martedì 24 giugno 2014
Campania Mangia&Bevi - GUIDAESTATE 2014 all'American Bar La Favorita di Sorrento
Sorrento - Sono 100 i locali campani selezionati da Santa Di Salvo e Luciano Pignataro, de Il Mattino, per il nuovissimo libro “Campania Mangia&Bevi – GUIDESTATE 2014”. Tra i luoghi del buon mangiare, vicino al mare o al fresco degli agriturismi, non potevano mancare le segnalazioni delle 50 sagre da non perdere. Dopo l'appuntamento, in anteprima, del prossimo 26 giugno a Napoli, tocca a Sorrento, due giorni dopo, sabato 28, alle ore 19.00, presso il fiorito e ombreggiato terrazzo dell'American Bar La Favorita, ospitare la presentazione della nuova guida. Si potranno conoscere i ristoranti sul mare e in campagna, le pizzerie all'aperto, le gelaterie, i pub e i caffè scelti da Di Salvo e Pignataro, le loro caratteristiche, la storia e le curiosità. L'evento si inserisce nell'ambito della rassegna, giunta alla seconda edizione, “Venga a prendere un caffè da noi”, nell'accogliente cinque stelle Grand Hotel La Favorita, in Via Torquato Tasso. A moderare la presentazione ci sarà il giornalista de il Mattino, Antonino Siniscalchi, ad introdurre l'incontro, Carmen Davolo. Ma quali sono i locali scelti tra Castellammare di Stabia e la Costiera sorrentino-amalfitana? Eccoli: Lo Yacht Club di Marina di Stabia; Il Bikini, Capo la Gala, Le Axidie, Gigino Pizza a Metro a Vico Equense; la Conca a Meta; L'Angolo di Paradiso a Sorrento; lo Stuzzichino a Sant’Agata sui due Golfi; lo Scoglio, La Torre, la Conca del Sogno e la Fattoria Terranova a Massa Lubrense. Per l'altra Costiera: Chez Black di Positano; Lido Azzurro di Amalfi; Il Pirata di Praiano; Torre Normanna di Maiori e Sal de Riso a Minori. La presentazione sarà accompagnata dal repertorio musicale, voce e chitarra, di Lello e Fofò. Per tutti quelli che saranno presenti all'evento, caffè e pasticcini dell'American Bar La Favorita. Per info: 081/8782031 – info@hotellafavorita.com oppure pagina facebook “Venga a prendere un caffè da noi – America Bar La Favorita”
Costiera. La tradizione. A San Giovanni si ripete l'usanza del nocillo
di Antonino Siniscalchi
Sorrento - Le coltivazioni si riducono di anno in anno e la produzione ormai è lontana dai fasti di un tempo quando il prodotto locale ha conquistato i mercati degli Stati Uniti. Eppure ancora oggi il mito delle noci di Sorrento si rinnova con l’antica preparazione del tradizionale «nucillo», il liquore realizzato con l’infusione delle noci ancora verdi nell’alcool. Ed anche questa volta, dalla penisola sorrentina alla zona vesuviana, il rito si ripeterà, immutabile da secoli, legato com’è alla data della festività religiosa di San Giovanni che cade il 24 giugno. Non a caso, che il «nucillo» sia un elisir antico, misterioso, quasi magico, lo si intuisce fin dalla preparazione. La ricetta più accreditata, infatti, prevede che nell’alcool vadano in infusione 13 noci, 13 chicchi di caffè crudi e 13 tostati, 3 chiodi di garofano, 3 cortecce di cannella e 3 cucchiai di zucchero. Riferimenti numerologici a parte, l’intera storia di questo liquore è incentrata su una ritualità comune a tutte le aree, in particolare della provincia di Napoli. E non importa se il nome, di frequente cambia di paese in paese, tanto che in alcune zone rurali c’è ancora chi continua a riferirsi a questo infuso definendolo «merecina», la medicina. È solo la conferma delle sue proprietà digestive, dovute principalmente alle spezie ed agli oli essenziali contenuti nel mallo. Un infuso misterioso si diceva, che nasce da un rituale quasi esoterico. Secondo la tradizione, la notte di San Giovanni, 24 giugno, le donne con lunghe scale e piccoli panieri di vimini rivestiti all’interno con tele di sacco scomparivano nel buio della campagna, per poi riunirsi sotto il noce.
Sorrento - Le coltivazioni si riducono di anno in anno e la produzione ormai è lontana dai fasti di un tempo quando il prodotto locale ha conquistato i mercati degli Stati Uniti. Eppure ancora oggi il mito delle noci di Sorrento si rinnova con l’antica preparazione del tradizionale «nucillo», il liquore realizzato con l’infusione delle noci ancora verdi nell’alcool. Ed anche questa volta, dalla penisola sorrentina alla zona vesuviana, il rito si ripeterà, immutabile da secoli, legato com’è alla data della festività religiosa di San Giovanni che cade il 24 giugno. Non a caso, che il «nucillo» sia un elisir antico, misterioso, quasi magico, lo si intuisce fin dalla preparazione. La ricetta più accreditata, infatti, prevede che nell’alcool vadano in infusione 13 noci, 13 chicchi di caffè crudi e 13 tostati, 3 chiodi di garofano, 3 cortecce di cannella e 3 cucchiai di zucchero. Riferimenti numerologici a parte, l’intera storia di questo liquore è incentrata su una ritualità comune a tutte le aree, in particolare della provincia di Napoli. E non importa se il nome, di frequente cambia di paese in paese, tanto che in alcune zone rurali c’è ancora chi continua a riferirsi a questo infuso definendolo «merecina», la medicina. È solo la conferma delle sue proprietà digestive, dovute principalmente alle spezie ed agli oli essenziali contenuti nel mallo. Un infuso misterioso si diceva, che nasce da un rituale quasi esoterico. Secondo la tradizione, la notte di San Giovanni, 24 giugno, le donne con lunghe scale e piccoli panieri di vimini rivestiti all’interno con tele di sacco scomparivano nel buio della campagna, per poi riunirsi sotto il noce.
