i furgoni intercettati e bloccati dalla radiomobile del nucleo operativo dei carabinieri diretto dal luogotenente Camillo Bernardo e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento. La colonna viaggiante costituita da due Fiat Ducato, un Ford Transit, un Fiat Fiorino, un Fiat Scudo, un furgone Renault ed un Fiat Doblò è stata fermata alle prime ore del mattino di ieri sulla statale 145 sorrentina all’altezza del territorio di Meta di Sorrento mentre proveniva da panifici di Vico Equense, Castellammare di Stabia e Salerno. A collaborare con i carabinieri anche il personale sanitario dell’Asl Na 3 sud dell’unità di prevenzione collettiva che hanno eseguito capillari controlli sui prodotti trasportati. Nelle maglie dell’ “Operazione Setaccio” sono finiti sette trasportatori, un 59enne di Angri, un 36enne di Capri, un 50enne di Castellammare di Stabia, un 48enne, un 47enne ed un 65enne di Vico Equense, un 30enne di Scafati, tutti denunciati alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata dove dovranno rispondere del reato di detenzione e trasporto di alimenti destinati al consumo collettivo in cattivo stato di conservazione o privo della prevista etichettatura necessaria alla rintracciabilità dei prodotti. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

venerdì 25 settembre 2009

Incendio colposo, denunciati in tre

Massa Lubrense - Avevano provocato un incendio boschivo distruggendo circa due ettari di macchia mediterranea dopo avere maldestramente acceso dei fuochi di artificio all’interno della riserva marina protetta di Punta Campanella. Dopo una accurata operazione di indagine svolta dai carabinieri della stazione locale diretta dal maresciallo Giacomo Sammartano e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento sono stati raggiunti, identificati e denunciati alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con l’accusa di incendio boschivo colposo. A finire nella morsa dei militari dell’Arma sono stati in tre, un 23enne, un 45enne ed un 78enne, tutti di Massa Lubrense, riconosciuti quali autori dell’incendio boschivo sviluppatosi la sera del 12 settembre scorso in località Nerano di Marina del Cantone che, dopo avere distrutto due ettari di macchia mediterranea, aveva ripreso nuovamente vigore il giorno successivo incenerendo altri mille metri quadrati di vegetazione. Le indagini svolte dal reparto investigativo dei carabinieri hanno accertato che la sera del 12 settembre scorso, in occasione dei festeggiamenti della ricorrenza di “Santa Maria del Lauro”, i tre avevano organizzato in una zona di Marina del Cantone l’accensione di alcuni fuochi di artificio i cui residui incandescenti una volta ricaduti sul terreno avevano appiccato le fiamme ad un bosco vicino con lingue di fuoco che in pochi minuti erano divenute indomabili. I tre denunciati avevano anche cercato di domare le fiamme con mezzi di fortuna ma vinti dalla loro vastità si erano dati alla fuga. Intorno alle 20 e 30 giungevano sul posto, in prossimità di via San Marciano a Nerano, i carabinieri di Massa Lubrense e Sorrento, i vigili del fuoco del distaccamento di via dei Platani a Piano di Sorrento, personale del corpo Smartland della Regione Campania ed un elicottero, riuscendo a domare l’incendio ed impedendo alle fiamme di raggiungere le abitazioni vicine. Alle prime luci del mattino seguente alcuni focolai alimentati dal vento sprigionarono però altre fiamme che distrussero altri mille metri quadrati di macchia mediterranea. L’incendio fu poi definitivamente estinto grazie al nuovo intervento dei vigili del fuoco. Sinergica è stata comunque l’azione che ha permesso questa estate, nonostante le elevate temperature, il controllo del territorio con carabinieri, forestale, vigili del fuoco e protezione civile impegnati in una intensa attività di prevenzione e sensibilizzazione al rispetto delle disposizioni di legge relative agli incendi boschivi. Diverse anche le ordinanze comunali che hanno vietato l’accensione di stoppie e di residui vegetali anche nelle proprietà private ed in particolare nei campi. A rimanere vittima di tali ordinanze fu il 30 agosto scorso un contadino 67enne di Vico Equense riconosciuto colpevole di avere dato fuoco a diversi ettari di boscaglia sul Monte Faito proprio dopo avere perso il controllo di un falò acceso nei propri campi. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

domenica 20 settembre 2009

Denunciato imprenditore per furto d’acqua

Massa Lubrense - Alimentava un intero complesso turistico con tanto di stabilimento balneare, struttura alberghiera, piscina e docce con l’acqua prelevata dalla condotta idrica della Gori spa, senza che tale società gli avesse mai concesso alcuna autorizzazione. Colto in flagranza di reato è stato denunciato in stato di libertà un 63enne di Sorrento, gestore di un complesso extralberghiero sul versante del territorio di Massa Lubrense, che dovrà rispondere davanti alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata del reato di furto aggravato di acqua potabile e violazione delle norme sullo smaltimento delle acque reflue, oltre a colmare una sanzione pecuniaria prevista per un ammontare compreso tra i 6mila ed i 60mila euro. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del nucleo radiomobile di Sorrento diretti dal luogotenente Camillo Bernardo e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma che coadiuvati dal personale della Gori spa e dai sanitari dell’azienda Asl Na 3/sud hanno accertato la sottrazione diretta ed incontrollata dell’acqua dalla rete idrica pubblica concessa in gestione alla Gori spa. A ricostruire la dinamica sono stati i carabinieri al termine di una attività investigativa dalla quale è emerso che il 63enne titolare della struttura extralberghiera aveva realizzato un allaccio abusivo a monte della rete idrica grazie all’utilizzo di un bypass piazzato sul sistema delle tubature in prossimità del misuratore effettivo dei consumi. L’acqua trafugata veniva utilizzata per colmare il fabbisogno della struttura con servizi annessi e piscina. In seguito ad ulteriori sopralluoghi i carabinieri hanno inoltre accertato che il complesso extralberghiero, nonostante l’istanza presentata solo nel marzo scorso, non era ancora munito di autorizzazione per lo smaltimento delle acque reflue nel sistema fognario comunale. Gli allacci abusivi sono stati scollegati, la Gori spa si costituirà parte civile per il calcolo dei danni subiti in seguito al furto di migliaia di metri cubi di acqua che veniva perpetrato da mesi. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

lunedì 14 settembre 2009

Clonazione codici bancomat

Sorrento - Da ore clonavano i codici bancomat degli ignari clienti grazie ad una apparecchiatura installata nello sportello per i prelievi automatici dell’ufficio postale della centralissima piazza Angelina Lauro. E’ toccato ad un cliente sospettoso scoprire il trucco quando ieri mattina si è avvicinato allo sportello per effettuare un prelievo e si è accorto che la tastiera era diversa dal solito. Dopo avere segnalato la stranezza al personale dell’ufficio postale il direttore ha intuito che non si trattava della solita tastiera ed ha sporto denuncia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento che hanno individuato e posto sotto sequestro un apparato tecnologico costituito da un telefono cellulare di ultima generazione, sottilissimo e dotato di videocamera, collegato con dei fili rossi ad alcune batterie di litio. L’intera strumentazione serviva per registrare i movimenti sulla tastiera della mano del cliente che prelevava il denaro carpendo in tal modo i codici pin delle carte di credito grazie all’utilizzo di uno skimmer, un dispositivo capace di leggere la banda magnetica delle tessere inserite nello sportello bancomat dell’ufficio postale. Avviate le indagini da parte degli inquirenti per risalire agli intestatari delle sim card contenute nel telefono cellulare sequestrato. Il lettore digitale ed il telefonino cellulare dotato di videocamera erano stati probabilmente inseriti all’interno dello sportello bancomat da una banda di professionisti che li avrebbero poi ritirati questa notte, evitando in tal modo che alla riapertura del lunedì dell’ufficio postale qualcuno potesse accorgersi del trucco. A rischio tutte le carte bancomat i cui codici erano già stati clonati. I carabinieri con l’ausilio del direttore dell’ufficio postale stanno rintracciando i possessori delle tessere per avvisarli dell’accaduto. E’ l’ultimo in ordine di tempo di una serie di casi analoghi tutti sventati dall’inizio del 2009 ad opera dei carabinieri per la clonazione di carte di credito con l’utilizzo di sofisticate apparecchiature che sistemate nottetempo sugli sportelli di banche ed uffici postali della costiera sorrentina hanno permesso ad una banda di esperti truffatori di impadronirsi dei codici segreti delle carte di credito di ignari clienti che solo dagli estratti conto si accorgevano poi degli ammanchi di denaro. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

giovedì 3 settembre 2009

Operazione dattero, denunciati in due

Sorrento - Ancora pesca di frodo nella riserva marina protetta di Punta Campanella con i militari dell’Arma che pizzicano in flagrante due datterai intenti a frantumare le scogliere per estrarne i prelibati e costosi molluschi. Entrambi deferiti alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata dovranno rispondere del reato di attività di pesca illegale in zona vietata e deturpamento di bellezze naturali. Nell’ambito dell’intervento i carabinieri del nucleo navale diretti dal maresciallo Pierluigi Chiocca e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento hanno posto sotto sequestro bombole di ossigeno con respiratori, mazzuole, estrattori per cavare i datteri dalle rocce, pinze e l’imbarcazione utilizzata per l’attività di pesca di frodo per un valore commerciale di circa 30mila euro. Sequestrati anche 5 chilogrammi di datteri di mare e successivamente affondati al largo su disposizione del magistrato di turno. L’ “Operazione Dattero” è scattata alle prime luci dell’alba a seguito di una intensa attività di indagine che ha visto i carabinieri perlustrare a bordo della motovedetta cc514n l’intero specchio d’acqua del golfo in un servizio di controllo ininterrotto nonostante i continui spostamenti verso l’isola di Capri per l’emergenza dettata dall’inquinamento della Grotta Azzurra. Dopo i primi appostamenti i militari dell’Arma hanno notato un’imbarcazione ferma sotto la costa in località Gesiglione nel territorio di Massa Lubrense, nel pieno della zona C della riserva marina protetta di Punta Campanella dove solo su autorizzazione dell’ente parco sono consentite la piccola pesca professionale e la pesca sportiva. Qualche minuto di attesa, poi dal fondale sono emersi due subacquei con tanto di retino contenente il corpo del reato che si sono trovati davanti la motovedetta dei carabinieri. Per entrambi, un 42enne di Castellammare di Stabia ed un 29enne di Pompei, già noti alle forze dell’ordine per analoghi reati contro l’ambiente, scatta la denuncia in stato di libertà mentre le costose attrezzature e l’imbarcazione da diporto da 6 metri di lunghezza dotata di motore fuori bordo marca Yamaha da 115 hp per un valore stimato di 30mila euro sono state poste sotto sequestro. Nell’ambito dei controlli in mare estesi anche negli specchi d’acqua di Piano di Sorrento e Vico Equense i carabinieri del nucleo navale hanno inoltre denunciato un 25enne di Piano di Sorrento ed un 44enne di Sorrento, capobarca ed armatore di una imbarcazione da pesca in navigazione priva di dotazioni di sicurezza. Deferito anche un 33enne di Sorrento, proprietario di un peschereccio che praticava attività di pesca in assenza della segnaletica galleggiante. (di Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

mercoledì 2 settembre 2009

Ruba occhiali griffati, arrestato

Meta - Beccato in flagrante dopo che si era impossessato di un paio di costosi occhiali da sole griffati lasciati incautamente incustoditi sotto l’ombrellone, arrestato e trasportato al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei di Napoli perché minorenne. E’ successo sul litorale metese all’interno del lido Metamare dove un 16enne del quartiere Ponticelli approfittando di un attimo di distrazione di un bagnante, un 21enne di Terzigno, gli ha portato via un paio di occhiali da sole marca “Ray Ban” del valore di 160 euro che pochi attimi prima aveva riposto nel porta oggetti collocato sotto l’ombrellone. Ad assistere alla scena c’erano però due carabinieri in tenuta da spiaggia che visto il 16enne allontanarsi in tutta fretta dallo stabilimento lo hanno raggiunto e fermato, trovandogli addosso gli occhiali rubati. Sul posto è intervenuta una radiomobile dei carabinieri della stazione di Piano di Sorrento diretta dal maresciallo Daniele De Marini e coordinata dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento che dopo avere restituito gli occhiali al 21enne di Terzigno hanno accompagnato il mariolo prima in caserma ed in seguito ai Colli Aminei dove dovrà rispondere del reato di furto aggravato. Prepotentemente sponsorizzati da vip e da attori di Hollywood gli occhiali “Ray Ban” sono divenuti quasi uno status symbol per molti ragazzi che spesso, non potendosi permettere l’acquisto dei costosissimi occhiali, adottano stratagemmi di ogni genere pur di impossessarsene. Il costo elevato, che può raggiungere anche diverse centinaia di euro, ha fatto nascere vere e proprie baby-gang specializzate nel furto degli occhiali da sole da rivendere sottocosto ad una sorta di mercato nero. Un fenomeno che ha costretto molti negozi del centro di Sorrento a metterli via dalle vetrine e dagli espositori per evitare spiacevoli e costose mancanze. Non sono poche infatti le denunce da parte di esercizi commerciali che soprattutto nel periodo estivo e nel giro di pochi secondi hanno visto sparire occhiali “Ray Ban” dalle bacheche. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

