mercoledì 12 gennaio 2022

La «lotteria» di Vico Equense per fare il test

di Maria Pia Rossignaud Vicepresidente Osservatorio TuttiMedia e direttrice Media Duemila (lettere al Corriere del Mezzogiorno)

Caro direttore, a Vico Equense sta succedendo l’incredibile, folle di persone ammassate nel piazzale Giancarlo Siani, davanti alla sede municipale, ogni giorno combattono per vincere un numero che dà accesso alla dose di vaccino. Quasi una lotteria. È questa la conseguenza della scelta del giovane sindaco che ha deciso, da qualche giorno, di spostare la sede di prenotazione per il vaccino Covid19, dall’ospedale De Luca e Rossano alla sede comunale di piazzale Giancarlo Siani. Finora ci recavamo intorno alle 14 presso l’ospedale per prendere il numero che ci immetteva nel processo vaccinale, procedura che ho dovuto subire e che mi ha riportato per ben tre volte nel secolo precedente, quando eravamo in pochi a sognare di banda larga e sanità digitale. Sabato scorso alla notizia di un cambiamento nel processo vaccinale ho gioito, (ahimè), pensando che finalmente il primo cittadino fosse «saltato» nell’era digitale. E invece, incredibile ma vero, mi sono trovata di fronte ad una battaglione armato di coraggio e senza paura del virus (immagino che questa situazione abbia portato Vico Equense ad essere la prima nell’elenco di contagi fra i paesi della penisola Sorrentina) che dalle prime ore del mattino è costretto al freddo ad attendere (non sempre con il risultato garantito) l’agognato numero.

 

In più mi è capitato di ascoltare molte lamentele di chi ha dovuto assentarsi tutto il giorno dal lavoro mentre prima bastava solo un permesso per il pomeriggio… Arrivo al punto: qui a Vico Equense i nostri amministratori hanno dimenticato che esistono le procedure telematiche? Nessuno ha pensato ad una piattaforma (come in tutti i paesi delle altre regioni). E se la piattaforma spaventa c’è l’aggravante che nessuno ha pensato di dotare un impiegato di telefonino con numero Whatsapp al quale la gente invia la richiesta per ricevere il numero di prenotazione magari con il giorno e la fascia oraria già indicata? Una procedura semplice trasparente e certamente meno pericolosa per la diffusione di un virus che, è noto, ha il suo terreno fertile negli «assembramenti» tanto, e giustamente, osteggiati dai medici ma inutilmente provocati da altri.

Nessun commento: