mercoledì 19 gennaio 2022

Campania. «Assistenza negata a un`ampia fetta di persone»

Il tilt della Sanità in Campania continua. Perché, al netto degli enormi problemi che sta causando l'emergenza Covid, ci sono anche altre difficoltà da affrontare. E che rischiano di lasciare i cittadini senza assistenza. Dopo la decisione della Regione di bloccare tutte le attività non essenziali, arriva dal Coordinamento degli Ordini dei medici della Campania, che si è riunito via web in seduta straordinaria, la preoccupazione sulla tenuta del Sistema Sanitario Regionale. “Fermo restando – si legge nel documento diffuso - il diritto della Regione ad emanare disposizioni restrittive sulla assistenza ospedaliera, qualora lo ritenga indispensabile per far fronte alla emergenza pandemica, riteniamo nostro dovere stigmatizzare che queste disposizioni di fatto portano a negare a un'ampia fetta di persone il diritto alla tutela della salute, che la Costituzione riconosce come diritto fondamentale indipendentemente dalle differenze socioeconomiche”. “Dopo due anni di pressione - si legge ancora - i medici sono allo stremo. I medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, oltre a garantire l'assistenza ai loro pazienti covid e non covid, sono obbligati ad un super lavoro amministrativo burocratico, per la segnalazione delle positività e per le procedure legate alle quarantene e all'isolamento. Negli ospedali la situazione è critica. Reparti pieni, pronto soccorso al limite della capienza.


Il tutto complicato e aggravato da contagi dei medici e degli infermieri, che riducono ancora di più il personale già cronicamente in sofferenza”. E inoltre si denuncia: “Sotto pressione è anche il sistema dell'emergenza territoriale 118. Il Covid spaventa ancora, e i cittadini ricorrono al 118 alla minima difficoltà respiratoria. Ugualmente in affanno sono i colleghi dei servizi di Epidemiologia e Prevenzione delle Asl coinvolti da due anni nella campagna vaccinale e nelle attività di tracciamento. La “Sospensione temporanea delle attività di elezioni e di specialistica ambulatoriale nel SSR”, dichiarata dalla nostra Regione, certamente complicherà una situazione già molto compromessa. Il blocco di fatto nella sanità pubblica delle attività di elezione e della specialistica ambulatoriale comporterà in molti casi un ritardo diagnostico dagli esiti imprevedibili e un allungamento delle liste d’attesa difficilmente recuperabile nei prossimi mesi. I chiarimenti inviati a tal proposito dalla Regione Campania complicano ulteriormente il quadro, scaricando sui medici, la responsabilità di discriminare sull’urgenza o meno della prestazione da erogare, senza chiarire da quale medico e in quale setting assistenziale tale decisione debba essere assunta.”

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