domenica 30 agosto 2009

Assenteismo, denunciati tre infermieri

Visite mediche fasulle, anche ad un morto

Meta - Timbravano il cartellino e poi uscivano. A beccare tre infermieri del centro Asl Na 3Sud impiegati presso l’unità operativa di assistenza agli anziani di via del Lauro dopo una dettagliata segnalazione anonima, assenti nella struttura oltre che al domicilio degli assistiti, sono stati i carabinieri del nucleo operativo diretti dal maresciallo Camillo Bernardo e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento. Per loro, un 54enne di Sorrento, un 61enne di Vico Equense ed un 54enne di Torre del Greco è scattata la denuncia a piede libero presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata dove dovranno rispondere del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. In diverse occasioni i carabinieri hanno accertato che pur avendo regolarmente timbrato il cartellino di servizio all’ingresso della struttura sanitaria gli infermieri non esercitavano le proprie funzioni né all’interno del centro né presso il domicilio delle persone anziane assistite dove avrebbero dovuto trovarsi per eseguire i programmi terapeutici assistenziali. Le visite venivano eseguite solo sporadicamente, in alcuni casi per niente affatto. Uno dei tre denunciati eseguiva invece, paradossalmente e con precisa regolarità, la visita e la prestazione assistenziale nei confronti di una persona anziana risultata deceduta nel 2008. Gli inquirenti stanno indagando sulla posizione di un medico 55enne di Piano di Sorrento, responsabile del servizio di assistenza all’anziano morto, che avrebbe omesso di verificare la correttezza del servizio prestato dagli infermieri del centro nei confronti anche degli altri assistiti. I cartellini di presenza degli infermieri sono stati sottoposti a sequestro, ora i tre dovranno spiegare al magistrato dove si trovavano durante gli orari di quelle libere uscite che si erano concesse senza alcuna autorizzazione o grazie ad un insieme di complicità tra gli impiegati del centro assistenziale. Analogo caso sempre nel centro di via del Lauro avvenne nel gennaio 2008 con 4 medici che timbrato il cartellino se ne tornavano poi a casa. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

giovedì 27 agosto 2009

Ritrovato tender rubato a Positano

Vico Equense - Era nascosto tra una decina di piccole imbarcazioni nello specchio d’acqua antistante Marina d’Aequa in attesa di essere ricettato tra i porti di Castellammare di Stabia e dell’area torrese. Sono stati i carabinieri della stazione di Vico Equense diretti dal maresciallo Antonio Lezzi e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento a ritrovare il tender del valore di 50mila euro rubato dai predoni del mare dallo yacht “My Perfect Persuasion” ormeggiato nella notte del 23 agosto nella rada di Positano riconsegnandolo al comandante 40enne originario del Sud-Africa della lussuosa imbarcazione. La denuncia era stata presentata nella prima mattinata presso la stazione carabinieri di Capri dove il megayacht aveva attraccato dopo essere salpato da Positano. Battente bandiera delle isole Cayman, paradiso fiscale dell’America centrale, lo yacht stava effettuando una crociera nel mediterraneo con a bordo diverse personalità. Lungo 45 metri e dotato di lussuosi comfort il superyacht è stato spesso noleggiato in passato anche da una società di gestione degli studi cinematografici di Hollywood ed utilizzato per pellicole di successo o per portare in giro per il mondo star del cinema amanti di zone come Sorrento, Capri, Positano, Portofino e Costa Smeralda. I predoni del mare hanno colpito con il favore delle tenebre quando a bordo tutti dormivano. Un copione collaudato che negli ultimi due anni ha visto come territorio delle scorribande notturne le acque del golfo di Sorrento dove almeno una decine di yacht di lusso sono rimasti vittime del furto dei costosissimi tender di appoggio. In tutti i casi però la destrezza dei carabinieri ha permesso il ritrovamento delle imbarcazioni nascoste tra le aree portuali di Castellammare di Stabia e Torre del Greco. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

Presentazione nucleo sommozzatori

Vico Equense - Venerdì 28 agosto, ore 10,30, presso la sede storica del Comune di Vico Equense si terrà un incontro durante il quale si parlerà dell'istituzione del Nucleo sommozzatori associazione Avf - Protezione civile.

mercoledì 26 agosto 2009

Furto di borsello, arrestati in due

Meta - Accerchiati ed arrestati da una pattuglia di motociclisti e da una gazzella dei carabinieri dopo essersi dati alla fuga per avere rubato da un’auto in sosta un borsello contenente denaro ed effetti personali. E’ accaduto sulla statale 145 sorrentina dove due fratelli di Melito, Massimo e Carmine Pilato di 26 e 28 anni, sono finiti in manette dopo qualche chilometro di fuga ma sono presto caduti nella morsa a tenaglia dei carabinieri della Compagnia di Sorrento coordinata dal capitano Massimo De Bari grazie ad una squadra di motociclisti ed alla pattuglia radiomobile diretta dal maresciallo Berardo Amicuzi che dopo averli intercettati li hanno bloccati nel traffico. I due fratelli avevano appostato una Renault Kangoo in sosta a Meta di Sorrento, in piazza Santa Maria del Lauro, nel momento in cui il proprietario era sceso dall’auto lasciando aperto il finestrino hanno agito impossessandosi di un borsello contenente 255,00 euro in contanti ed una serie di effetti personali. Dopo il furto i fratelli Pilato si sono dati alla fuga a bordo di una Suzuki Swift imboccando la statale 145 sorrentina. L’immediato allarme lanciato da persone che avevano assistito al furto ha però messo in moto i militari dell’Arma che sopraggiunti con la radiomobile hanno iniziato un inseguimento lungo i tornanti della statale. L’arresto è avvenuto nei pressi di Seiano dove i fuggitivi, rallentati dal traffico, si sono trovati di fronte un’altra pattuglia di carabinieri in motocicletta. Chiusa ogni via di fuga ai due rapinatori non è rimasto che arrendersi. L’intera refurtiva è stata recuperata e riconsegnata al proprietario, ma non è finita. Da ulteriori sopralluoghi effettuati attraverso la banca dati dei carabinieri l’automobile utilizzata dai due fratelli per la fuga è risultata indebitamente appropriata ai danni di una banca emiliana per il mancato pagamento delle rate finanziarie attraverso le quali era stata acquistata. Sottoposta a sequestro l’auto i due rapinatori sono stati trattenuti in cella di sicurezza in attesa del processo per direttissima per il reato di furto aggravato. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

lunedì 24 agosto 2009

Incendio edificio in centro

Sorrento - Panico nella notte per un incendio sviluppatosi al quarto piano di un edificio nel pieno centro di Sorrento e causato da una candela lasciata accesa che dopo essersi abbattuta su un comodino ha originato un rogo che ha gravemente danneggiato un intero appartamento. Salvata una pensionata grazie al pronto intervento dei mezzi di soccorso che senza sosta hanno impiegato oltre un’ora per eliminare qualunque pericolo riportando la situazione alla normalità. La donna, Letizia Nardo di 78 anni, dopo avere ricevuto le prime cure sul posto grazie ad inalazioni di ossigeno è stata trasportata in stato confusionale all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento, per lei prognosi di guarigione di dieci giorni per intossicazione da monossido di carbonio. Niente da fare invece per il piccolo cagnolino, un meticcio che da anni rallegrava le giornate dell’anziana, travolto dalle fiamme e senza via di fuga, rimasto carbonizzato nel vano tentativo di avvertire la padrona del pericolo. Era mezzanotte e trenta quando l’allarme è stato lanciato da alcuni passanti che hanno notato impressionanti lingue di fuoco fuoriuscire dall’appartamento al quarto piano di un edificio al corso Italia n.311 costituito da complessivi cinque piani e dodici appartamenti ed adiacente l’Hotel Tourist. Tutte le finestre erano chiuse, le serrande abbassate, il palazzo era in parte vuoto a quell’ora mentre chi dormiva è stato bruscamente svegliato dal trambusto e dal frastuono delle sirene dei mezzi di soccorso. Sul posto sono giunti in pochi minuti i carabinieri della compagnia di Sorrento coordinata dal capitano Massimo De Bari che hanno diretto lo svolgimento delle operazioni, le autobotti dei vigili del fuoco del distaccamento di via dei Platani di Piano di Sorrento, i caschi bianchi della polizia municipale che hanno interrotto il traffico su tutto il corso Italia dalla zona dell’incendio fino a piazza Tasso dirottandolo per via degli Aranci, via Correale e viale Nizza. Dopo avere forzato la porta dell’appartamento del quarto piano i soccorsi sono entrati all’interno facendosi spazio tra le fiamme ed una densa coltre di fumo fino a raggiungere la stanza da letto dove la 78enne Letizia Nardo era rimasta imprigionata ed immobilizzata sotto le coperte. Sul comodino ancora visibile il mozzo di una candela lasciata accesa che abbattutasi ha dato fuoco a vestiti, tappeti, tendaggi, raggiungendo le finestre in cerca di uno sfogo. Velocità e destrezza dei mezzi di soccorso hanno evitato il peggio con i vigili del fuoco che hanno immediatamente staccato la centralina dell’energia elettrica e le tubature del gas. Poi l’arrivo dell’ambulanza del 118 con il personale sanitario che grazie al varco aperto dai soccorritori ha imbracato su una sedia l’anziana donna ancora intontita per le esalazioni del fumo trasportandola giù per le scale. Grazie alla immediatezza dei soccorritori non c’è stato bisogno di evacuare l’edificio, le fiamme sono state presto domate, mentre più lunghe sono state le fasi per la bonifica dell’appartamento completamente annerito dal fumo con diverse parti di mobilio distrutte dal fuoco. Tranquillizzate anche le centinaia di turisti che alloggiavano nell’adiacente Hotel Tourist allarmate per l’odore acre del fumo che ha raggiunto perfino le stanze dell’albergo. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

martedì 18 agosto 2009

Controlli di ferragosto

Sorrento - Raffica di denunce nel lungo ponte di ferragosto con 22 persone deferite in stato di libertà per i reati di guida in stato di ebbrezza, spaccio di banconote false, furti sulle spiagge, con un bottino di 19 motoveicoli sequestrati e 35 patenti ritirate. Elevate sanzioni amministrative per infrazioni al codice della strada per un ammontare di circa 20mila euro, segnalati 5 ragazzi per detenzione ed uso di sostanze stupefacenti, ritirate 8 carte di circolazione. L’operazione “Ferragosto Sicuro” è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Sorrento coordinati dal capitano Massimo De Bari con l’appoggio del personale della compagnia di intervento operativo del decimo battaglione carabinieri Campania di Napoli. A Vico Equense finisce in manette Pasquale Di Maio, 30enne napoletano già noto alle forze dell’ordine, arrestato in flagranza di reato dopo essersi impadronito da uno zaino di un 15enne di Gragnano sulla spiaggia di Marina di Seiano, località “Le Calcare”, di un telefono cellulare e di un portafogli contenente 150 euro in contanti; l’intera refurtiva per un valore di circa 500 euro è stata restituita al ragazzo mentre l’arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa del processo per direttissima. Denunciati invece a Meta di Sorrento un 17enne di Volla per avere tentato di rifilare una banconota falsa da 50 euro nello stabilimento balneare “La Conca” oltre a due ragazze, una 20enne ed una 16enne sempre di Volla, per avere derubato un venditore ambulante sulla spiaggia libera di 50 oggetti di bigiotteria per un valore di circa 150 euro; denunciate in stato di libertà le ragazze la merce è stata restituita al proprietario. Denunciati anche tre pregiudicati per inosservanza agli adempimenti previsti dal foglio di via obbligatorio emessi per i comuni della penisola sorrentina. Altri otto pregiudicati fermati in diverse zone della penisola sorrentina in atteggiamento sospetto sono stati proposti per l’allontanamento con foglio di via obbligatorio. Segnalati al Prefetto di Napoli cinque rampolli della costiera trovati in possesso di 10 grammi di marijuana, 12 grammi di hashish, 4 grammi di cocaina; l’intero quantitativo di sostanze stupefacenti è stato posto sotto sequestro. I controlli più serrati si sono comunque svolti sulle strade della costiera, sulla statale 145 sorrentina ed alle uscite di locali notturni, discoteche e night. Sono stati 15 i ragazzi fermati alla guida di auto e moto che sono risultati positivi al controllo del tasso alcolemico, in alcuni casi i valori erano superiori di oltre tre volte il limite consentito. Per tutti è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza con il ritiro della patente. Denunciato anche un 37enne di Sorrento perché sorpreso sul corso Italia alla guida della propria Vespa 150 già sottoposta a fermo amministrativo di 60 giorni per una precedente infrazione. Sequestrati inoltre 19 tra motociclette e ciclomotori per guida senza casco, ritirate 18 patenti per guida pericolosa e sorpassi in prossimità di curve ed all’interno della galleria di Seiano oltre al ritiro di 8 carte di circolazione per mancato rinnovo dell’assicurazione e della revisione del veicolo. Elevati nel fine settimana 65 verbali per infrazioni al codice della strada per un ammontare di circa 20mila euro. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

sabato 15 agosto 2009

Sequestrati 650 chilogrammi di alimenti avariati

Sorrento - Oltre 650 chilogrammi di derrate alimentari sequestrate in aggiunta a 1700 litri tra latte ed acqua, denunciate undici persone tra titolari di ristoranti, supermercati ed autotrasportatori, elevate sanzioni amministrative per 30mila euro. Questo il bilancio di una vasta operazione perpetrata dai militari dell’Arma in collaborazione con il personale sanitario dell’Asl Napoli 3/sud, distretto 59, unità operativa di prevenzione collettiva, che ha coinvolto una serie di attività commerciali dove quintali di alimenti avariati stavano per essere destinati alla vendita a danno dell’ignara clientela. L’intera operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Sorrento coordinata dal capitano Massimo De Bari, del nucleo navale diretto dal maresciallo Pierluigi Chiocca con l’utilizzo della motovedetta cc 514n, il nucleo operativo radiomobile coordinato dal luogotenente Camillo Bernardo. Gli undici denunciati dovranno rispondere alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata del reato di detenzione e trasporto di alimenti destinati al consumo collettivo in cattivo stato di conservazione o privo della prevista etichettatura necessaria alla rintracciabilità dei prodotti. Nelle maglie del blitz è finito anche il 41enne direttore responsabile di un noto supermercato di Piano di Sorrento per avere ordinato l’accantonamento su suolo pubblico di 100 confezioni di acqua minerale in bottiglia di plastica sotto il sole cocente prima di destinarle alla vendita. L’intero quantitativo di 900 litri oramai alterato nelle qualità organolettiche è stato posto sotto sequestro e distrutto mediante sversamento nella condotta fognaria comunale dell’acqua contenuta nelle bottiglie a loro volta destinate al ciclo della raccolta differenziata. Analogo sequestro ha visto protagonista un 46enne di Castellammare di Stabia intercettato sulla statale 145 sorrentina alla guida di un furgone adibito al trasporto di latte già confezionato per oltre 800 chilogrammi, destinato alla vendita in salumeria, supermercati ed alberghi della costiera ma sprovvisto di etichettatura utile ai fini della rintracciabilità. Tra gli undici denunciati anche un 70enne di Massa Lubrense titolare di una struttura balneare con annesso bar e ristorante a fronte mare in località Marciano nelle cui cucine i carabinieri hanno rinvenuto 80 chilogrammi di prodotti ittici congelati ed indicati invece sul menù come freschi; per lui è scattata la denuncia per il reato di frode in commercio. Stessa sorte per un 48enne sempre di Massa Lubrense responsabile di un ristorante sulla spiaggia di Recommone dove i militari dell’Arma si sono imbattuti in 60 chilogrammi di pesce congelato e privo di etichettatura. (di Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

giovedì 13 agosto 2009

Attracchi abusivi, denunciate 8 persone

Massa Lubrense - Scatta il blitz dei militari dell’Arma nelle acque della baia di Marina del Cantone in collaborazione con la guardia costiera di Massa Lubrense e Sorrento per le verifiche della occupazione abusiva delle aree di proprietà del demanio marittimo. Nel mirino del nucleo navale diretto dal maresciallo Pierluigi Chiocca e coordinato dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento gli ormeggi abusivi disseminati nella baia, in zona C della riserva marina protetta di Punta Campanella, ed indiscriminatamente utilizzati da imbarcazioni da diporto, oltre al rispetto delle norme di navigazione e di sicurezza da parte di motopescherecci. L’operazione si è conclusa con la denuncia di 7 persone, proprietarie di motoscafi abusivamente ormeggiati nello specchio d’acqua di Nerano, tutte deferite alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per il reato di collocazione abusiva di corpi morti per l’ancoraggio di natanti, in aggiunta ad un armatore di peschereccio denunciato per esercizio di pesca ed utilizzo di reti non segnalato. Sequestrati dai carabinieri del nucleo navale circa 30 corpi morti ed attrezzature di ancoraggio mentre altre imbarcazioni alla vista delle divise dei militari dell’Arma hanno preferito darsi alla fuga abbandonando precipitosamente lo specchio d’acqua di Marina del Cantone. Quasi una scena da film sotto la temperatura cocente di 30 gradi con i carabinieri piombati all’improvviso tra le imbarcazioni di tranquilli possidenti intenti a dedicarsi ad una brillante tintarella. Sanzioni amministrative per quelli beccati sul colpo, poca cosa per chi possiede una imbarcazione da diporto, ricerche da parte dell’autorità portuale per gli altri che hanno preferito defilarsi al largo ma che restano inchiodati dal numero di matricola. Per il resto la parola passa alla carta da bollo per le verifiche sulla legittimità dell’utilizzo dello specchio d’acqua di proprietà del demanio marittimo e delle concessioni rilasciate agli ormeggiatori del posto. Nel frattempo gavitelli ancorati sul fondo della baia, ancorotti ed altro rimangono confiscati ad opera del nucleo navale dei carabinieri di Sorrento con il blitz perpetrato con la motovedetta cc 514n. Per i denunciati, 3 marittimi di 39, 40 e 58 anni, un imprenditore 36enne, due noleggiatori di imbarcazioni da diporto di 40 e 50 anni, un 54enne noleggiatore di attrezzature balneari, tutti di Massa Lubrense scatta la denuncia per avere collocato corpi morti in assenza di concessioni rilasciate dagli enti di competenza sul fondale marino dell’area protetta ancorando natanti di loro proprietà e determinando in tal modo pericolo per la navigazione in una zona ad elevato traffico nautico. Discorso diverso per un 47enne di Vico Equense presidente di una società armatrice di barche da pesca che in qualità di armatore e comandante di un peschereccio è stato intercettato dai carabinieri mentre utilizzava reti da pesca omettendo di segnalarne la presenza in mare. E’ la storia di un problema vecchio di decenni fatto di sistematici sequestri per l’utilizzo di corpi morti sull’intero tratto costiero della penisola sorrentina senza che gli enti di competenza abbiamo veramente approntato una soluzione determinante. Da un momento all’altro, accade solo in estate, tutti diventano abusivi con il rischio che alla fine si giunga alla soluzione estrema di eliminare del tutto gli ormeggi liberando ad esempio la baia di Marina del Cantone, una delle più belle del mondo, dalla presenza di scafi di fatto indesiderati ma utili all’economia dell’area. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