lunedì 23 giugno 2014
Sigilli al Ristorante «O’ Saracino»: Domani manifestazione dei dipendenti
Vico Equense - Questa mattina, i vigili urbani hanno messo i sigilli al ristorante «O’ Saracino». Il motivo: il proprietario non ha ottemperato all’ordinanza di sgombero del commissario ad acta Luigi Pinto, che prevedeva lasciasse libera l’area da cose e persone entro il 19 giugno. Tre sentenze del Tar hanno accertato che la concessione edilizia rilasciata circa trent’anni fa dal comune di Vico era illegittima e che il ristorante con l’annessa terrazza sorge su area demaniale. Dalla scadenza dell’ordinanza sono trascorsi quattro giorni, ma i proprietari contavano di riuscire ad arrivare almeno fino a settembre senza conseguenze. Così non è stato. Domani, martedì, i dipendenti del ristorante annunciano una manifestazione di protesta davanti al municipio di Vico Equense.
Trasporti, Marciano (Pd): Caldoro parla da ad e non da presidente regione Campania
Regione Campania - “Sul trasporto pubblico locale, Caldoro parla e agisce da amministratore delegato di una società, preoccupato delle reazioni dei mercati all’annuncio del processo di ‘liberalizzazione-privatizzazione’, piuttosto che da Presidente di Regione, interessato a tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini”.
Così Antonio Marciano, vicecapogruppo del PD al Consiglio regionale della Campania, commenta le dichiarazioni del Presidente della Giunta, Stefano Caldoro, sulle gare per l’assegnazione dei lotti per il tpl in regione.
“Caldoro e l’ormai famigerato assessore Vetrella dovrebbero occuparsi e preoccuparsi dei 600mila cittadini campani che quotidianamente vengono lasciati a piedi a causa dell’inefficienza del trasporto pubblico, e quindi costretti, nella gran parte dei casi, a ricorrere all’utilizzo della propria auto (quando possibile) o al noleggio di mezzi privati per gli spostamenti dalle proprie abitazioni al posto di lavoro, alla scuola o all’università”, aggiunge il consigliere.
“I dubbi su come saranno gestite e sugli esiti delle gare annunciate sono più che legittimi, visto quanto accaduto in questi ultimi 4 anni nel settore dei trasporti, dalla vicenda del fallimento Eavbus alla crisi continua di Eav, Circumvesuviana e Cumana, dalle difficoltà sul trasporto marittimo alla battaglia per riaprire la Funivia del Faito fino al Porto di Napoli”, incalza l’esponente democrat.
“Il Pd, insieme a tutte le altre forze di opposizione in Consiglio, ha denunciato tutto questo e continuerà a farlo, anche attraverso l’ulteriore mozione di non gradimento che abbiamo avanzato nei confronti dell’Assessore ai Trasporti. Nella precedente occasione, Caldoro non si presentò neppure in Aula per difendere Vetrella: chissà se in questa nuova occasione deciderà di mettere la faccia per salvare il suo assessore”, conclude Marciano.
Cristiana Capotondi chiude l’Italian Movie Award 2014
L’oncologo Antonio Giordano premierà il corto italiano vincitore della manifestazione cinematografica ispirata ai temi ambientali
Pompei - Toccherà all’attrice Cristiana Capotondi chiudere martedì sera (ore 20.30) a Pompei (via Macello, 22) l’edizione 2014 dell’Italian Movie Award, il festival internazionale del cinema dedicato al tema della salvaguardia dell’ambiente. L’attrice sfilerà sul red carpet e a seguire sarà intervistata dal direttore artistico del festival, Carlo Fumo. Dopo l’intervista sarà proiettata la pellicola “La mafia uccide solo d’estate” (2013) di Pif (interpretato, tra gli altri, dalla Capotondi) e che, con pungente ironia, affronta il tema complesso della criminalità organizzata. Ma non si parlerà soltanto di cinema a Pompei. Come detto, il tema dell’Italian Movie Award 2014 è la salvaguardia dell’ambiente. Per questo motivo il prof. Antonio Giordano, oncologo napoletano di fama internazionale e autore del libro bianco “Campania terra dei veleni”, interverrà per trattare il tema dell’inquinamento dei territori campani. Da presidente di giuria, inoltre, consegnerà l’Italian Movie Award al cortometraggio italiano (16 quelli in gara) vincitore della manifestazione cinematografica ispirata ai temi ambientali. Per quanto riguarda, invece, i lavori europei (erano 6 quelli in gara), il premio è andato al cortometraggio “Fated” (2013) di Blerim Gjoci (Kosovo) attore, regista, produttore e direttore artistico del 9/11 Film Festival di Pristina. «L’Italia è uno dei miei Paesi preferiti nel mondo – ha detto Blerim Gjoci premiato sabato a Pompei – e spero di tornare presto per produrre dei film qui. Mi è piaciuta molto Pompei. Vengo da Los Angeles dove tutto è grande ma finto, qui invece si può vedere qualcosa che è stato preservato nella sua originalità: per questo sogno di fare un film qui. Quello che c’è in Italia non c’è in nessuna altra parte del mondo, siete un popolo molto fortunato». Rispondendo ad una domanda sui suoi progetti futuri, Gjoci ha detto: «Continuerò a fare il regista.
