Il De Luca e Rossano senza reparto di primo intervento da quasi 2 anni Sindacati sul piede di guerra, pronte nuove manifestazioni di protesta
di Mauro De Riso da Metropolis
Vico Equense - Uno «scippo alla città», lasciata «priva di assistenza medica» e «senza alternative adeguate». I sindacati alzano la posta in palio e preannunciano imminenti manifestazioni di protesta a fronte del «silenzio delle istituzioni» in merito alla vicenda del pronto soccorso dell'ospedale "De Luca e Rossano", chiuso ormai da quasi due anni. E la Uil ora a mobilitarsi nei confronti dei vertici territoriali e regionali, evidenziando i disagi prolungati per la comunità che si ritrova senza un presidio medico sul territorio, a fronte della chiusura del pronto soccorso sancita il 21 ottobre 2020 per svincolare il personale sanitario e indirizzarlo verso i Covid center. Il delegato territoriale della Uil Antonio Cascone e la Rsu Uil-Fpl - rappresentata dai delegati Liguori, di Nocera e D'Aniello - hanno inoltrato una lettera al governatore Vincenzo De Luca, al presidente della commissione Sanità della Regione Campania Vincenzo Alaia, alla direzione strategica dell'Asl Napoli3 Sud, ai sindaci dei Comuni della penisola sorrentina e alle associazioni del territorio per sensibilizzarli in merito al «ripristino immediato della funzionalità del pronto soccorso dell'ospedale di Vico Equense». Un appello accorato, per provare ad imprimere un cambio di passo a seguito della «mancanza di risposte operative» rispetto allo stop imposto nell'autunno 2020 al pronto soccorso vicano. «Una scelta discutibile e unilaterale - la definiscono i vertici della Uil - che ha scippato la cittadinanza di un'attività di assoluta importanza in piena emergenza pandemica». Il tutto, sottolinea il sindacato, è avvenuto «senza offrire alcuna alternativa», e ha provocato «uno sbandamento tra gli utenti in una zona particolarmente complessa, gravando sui servizi degli ospedali nelle vicinanze», congestionati dai flussi crescenti e in difficoltà nella gestione delle risorse a disposizione.
Un quadro allarmante, quello descritto dalla Uil, che teme l'ipotesi che «la situazione possa aggravarsi in mancanza di risposte e provvedimenti responsabili», in ragione anche dei «problemi di ordine pubblico ai danni di tanti operatori rimasti in prima linea», con riferimento chiaro alle recenti aggressioni avvenute nei confronti del personale medico del San Leonardo di Castellammare di Stabia e del Maresca di Torre del Greco. Ma quali sono le intenzioni della Regione Campania? Al momento non sembrano esserci spiragli positivi riguardo alla riattivazione del pronto soccorso del "De Luca e Rossano", dal momento che gli sforzi di Palazzo Santa Lucia in costiera sorrentina sono concentrati sul polo ospedaliero unico che dovrà sorgere a Sant'Agnello, per coprire un bacino d'utenza di circa 150mila abitanti. Un ospedale che, in base alle schede progettuali approvate dalla Regione, disporrà di 188 posti letto, a cui si aggiungeranno 15 posti tecnici e 12 per intramoenia, per un totale di 193 posti effettivi. Praticamente gli stessi numeri che si ottengono sommando i posti letto, pari a 198, degli ospedali di Vico Equense e Sorrento.

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