venerdì 7 agosto 2009

Deteneva armi illegali, arrestato

Vico Equense - Custodiva illegalmente all’interno dell’abitazione armi di provenienza clandestina ed una serie di cartucce, oltre a due bombe carta di fabbricazione artigianale complete di miccia e pronte per l’uso. Intercettato in flagranza di reato dai militari dell’Arma è stato arrestato e trasferito nelle carceri di Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria che ne disporrà il giudizio. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione di Vico Equense diretti dal maresciallo Antonio Lezzi e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento. E’ accaduto nella frazione alta di Moiano, alle pendici del Monte Faito, dove a finire in manette è stato Gesualdo Cinque, un 42enne del posto, all’interno della cui abitazione i carabinieri hanno rinvenuto un fucile da caccia artigianale calibro 16 privo di marca e matricola, 27 cartucce calibro 16, una pistola modello scacciacani opportunamente modificata e predisposta per l’uso e lo sparo. Tutto il materiale era custodito dentro ad un armadio in legno nella camera da letto dell’arrestato. Nel corso di una ulteriore perquisizione i carabinieri hanno setacciato anche un piccolo locale adibito a canile pertinente all’abitazione, rinvenendo opportunamente, occultate due bombe carta del tipo a secco da mortaio, non convenzionali e di fabbricazione artigianale del peso complessivo di 2 chilogrammi e mezzo, complete di carica di lancio e miccia pronta all’uso. Il 42enne è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per il reato di detenzione illegale di armi clandestine, munizioni ed artifizi esplosivi, oltre all’ipotesi di illecito di ricettazione, l’intero materiale rinvenuto nel corso delle perquisizioni è stato invece posto sotto sequestro. Già avviate le indagini da parte degli inquirenti per risalire alla provenienza del materiale rinvenuto nell’abitazione di Gesualdo Cinque grazie ad una serie di verifiche per ottenere riscontri in ambito del territorio nazionale su furti e censimenti di armi e munizioni. In piedi anche l’ipotesi secondo cui l’arrestato abbia acquistato il fucile di seconda mano da persone del posto utilizzandolo probabilmente per operazioni di caccia di frodo. L’intervento dei carabinieri è scattato nella serata dell’altro giorno dopo che in seguito ad una serie di avvistamenti la loro attenzione si era catalizzata su un’abitazione della frazione di Moiano già più volte oggetto di segnalazione. L’irruzione predisposta su ordinanza della magistratura competente ha dato poi risultati positivi con il rinvenimento di un piccolo arsenale e di due pericolosi ordigni rudimentali notoriamente utilizzati per i festeggiamenti del capodanno. Perquisizioni maggiormente approfondite sveleranno se all’interno dell’abitazione e degli anfratti del canile adiacente alla casa possano essere tenuti nascosti ulteriori esemplari di materiali esplosivi di fabbricazione artigianale. L’ultima operazione del genere nel territorio di Vico Equense risale al novembre dello scorso anno quando sempre i carabinieri fecero irruzione alle 7 del mattino in una abitazione di via Patierno denunciando un 39enne pregiudicato del posto che custodiva all’interno della casa e nel giardino un vero e proprio arsenale. In quella occasione i militari dell’Arma misero sotto sequestro 1200 cartucce calibro 12, 100 cartucce calibro 20, 150 cartucce calibro 36 e 10 proiettili per pistola calibro 9; tutte le munizioni erano tenute sparpagliate all’interno dell’abitazione, nella cassaforte per armi di cui era in possesso e nei cassetti di alcuni mobili tenuti in giardino. Lo stesso pregiudicato era stato, con precedente condanna, privato del porto d’armi e di 4 fucili. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

martedì 4 agosto 2009

Finanziere morto, inchiesta sui soccorsi

Sorrento - Un’inchiesta per accertare cause e circostanze che hanno determinato la morte del finanziere casertano, vittima di un incidente stradale nella notte tra venerdì e sabato a Piano di Sorrento, è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. L’esame autoptico verrà effettuato oggi nell’obitorio di Castellammare. Le indagini, coordinate dal pm Stefania Di Dona, sono finalizzate a chiarire la dinamica dell’incidente, ma soprattutto a stabilire eventuali responsabilità da parte dei sanitari dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento, dove Gianpaolo Iodice, 27 anni, di Marcianise, è stato sottoposto a un intervento chirurgico dopo la caduta dalla moto sulla quale viaggiava in compagnia della fidanzata. L’incidente si è verificato sul corso Italia, poco dopo mezzanotte, sul cavalcavia del ponte Orazio, che divide il territorio di Piano di Sorrento e Meta. Il finanziare, in sella a una Kawasaki Z750, avrebbe perso il controllo della moto ed è caduto sul marciapiede ai margini della carreggiata insieme alla ragazza. Soccorsi da un’ambulanza del 118, entrambi sono stati ricoverati all’ospedale di Sorrento. Nel drammatico impatto con il marciapiede, Gianpaolo Iodice ha riportato la frattura del bacino e lesioni agli organi interni. Dopo una delicata operazione notturna al pronto soccorso sorrentino, sabato mattina è stato disposto il trasferimento del giovane finanziere all’ospedale Loreto Mare di Napoli, dove, purtroppo, è giunto ormai privo di vita. La ragazza che viaggiava con lui, una 23enne di Acerra, invece, è stata ricoverata per trauma facciale ed escoriazioni varie, con una prognosi di venti giorni. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Sorrento, coordinati dal capitano Massimo de Bari, che si occupano dell’indagine. (Antonino Siniscalchi il Mattino)