Pompei - Toccherà all’attrice Cristiana Capotondi chiudere martedì sera (ore 20.30) a Pompei (via Macello, 22) l’edizione 2014 dell’Italian Movie Award, il festival internazionale del cinema dedicato al tema della salvaguardia dell’ambiente. L’attrice sfilerà sul red carpet e a seguire sarà intervistata dal direttore artistico del festival, Carlo Fumo. Dopo l’intervista sarà proiettata la pellicola “La mafia uccide solo d’estate” (2013) di Pif (interpretato, tra gli altri, dalla Capotondi) e che, con pungente ironia, affronta il tema complesso della criminalità organizzata. Ma non si parlerà soltanto di cinema a Pompei. Come detto, il tema dell’Italian Movie Award 2014 è la salvaguardia dell’ambiente. Per questo motivo il prof. Antonio Giordano, oncologo napoletano di fama internazionale e autore del libro bianco “Campania terra dei veleni”, interverrà per trattare il tema dell’inquinamento dei territori campani. Da presidente di giuria, inoltre, consegnerà l’Italian Movie Award al cortometraggio italiano (16 quelli in gara) vincitore della manifestazione cinematografica ispirata ai temi ambientali. Per quanto riguarda, invece, i lavori europei (erano 6 quelli in gara), il premio è andato al cortometraggio “Fated” (2013) di Blerim Gjoci (Kosovo) attore, regista, produttore e direttore artistico del 9/11 Film Festival di Pristina. «L’Italia è uno dei miei Paesi preferiti nel mondo – ha detto Blerim Gjoci premiato sabato a Pompei – e spero di tornare presto per produrre dei film qui. Mi è piaciuta molto Pompei. Vengo da Los Angeles dove tutto è grande ma finto, qui invece si può vedere qualcosa che è stato preservato nella sua originalità: per questo sogno di fare un film qui. Quello che c’è in Italia non c’è in nessuna altra parte del mondo, siete un popolo molto fortunato». Rispondendo ad una domanda sui suoi progetti futuri, Gjoci ha detto: «Continuerò a fare il regista.
Pentangelo, in questi giorni sarò molto più a Roma che a Napoli
Provincia di Napoli - “In questi giorni sarò più a Roma che a Napoli per tutelare il futuro dei servizi gestiti dalla Provincia per i napoletani. Con l’aiuto del mio partito incontrerò i parlamentari campani, e non solo, di maggioranza e di opposizione, per far comprendere quanto sia vitale e giusto provvedere ad una giusta ponderazione del patto di stabilità per la Provincia di Napoli. Come detto, ci sono in gioco servizi essenziali e posti di lavoro. In gioco c’è un sereno inizio di anno scolastico per gli studenti dei plessi gestiti dal nostro ente, i trasporti nell’area nord di Napoli, la manutenzione delle strade provinciali. E non solo”.
E’ quanto ha affermato il presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo all’inizio di una settimana cruciale per il futuro della Provincia di Napoli, ma specialmente per la continuità di servizi in campo scolastico, ambientale, dei trasporti e della viabilità sul territorio.
“Come detto sabato in conferenza stampa e già condiviso dal presidente Caldoro ed altri amici di partito – ha continuato Pentangelo - in gioco non ci sono tanto le mie dimissioni, che giungeranno irrevocabili fra due settimane se non verrà ristabilito il concetto di equità per i cittadini napoletani, ma la vita della stessa Città metropolitana che sta per nascere. Napoli non può continuare a subire tagli e limitazioni per incombenze gestite per conto dello stato centrale e per calcoli effettuati sulla base di spese non attuali che si riferiscono al triennio 2009 – 2011. Non chiediamo un euro ma solo che la Provincia di Napoli sia considerata con criteri uguali a quelli con cui vengono ponderate le altre Province d’Italia. Cercherò di convincere tutti i parlamentari sul senso di equità della richiesta di aggiungere due righe al decreto sull’ambiente che dovrà essere approvato alla Camera e che ci possano consentire di pianificare in maniera complessa, ma non traumatica, il passaggio istituzionale tra la provincia e la città metropolitana”.
Prevenzione incendi, divieto di fumo nei boschi
Fonte: Ilenia De Rosa da Il Mattino
Vico Equense - Fino al 30 settembre è vietato fumare nei boschi e nelle strade che li attraversano. A stabilirlo è stato il sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque con un’ordinanza attraverso la quale ha voluto fissare dei paletti con l’obiettivo di prevenire il rischio incendio nel territorio. Molte le regole contenute nel documento, che si riferiscono prevalentemente al periodo estivo. Tra queste, il divieto di accendere fuochi all’aperto a una distanza inferiore a 50 metri dai boschi e quello di accendere stoppie. Non si possono, inoltre, nell’intero territorio comunale, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli, inceneritori che producono scintille e brace, accendere fuochi nei castagneti da frutta. E’ vietato anche procedere, nel periodo dal 15 luglio 31 agosto, all’accensione di fuochi per l’autosmaltimento dei residui vegetali derivanti dalla potatura, e quelli nei centri abitati, a distanza di cento metri dalle abitazioni e lungo vie pubbliche. Nell’ordinanza viene, inoltre, menzionato il divieto di bruciare rifiuti non di natura vegetale come sacchi di carta, cartoni, materiale plastico, stracci, pneumatici, da soli o misti a materiale vegetale, oltre che quello di usare bracieri, barbecue e griglie su aree pubbliche, se non espressamente autorizzato. Per chi non rispetta queste norme sono previste multe che vanno da 51,65 a 309,87 euro. «Le caratteristiche orografiche, climatiche e vegetazionali del nostro territorio collinare – spiega il sindaco Gennaro Cinque - sono tali da favorire l’innescarsi di incendi di particolare gravità, molti dei quali potrebbero anche compromettere la pubblica incolumità. I fabbricati vicini alle zone boscate, infatti, non sono pochi. Pertanto vanno adottati opportuni comportamenti e specifiche cautele al fine di prevenire questi fenomeni o contenerne i danni». Nei boschi danneggiati o distrutti recentemente dalle fiamme è stato istituito il divieto di pascolo di qualsiasi specie di bestiame per almeno cinque anni, come anche la caccia, la coltura agraria, la raccolta dei prodotti del sottobosco. Lungo tutto il confine con le strade pubbliche e i sentieri di uso pubblico, inclusi i boschi delle zone condotte a pascolo o a incolto produttivo come felceti, ginestreti e canneti, dovrà essere costituita una zona di «rispetto» larga almeno dieci metri con l’eliminazione di cespugli, arbusti, foglie, rami secchi.
Vico Equense - Fino al 30 settembre è vietato fumare nei boschi e nelle strade che li attraversano. A stabilirlo è stato il sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque con un’ordinanza attraverso la quale ha voluto fissare dei paletti con l’obiettivo di prevenire il rischio incendio nel territorio. Molte le regole contenute nel documento, che si riferiscono prevalentemente al periodo estivo. Tra queste, il divieto di accendere fuochi all’aperto a una distanza inferiore a 50 metri dai boschi e quello di accendere stoppie. Non si possono, inoltre, nell’intero territorio comunale, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli, inceneritori che producono scintille e brace, accendere fuochi nei castagneti da frutta. E’ vietato anche procedere, nel periodo dal 15 luglio 31 agosto, all’accensione di fuochi per l’autosmaltimento dei residui vegetali derivanti dalla potatura, e quelli nei centri abitati, a distanza di cento metri dalle abitazioni e lungo vie pubbliche. Nell’ordinanza viene, inoltre, menzionato il divieto di bruciare rifiuti non di natura vegetale come sacchi di carta, cartoni, materiale plastico, stracci, pneumatici, da soli o misti a materiale vegetale, oltre che quello di usare bracieri, barbecue e griglie su aree pubbliche, se non espressamente autorizzato. Per chi non rispetta queste norme sono previste multe che vanno da 51,65 a 309,87 euro. «Le caratteristiche orografiche, climatiche e vegetazionali del nostro territorio collinare – spiega il sindaco Gennaro Cinque - sono tali da favorire l’innescarsi di incendi di particolare gravità, molti dei quali potrebbero anche compromettere la pubblica incolumità. I fabbricati vicini alle zone boscate, infatti, non sono pochi. Pertanto vanno adottati opportuni comportamenti e specifiche cautele al fine di prevenire questi fenomeni o contenerne i danni». Nei boschi danneggiati o distrutti recentemente dalle fiamme è stato istituito il divieto di pascolo di qualsiasi specie di bestiame per almeno cinque anni, come anche la caccia, la coltura agraria, la raccolta dei prodotti del sottobosco. Lungo tutto il confine con le strade pubbliche e i sentieri di uso pubblico, inclusi i boschi delle zone condotte a pascolo o a incolto produttivo come felceti, ginestreti e canneti, dovrà essere costituita una zona di «rispetto» larga almeno dieci metri con l’eliminazione di cespugli, arbusti, foglie, rami secchi.
Giudice di Pace nella sede Arips. Il Comune punta a risparmiare il fitto attuale, che ammonta a 180mila euro
Sorrento - Tutto confermato. La sede del Giudice di Pace a partire da settembre sarà quella dell’Arips di Sorrento, nei locali dell’ex società che negli anni Novanta gestiva le risorse idriche. Prende corpo l’ipotesi di trasferimento con l’addio al plesso di Santa Lucia che - di proprietà privata - costa la bellezza di 180mila euro. Una somma giudicata da tempo fuori portata dalle amministrazioni comunali della penisola sorrentina che in tal senso si sono messe già in moto per individuare al più presto un’altra location adeguata alle esigenze degli addetti ai lavori, ovvero quella dell’Arips. In tal senso, l’altro giorno, il Comune di Sorrento è sceso in campo. Sì, perché l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo ha deciso di sbloccare le risorse finanziarie necessarie per un capillare restyling del futuro nuovo centro dove saranno ubicati i locali del Giudice di Pace. Un comparto fondamentale tenuto in vita grazie alla decisione giunta dal Guardasigilli del governo Renzi. Fra i sindaci ci sarebbe già un’intesa di massima. Sarà a breve disdetto il contratto di locazione fra il Comune di Sorrento e il privato proprietario dello stabile di via Santa Lucia dove attualmente è ancora ubicata la sede del Giudice di Pace. A quanto pare, l’ufficio potrebbe diventare operativo a partire dal prossimo mese di settembre. Una data che collima con la recessione dell’intesa per il fitto della sede di via Santa Lucia. Promotori dell’iniziativa le amministrazioni di Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Massa Lubrense e Meta. E Vico Equense? In maniera defilata, sostiene l’iniziativa. Anche perché sulla posizione dell’ente di via Filangieri ci furono un bel po’ di veleni. Motivo? L’amministrazione indugiò e non poco ad assumere una posizione ufficiale sul caso e sulla volontà di «trattenere» il Giudice di Pace in penisola sorrentina. Ma adesso, tutto sembra essere filato liscio. Sì. Perché c’è anche il Comune di Vico Equense a sostenere questa causa dopo le polemiche scoppiate in passato perché il sindaco, Gennaro Cinque, ancora non aveva firmato il protocollo fra gli enti municipali della costiera. Poi il suo «autografo» fu apposto sullo schema di delibera intercomunale preliminare alla richiesta inviata al governo di fare un dietrofront. I Comuni della penisola sorrentina, nell’inverno scorso, si dichiararono pronti ad accollarsi le spese per continuare a mantenere in vita l’ufficio del Giudice di Pace di Sorrento, a via Santa Lucia. Poi a sorpresa la decisione del ministro della Giustizia di evitare l’addio e blindare un servizio ritenuto a dir poco fondamentale. (Fonte: Metropolis)
domenica 22 giugno 2014
Monte Faito, da Angela Celentano a oggi: viaggio in una terra abbandonata
Passaggi di mano milionari. Promesse di riqualificazione non mantenute. Pressioni della politica. Diciotto anni dopo la scomparsa di Angela Celentano, resta solo il degrado. Il racconto di Lettera43.it
di Francesca Saccenti da Lettera43.it
Vico Equense - È una lunga strada quella che porta dal mare al Monte Faito. Piena di curve strette e alberi, di posti abbandonati e ricordi di cronaca senza risvolti. Era il 10 agosto del 1996 quando Angela Celentano, tre anni, si recò con la famiglia per fare un picnic: quella fu l'ultima volta che fu vista. Per quattro giorni la polizia di Vico Equense la cercò, ma di Angela nessuna traccia.