sabato 1 agosto 2009

L’ultimo saluto al carabiniere investito

Massa Lubrense - Con il feretro avvolto nella bandiera tricolore della patria che ha fedelmente servito Bartolomeo Vinciguerra parte per l’ultimo viaggio che lo porterà al cimitero di San Liberatore dove riposerà in pace lasciando alle sue spalle solo strazio e dolore. Finisce così la breve esistenza di un uomo amato da tutti e bruscamente interrotta da un disgraziato incidente che poco meno di due settimane fa ha visto il 40enne carabiniere travolto da un’auto impazzita, sfuggita al controllo di un 84enne malato di una particolare forma di diabete ed improvvisamente colpito da un calo glicemico che gli ha fatto perdere i sensi. L’Opel Astra che guidava è partita come un missile a spezzare la vita di chi solo per caso si trovava quel giorno a transitare a bordo di un Beverly 250 in via IV novembre, in quel fatidico attimo. L’84enne, Aniello Buonocore, originario di Positano adesso è indagato per omicidio colposo, un atto dovuto, che non riporterà in vita Bartolo Vinciguerra che si lascia alle spalle una autentica tragedia: la moglie Carla, già provata dal funesto ricordo di venti anni fa quando il padre, anch’egli carabiniere, perse la vita investito da un’auto impazzita, due bambine, Martina e Cristiana, alle quali qualcuno dovrà prima o poi spiegare quello che è successo. Gli ultimi attimi di vita nella camera di rianimazione del Cardarelli di Napoli sono per Carla, la donna della sua vita, alla quale confessa in punto di morte il proprio, autentico e sconfinato amore. Il vero impunito rimane il medico anonimo che nonostante la grave malattia di cui è affetto rilascia all’84enne il regolare certificato per ottenere il rinnovo della patente. Era lutto cittadino ieri a Massa Lubrense, tutti i negozi chiusi, serrande a metà anche a Piano di Sorrento dove Bartolo prestava servizio come carabiniere. A presenziare alla cerimonia funebre c’era lo stato maggiore dell’Arma, il generale di Brigata e comandante della Regione Carabinieri Campania, Franco Mottola, il capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento, i comandanti delle stazioni carabinieri di tutta la penisola sorrentina, il vicequestore Antonio Galante del commissariato di Sorrento, guardia di finanza, capitaneria di porto, associazione nazionale carabinieri e tanta tantissima gente, circa duemila, per dare a Bartolo l’ultimo saluto. Dopo l’omelia di don Carmine Giudici la bara avvolta nel tricolore portata a spalla dai compagni in alta uniforme attraversa il picchetto d’onore tra dolore e speranza, rassegnazione e fiducia di una folla che assiste al dramma di una donna che per la seconda volta paga un forte tributo e piange dopo venti anni ancora un uomo dell’Arma dei carabinieri. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

venerdì 24 luglio 2009

Stroncato traffico di latticini avariati

Sorrento - Sbarca anche in penisola sorrentina l’operazione “cibo sicuro – estate 2009” varata dal Ministero della Salute con i militari dell’Arma che sulle strade della costiera e sulla statale 145 sorrentina intercettano una serie di furgoni adibiti al trasporto di derrate alimentari verso attività commerciali, supermercati ed alberghi di Sorrento. Fermati e perquisiti 6 furgoni a bordo dei quali i carabinieri del nucleo radiomobile diretti dal luogotenente Camillo Bernardo e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento, con l’ausilio del personale medico dell’azienda sanitaria locale, hanno rinvenuto prodotti lattiero e caseari, pane, olive e scatolame trasportati in cattivo stato di conservazione e completamente privi di etichettatura ed altra indicazione utili ai fini della rintracciabilità. In seguito alle ispezioni i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata i 6 conducenti dei furgoni, sequestrando oltre mezza tonnellata di prodotti successivamente distrutti con ordinanza emessa dal magistrato di turno ed elevando a carico dei trasportatori sanzioni amministrative per circa 10mila euro. Destinati alla vendita nelle attività della penisola sorrentina ed a rifornire strutture alberghiere, ristoranti nostrani e stabilimenti balneari, formaggi vari, trecce, mozzarella, ricotta, provola provenienti da caseifici di Napoli, Castellammare di Stabia, Frattamaggiore, Cava de’ Tirreni, Baronissi in provincia di Salerno, oltre a due quintali e mezzo di pane rinvenuti a bordo di un furgone Fiat Doblo proveniente da Vico Equense, privi di qualunque certificazione, sarebbero presto finiti sulle tavole degli ignari consumatori con ricavi per diverse migliaia di euro. A finire nei controlli stradali dei carabinieri sono stati un 39enne di Castellammare di Stabia, un 50enne di Napoli, un 30enne di Frattamaggiore, una donna di 37 anni di Vico Equense, un 34enne di Cava de’ Tirreni ed un 38enne di Baronissi. In tre casi oltre agli alimenti i carabinieri hanno sequestrato anche i veicoli trasferiti in seguito in un deposito giudiziario. Dall’operazione emerge anche lo scostamento di molti committenti dai prodotti caseari doc della costiera ritenuti di garanzia ma più cari di altri importati dai centri della provincia assicurando in tal modo ricavi più netti a discapito della qualità. (Vincenzo Maresca da Positano News)