UN PAESAGGIO SOLITARIO FERMO ALL'AGOSTO DEL 96. Sono passati 18 anni, eppure per gli abitanti del luogo, circa una settantina, sembra essersi fermato il tempo. Prima si andava al Faito, che deve il suo nome alle numerose faggete che crescono sulla montagna, per respirare aria pulita, per fare una passeggiata, per godere del panorama d'estate, per vedere cadere la neve d'inverno. Adesso quei luoghi, dai quali proveniva il legno che nel 1783 permise a Ferdinando I delle Due Sicilie di costruire a Castellammare di Stabia il cantiere navale, sono un paesaggio solitario fermo ancora a quel giorno d'estate.
«IL MONTE FAITO NON È SOLO ANGELA CELENTANO». Per commercianti e abitanti la gestione e la cattiva pubblicità della stampa non hanno giovato a quel piccolo paradiso di 1.131 metri che affaccia sulla penisola sorrentina, alle cui pendici comincia il parco regionale dei monti Lattari. Quel ricordo li amareggia. Alcuni non vogliono parlarne, altri chiedono di dimenticare una volta per tutte questa storia, di andare avanti, rifiutando l'immagine più volte ripresa dai media della montagna che mangia i bambini. «Sono passati tanti anni ormai, il Monte Faito non è solo Angela Celentano, è stata una brutta pagina di cronaca da dimenticare. Adesso dobbiamo fare di tutto per salvaguardarlo», spiega Dario Russo, presidente dell'associazione Pro Faito Onlus, che ci accompagna durante questo viaggio.
di Francesca Saccenti da Lettera43.it
Vico Equense - È una lunga strada quella che porta dal mare al Monte Faito. Piena di curve strette e alberi, di posti abbandonati e ricordi di cronaca senza risvolti. Era il 10 agosto del 1996 quando Angela Celentano, tre anni, si recò con la famiglia per fare un picnic: quella fu l'ultima volta che fu vista. Per quattro giorni la polizia di Vico Equense la cercò, ma di Angela nessuna traccia.
UN PAESAGGIO SOLITARIO FERMO ALL'AGOSTO DEL 96. Sono passati 18 anni, eppure per gli abitanti del luogo, circa una settantina, sembra essersi fermato il tempo. Prima si andava al Faito, che deve il suo nome alle numerose faggete che crescono sulla montagna, per respirare aria pulita, per fare una passeggiata, per godere del panorama d'estate, per vedere cadere la neve d'inverno. Adesso quei luoghi, dai quali proveniva il legno che nel 1783 permise a Ferdinando I delle Due Sicilie di costruire a Castellammare di Stabia il cantiere navale, sono un paesaggio solitario fermo ancora a quel giorno d'estate.
«IL MONTE FAITO NON È SOLO ANGELA CELENTANO». Per commercianti e abitanti la gestione e la cattiva pubblicità della stampa non hanno giovato a quel piccolo paradiso di 1.131 metri che affaccia sulla penisola sorrentina, alle cui pendici comincia il parco regionale dei monti Lattari. Quel ricordo li amareggia. Alcuni non vogliono parlarne, altri chiedono di dimenticare una volta per tutte questa storia, di andare avanti, rifiutando l'immagine più volte ripresa dai media della montagna che mangia i bambini. «Sono passati tanti anni ormai, il Monte Faito non è solo Angela Celentano, è stata una brutta pagina di cronaca da dimenticare. Adesso dobbiamo fare di tutto per salvaguardarlo», spiega Dario Russo, presidente dell'associazione Pro Faito Onlus, che ci accompagna durante questo viaggio.
Arrivano le strisce blu in via Asturi. È protesta
Fonte: Claudia Esposito da Il Mattino
Vico Equense - Arrivano le strisce blu con relativa sosta a pagamento in via Asturi, in località San Vito, e immancabile monta la protesta dei residenti. «Qualche giorno ci faranno pagare anche l’aria che respiriamo» commenta polemica una signora di passaggio su un motorino appena scorge gli operai al lavoro per dipingere le righe blu sull’asfalto. «Invece di pensare alla sosta a pagamento – le fa eco un giovane passante – il Comune dovrebbe pensare piuttosto a risistemare i marciapiedi la cui pavimentazione è completamente sconnessa». La sosta a pagamento in via Asturi, in realtà, doveva già essere attuata da tempo. Nel 2012, infatti, il Comune emise un provvedimento per ampliare le aree di sosta a pagamento anche in zone non centrali, soprattutto in località San Vito e Pietrapiano. Davanti a questo atto, un gruppo di oltre trenta cittadini, rappresentati dall’avvocato napoletano Massimo Mazzucchiello, aveva fatto ricorso, eccependo una serie di irregolarità tra cui il mancato aggiornamento del piano urbano traffico, imprecisioni nella segnaletica, mancata indicazione di aree libere accanto a quelle a pagamento e l’esosità delle tariffe. Successivamente, nel corso di una riunione tecnica presso il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Campania – Molise, le parti decisero di dirimere la questione tramite un accordo bonario che prevedeva appunto la parziale modifica dell’originario piano di sosta a pagamento nella frazione collinare. La nuova ordinanza, emanata il 4 febbraio 2013, prevedeva, tra l’altro, l’eliminazione della sosta a pagamento su via Raffaele Bosco tra i civici 95 e 97, sosta libera per cinque stalli in piazzetta Pasquale Paola, sosta a pagamento nella parte iniziale di via Le Pietre e libera dal civico 5 al 9, sosta a pagamento tra via Raffaele Bosco e via Madonnelle, e infine la sosta a pagamento su via Asturi dal civico 6 al civico 8, lasciando libera la sosta tra l’incrocio con via Raffaele Bosco e il civico 4.
Vico Equense - Arrivano le strisce blu con relativa sosta a pagamento in via Asturi, in località San Vito, e immancabile monta la protesta dei residenti. «Qualche giorno ci faranno pagare anche l’aria che respiriamo» commenta polemica una signora di passaggio su un motorino appena scorge gli operai al lavoro per dipingere le righe blu sull’asfalto. «Invece di pensare alla sosta a pagamento – le fa eco un giovane passante – il Comune dovrebbe pensare piuttosto a risistemare i marciapiedi la cui pavimentazione è completamente sconnessa». La sosta a pagamento in via Asturi, in realtà, doveva già essere attuata da tempo. Nel 2012, infatti, il Comune emise un provvedimento per ampliare le aree di sosta a pagamento anche in zone non centrali, soprattutto in località San Vito e Pietrapiano. Davanti a questo atto, un gruppo di oltre trenta cittadini, rappresentati dall’avvocato napoletano Massimo Mazzucchiello, aveva fatto ricorso, eccependo una serie di irregolarità tra cui il mancato aggiornamento del piano urbano traffico, imprecisioni nella segnaletica, mancata indicazione di aree libere accanto a quelle a pagamento e l’esosità delle tariffe. Successivamente, nel corso di una riunione tecnica presso il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Campania – Molise, le parti decisero di dirimere la questione tramite un accordo bonario che prevedeva appunto la parziale modifica dell’originario piano di sosta a pagamento nella frazione collinare. La nuova ordinanza, emanata il 4 febbraio 2013, prevedeva, tra l’altro, l’eliminazione della sosta a pagamento su via Raffaele Bosco tra i civici 95 e 97, sosta libera per cinque stalli in piazzetta Pasquale Paola, sosta a pagamento nella parte iniziale di via Le Pietre e libera dal civico 5 al 9, sosta a pagamento tra via Raffaele Bosco e via Madonnelle, e infine la sosta a pagamento su via Asturi dal civico 6 al civico 8, lasciando libera la sosta tra l’incrocio con via Raffaele Bosco e il civico 4.
Al via il Luglio Sammaritano, un mese di grandi eventi
Ha preso il via una nuova stagione di grandi emozioni. A Santa Maria la Carità si riapre la ventesima edizione del Luglio Sammaritano. Un calendario fittissimo di appuntamenti con l’obiettivo ancora una volta di portare in piazza tanti turisti e cittadini sammaritani per riscoprire la città e il folklore.
Dal 25 al 29 giugno, per il secondo anno, si terrà Asini a tutta Birra, la festa dedicata alla bevanda a base di luppolo più amata al mondo che quest’anno sarà la cornice dell’intero Torneo delle Contrade. Il torneo, quest’anno, avrà inizio il 25 giugno con A giostra d’a Cuccagna. Seguirà, il 26 giugno il Tiro alla fune che vede impegnati i contradaioli più forzuti; il 27 giugno la Gara gastronomica. Il 29 giugno sarà la volta del Corteo storico delle Contrade sammaritane e dell’atteso Palio del ciuccio, momento topico di tutto il torneo, forse il più sentito dai cittadini sammaritani. Il 29 luglio alle ore 9:30 tutti i bambini -e non solo- potranno fare colazione con il latte d’asina, un alimento prelibato e dalle molteplici proprietà benefiche.
Soltanto al termine di questa lunga serie di competizioni verrà proclamata la contrada vincitrice.
A Luglio è in programma anche l’attesa Sagra della Melanzana: dal 18 al 20 Luglio nel centro cittadino si potranno assaporare le squisitezze a base di melanzana preparate dalle abili cuoche sammaritane: dalla famosa e imprescindibile Parmigiana di Melanzane, passando per gli altrettanto tradizionali “Zuccotti” e “Crocchè”, le melanzane si prestano ad essere cucinate e preparate in così tanti modi da soddisfare il palato di tutti!
In contemporanea, presso piazza Giovanni Paolo II, si terrà “Stradarte”, la rassegna di arti figurative e decorative.
Ultimo appuntamento di questo fitto calendario la Corrida show, concorso che si svolgerà il 27 luglio, condotto da Tommaso Romano. In questa serata ci sarà l’estrazione della Lotteria, la già sperimentata Luglio ti premia: in palio ci saranno ricchissimi premi destinati ai cinque fortunati vincitori.
Tutte le manifestazioni si terranno nel centro cittadino.