giovedì 23 luglio 2009

Grave il carabiniere investito da un 84enne

Massa Lubrense - Pauroso incidente stradale ieri mattina. Erano le 9,30 circa quando il carabiniere Bartolo Vinciguerra, 37 anni (in servizio a Piano), con la sua moto Beverly 250 stava immettendosi sul via IV Novembre dal viale privato del parco 167, dove abita con la famiglia, quando è stato investito da un'Opel Astra guidata da Aniello Buonocore di 84anni da Positano. Sul luogo sono giunti il comandante dei vigili urbani di Massa Lubrense Rosa Russo ed il suo vice Carlo Fabiano che hanno provveduto ad attivare i soccorsi. Con due autoambulanze del 118 i due sono stati trasportati all'ospedale di Sorrento dove le condizioni del giovane carabiniere sono apparse subito gravi ed è stato quindi trasferito a Napoli. L'anziano automobilista, secondo i primi accertamenti dei vigili, avrebbe perso il controllo dell’auto uscendo da una curva investendo il carabiniere e, dopo aver toccato il cordolo di circa 30 centimetri del ciglio destro della sua carreggiata, avrebbe proseguito la corsa zig-zagando per altri 50 metri fino a fermarsi contro un palo della pubblica illuminazione accanto all'ingresso d'un garage. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Massa, diretti dal maresciallo Giacomo Sammartano e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia di Sorrento. (ge.pa. il Mattino)

martedì 21 luglio 2009

Controlli stradali, 2 arresti e 21 denunce

Sorrento - Fine settimana di fuoco sulle strade della penisola sorrentina con i militari dell’Arma che impegnati in controlli serrati sulla sicurezza stradale raccolgono un bottino di 21 persone denunciate, 18 patenti di guida ritirate, 2 arresti per furto di motorino, 11 fogli di via obbligatori, 6 segnalazioni alla Prefettura per uso di droghe, 8 motoveicoli ed altrettante carte di circolazione sequestrate, verbali per 4.350,00 euro. Tutte le operazioni sono state condotte sulle strade della costiera, sulla statale 145 sorrentina e sulla statale 163 amalfitana dai carabinieri della compagnia di Sorrento coordinata dal capitano Massimo De Bari e dalle pattuglie delle stazioni locali dirette dai marescialli Antonio Lezzi, Daniele De Marini, Nicola Mariniello, Giacomo Sammartano. Riflettori puntati nei pressi delle uscite dei locali notturni dove i militari dell’Arma hanno intercettato e denunciato in stato di libertà 13 giovani di età compresa tra i 19 ed i 35 anni tutti residenti tra la penisola sorrentina e l’hinterland stabiese, responsabili di essersi messi alla guida di veicoli con un tasso alcolemico in cinque casi superiore di tre volte rispetto a quello consentito, con il conseguente ritiro della patente di guida. Denunciate altre 6 persone, un 18enne di Siringano di Avellino, un 17enne ed un 28enne di Vico Equense, trovati alla guida di motoveicoli senza avere mai conseguito la patente, un 15enne di Torre del Greco ed un 14enne di Pompei ritenuti responsabili di un tentato furto di un ciclomotore in via Filangieri a Vico Equense, ed un 51enne di Piano di Sorrento intercettato alla guida di un Piaggio Free già sottoposto a fermo amministrativo. Sorpresi in via Bagnulo a Piano di Sorrento mentre con arnesi da scasso tentavano di impadronirsi di un Piaggio Liberty due romeni, Iulian Stinga di 23 anni e Jonut Mihai Popa di 21 anni, già noti alle forze dell’ordine per essere stati arrestati lo scorso anno sempre dai carabinieri per il furto di un ciclomotore dello stesso tipo. Segnalati al Prefetto anche 6 rampolli della costiera per essere stati sorpresi a consumare sostanze stupefacenti. Nella fattispecie i carabinieri hanno sequestrato 10 grammi di marijuana e 12 grammi di hashish. Denunciato anche un 24enne di Napoli per inosservanza al decreto di allontanamento già comminato per i comuni della penisola sorrentina. Altri 11 fogli di via obbligatori sono stati proposti per altrettanti pregiudicati provenienti da Napoli e dall’hinterland di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, tutti sorpresi dai carabinieri in atteggiamenti sospetti. Uno dei pregiudicato è stato deferito all’autorità giudiziaria perché trovato in possesso di attrezzi da scasso. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

lunedì 13 luglio 2009

Fuoco sul treno, feriti due passeggeri

Meta - Panico nella stazione con un convoglio della circumvesuviana che improvvisamente prende fuoco nella parte anteriore della motrice originando una nube di fumo che avvolge l’area e diverse centinaia di passeggeri che erano in attesa di un’altra corsa. Due le persone trasportate d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, entrambe per intossicazione per essersi trovate a diretto contatto con la nube tossica sprigionata dalla carrozza del treno. Lunghe le operazioni di bonifica con i vigili del fuoco che dopo avere eliminato i pericoli di somma urgenza hanno dovuto attendere le corse speciali che hanno caricato verso Napoli tutti i passeggeri rimasti assembrati sul piazzale esterno della stazione. Le operazioni di sgombero sono state dirette dai carabinieri della stazione di Piano di Sorrento disposti dal maresciallo Daniele De Marini e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento. L’episodio si è verificato intorno alle 18 e 30 con un convoglio fuori servizio e senza passeggeri che trainato da Sorrento era diretto verso Napoli per essere sottoposto ad una serie di interventi a causa di un guasto che già nella mattinata ne aveva impedito l’utilizzo. Giunto alla fermata di Meta di Sorrento la carrozza anteriore del convoglio, per cause probabilmente legate al malfunzionamento dell’impianto elettrico, ha improvvisamente preso fuoco generando una densa coltre di fumo che ha gettato nel panico centinaia di viaggiatori che in quel momento erano in attesa della corsa verso Napoli. I soccorsi sono stati immediati grazie anche alla prontezza del capostazione Carlo Strino che ha subito dato l’ordine di fare allontanare tutti i passeggeri dai binari. Nella fuga generale due persone sono rimaste intossicate per le esalazioni e trasportate all’ospedale di Sorrento grazie al pronto intervento delle ambulanze del 118, una terza persona è stata precauzionalmente ricoverata per lo stesso motivo. Le operazioni di bonifica sono proseguite fino alle 21, poi la situazione è tornata alla normalità. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)