L’Ufficio Stampa
Pro Loco
Santa Maria la Carità
Movida sicura: il bilancio del by night
Penisola sorrentina - Nella notte tra sabato e domenica, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito, ancora una volta, un servizio di controllo del territorio della Penisola finalizzato alla tutela della “movida sicura”. Entrati appieno nella stagione estiva, i Carabinieri continuano vigilare sulle notti dei fine settimana in Penisola. L’obbiettivo resta sempre quello di prevenire comportamenti illeciti o violenti, spesso conseguenti all’abuso di bevande alcoliche, di giovani e per evitare che persone, sempre sotto l’effetto dell’alcool o di stupefacenti, possano mettersi alla guida al termine della serata passata nei locali di ritrovo giovanile della zona.
L’Arma, implementando la presenza su strada di personale e autopattuglie, ha costituito posti di blocco sulla SS145, in entrata prima ed in uscita poi, con numerosi controlli con etilometro e, durante la notte, hanno vigilato le aree ove insistono i principali locali di ritrovo giovanile della penisola, da Massa Lubrense a Vico Equense. Al termine della notte sono stati denunciati in stato di libertà: un ragazzo 21enne di Massa Lubrense, in quanto sorpreso alla guida di un ciclomotore sprovvisto della patente perché mai conseguita, nonché privo di certificato assicurativo e conseguente sequestro amministrativo del veicolo; un pregiudicato 41enne di Massa Lubrense, sottoposto alla libertà vigilata con obbligo di permanenza in casa in orario serale/notturno, per violazione degli obblighi imposti; un 24enne di Vico Equense, per rifiuto di sottoporsi all’esame etilometrico, controllato dai militari mentre era alla guida di un ciclomotore 50; un 41enne di Battipaglia per guida in stato di ebbrezza verificata tramite etilometro. Sono, inoltre, stati controllati 49 veicoli, identificate 72 persone, elevate 8 contravvenzioni al codice della strada con sanzioni per un totale di circa 6.000 euro, ritirate n.3 patenti di guida e n.5 carte di circolazione, sottoposte a sequestro 5 autovetture e 2 ciclomotori per mancanza del certificato assicurativo o guida in stato di ebbrezza.
Spiagge libere ai privati… Tutto uguale all’anno scorso
Cioffi e Dilengite: affidamenti illegittimi
Vico Equense - L’estate è iniziata ufficialmente ieri, possiamo senza dubbio, dire che, in effetti, ce ne siamo accorti anche solo, semplicemente, andando sulle nostre spiagge. Sole, cielo azzurro, lettini, sdraio e ombrelloni ci sono… L’affidamento delle spiagge libere porterà nelle casse del Comune, sino al 2016, circa 250mila euro. Le concessioni, infatti, dureranno tre anni. Per la prima volta le spiagge libere sono state affidate per un periodo pluriennale che, secondo l’amministrazione comunale, conferirà una maggiore stabilità alla gestione. Le principali novità sono: qualità del servizio offerto, professionalità dei soggetti affidatari, e garantire determinati standard qualitativi ai cittadini… A me sembra tutto uguale, all’anno scorso, anzi… Ogni anno, ad inizio estate assistiamo alle solite dichiarazioni di intenti, programmi, progetti ma, al dunque, dopo le parole, tutto rimane lo stesso per chi usufruisce delle aree pubbliche. ll disagio, ovviamente, colpisce persone di tutte le età costrette spesso in posti scomodi, parti pietrose e scogli, mentre il pezzo migliore della spiaggia cosiddetta “libera” è riservata a ombrelloni e lettini già disposti sull’arenile in attesa di fruitori paganti, preferibilmente non residenti (perché pagano di più). Il Comune poteva affidare gli arenili in concessione? In un’interrogazione i consiglieri comunali, Giuseppe Dilengite e Giuseppe Cioffi, sostengono di no, e che i bandi posti alla base dell’affidamento, sia alla marina di Seiano sia alla marina di Vico, sono da annullare perché il Comune non è titolare di alcuna concessione oppure sono venuti meno determinati presupposti che rendevano legittima l’assegnazione ai privati di spazi demaniali. Un fatto che se fosse confermato avrebbe sviluppi clamorosi…
Vico Equense - L’estate è iniziata ufficialmente ieri, possiamo senza dubbio, dire che, in effetti, ce ne siamo accorti anche solo, semplicemente, andando sulle nostre spiagge. Sole, cielo azzurro, lettini, sdraio e ombrelloni ci sono… L’affidamento delle spiagge libere porterà nelle casse del Comune, sino al 2016, circa 250mila euro. Le concessioni, infatti, dureranno tre anni. Per la prima volta le spiagge libere sono state affidate per un periodo pluriennale che, secondo l’amministrazione comunale, conferirà una maggiore stabilità alla gestione. Le principali novità sono: qualità del servizio offerto, professionalità dei soggetti affidatari, e garantire determinati standard qualitativi ai cittadini… A me sembra tutto uguale, all’anno scorso, anzi… Ogni anno, ad inizio estate assistiamo alle solite dichiarazioni di intenti, programmi, progetti ma, al dunque, dopo le parole, tutto rimane lo stesso per chi usufruisce delle aree pubbliche. ll disagio, ovviamente, colpisce persone di tutte le età costrette spesso in posti scomodi, parti pietrose e scogli, mentre il pezzo migliore della spiaggia cosiddetta “libera” è riservata a ombrelloni e lettini già disposti sull’arenile in attesa di fruitori paganti, preferibilmente non residenti (perché pagano di più). Il Comune poteva affidare gli arenili in concessione? In un’interrogazione i consiglieri comunali, Giuseppe Dilengite e Giuseppe Cioffi, sostengono di no, e che i bandi posti alla base dell’affidamento, sia alla marina di Seiano sia alla marina di Vico, sono da annullare perché il Comune non è titolare di alcuna concessione oppure sono venuti meno determinati presupposti che rendevano legittima l’assegnazione ai privati di spazi demaniali. Un fatto che se fosse confermato avrebbe sviluppi clamorosi…
Le processioni di Seiano, e le strade?
di Claudia Scaramellino, consigliere comunale di IN Movimento per Vico
Vico Equense - A Seiano, due grandi eventi religiosi: la processione del Corpus Domini e la festa di S.Maria delle Grazie. segnano l’inizio dell’estate. La festa di S.Maria delle Grazie dura, in effetti, più giorni e si compone di più riti, secondo la più che bicentenaria tradizione, che prescrive il trasporto della statua della Vergine in processione dal Santuario di S. Maria Vecchia alla chiesa parrocchiale di S.Marco e poi, la prima domenica di luglio, la processione dei fedeli per le strade della frazione e infine, otto giorni dopo, la processione di ritorno della statua al Santuario. Quest’anno le strade, soprattutto Via Piazza Seiano e Via S. Maria Vecchia, interessate dai lavori della metanizzazione e fondamentali per il transito delle processioni, non sono state ancora asfaltate. Per tale motivo restano scivolose per le insidie di terreno e pietriccio, ma anche per buche vecchie e nuove. Già la processione del Corpus Domini, caduta secondo il calendario oggi,domenica 22 giugno, non si sarà. Giovedì scorso, per tali motivi, la comunità parrocchiale seianese si è aggiunta alla grande processione del Corpus Domini della parrocchia di SS. Ciro e Giovanni. Il 2 luglio ricorrenza della Madonna delle Grazie è vicino e questo fa dedurre che tutta la celebrazione estiva, che è anche un richiamo tradizionale di gente nella frazione e buon tornaconto per gli esercizi commerciali e un benvenuto agli storici villeggianti e ai turisti non potrà esserci, permanendo le strade in tali condizioni. Eppure i cartelli affissi per tempo a febbraio annunciavano che i lavori sarebbero finiti per il 31 maggio! Si interromperebbe, in questi incomprensibili e pericolosi ( per i passanti) rallentamenti di completamento dei lavori, una tradizione vecchissima retta dalla fede e dall’orgoglio popolare di essere nel solco di una storia antica, cosa che nemmeno il terremoto e altre calamità erano riusciti a interrompere.
Vico Equense - A Seiano, due grandi eventi religiosi: la processione del Corpus Domini e la festa di S.Maria delle Grazie. segnano l’inizio dell’estate. La festa di S.Maria delle Grazie dura, in effetti, più giorni e si compone di più riti, secondo la più che bicentenaria tradizione, che prescrive il trasporto della statua della Vergine in processione dal Santuario di S. Maria Vecchia alla chiesa parrocchiale di S.Marco e poi, la prima domenica di luglio, la processione dei fedeli per le strade della frazione e infine, otto giorni dopo, la processione di ritorno della statua al Santuario. Quest’anno le strade, soprattutto Via Piazza Seiano e Via S. Maria Vecchia, interessate dai lavori della metanizzazione e fondamentali per il transito delle processioni, non sono state ancora asfaltate. Per tale motivo restano scivolose per le insidie di terreno e pietriccio, ma anche per buche vecchie e nuove. Già la processione del Corpus Domini, caduta secondo il calendario oggi,domenica 22 giugno, non si sarà. Giovedì scorso, per tali motivi, la comunità parrocchiale seianese si è aggiunta alla grande processione del Corpus Domini della parrocchia di SS. Ciro e Giovanni. Il 2 luglio ricorrenza della Madonna delle Grazie è vicino e questo fa dedurre che tutta la celebrazione estiva, che è anche un richiamo tradizionale di gente nella frazione e buon tornaconto per gli esercizi commerciali e un benvenuto agli storici villeggianti e ai turisti non potrà esserci, permanendo le strade in tali condizioni. Eppure i cartelli affissi per tempo a febbraio annunciavano che i lavori sarebbero finiti per il 31 maggio! Si interromperebbe, in questi incomprensibili e pericolosi ( per i passanti) rallentamenti di completamento dei lavori, una tradizione vecchissima retta dalla fede e dall’orgoglio popolare di essere nel solco di una storia antica, cosa che nemmeno il terremoto e altre calamità erano riusciti a interrompere.
Criminalità. Unimpresa, aziende subiscono estorsioni da 10 mld l'anno
I dati sul racket contenuti nella seconda edizione del libro “I costi dell’illegalità e la lotta alla criminalità organizzata” che sarà presentato domani 23 giugno, al convegno di Unimpresa "Legalità dove sei" con il Procuratore nazionale antimafia Roberti. Oltre 200mila i commercianti e gli artigiani colpiti dall'estorsione che pagano il 65% del pizzo italiano, 6,5 miliardi. Con l'usura tassi fino al 1.500% annuo
Vale 10 miliardi di euro l'anno il "giro d'affari" del racket che grava sulle imprese italiane. La quota più ampia è a carico dei commercianti costretti a pagare alla criminalità organizzata un pizzo pari a 6,5 miliardi (il 65%). Sono oltre 200mila i negozianti e gli artigiani colpiti dall'estorsione. Sono alcuni dei dati contenuti nella seconda edizione del libro dal titolo “I costi dell’illegalità e la lotta alla criminalità organizzata”, edito da Unimpresa, che saranno resi noti domani, lunedì 23 giugno, alle ore 11, presso la sala del consiglio della Camera di Commercio di Napoli, nell’ambito della presentazione del volume. "L’estorsione - Luigi Scipione, autore del libro, professore universitario e membro del Comitato di presidenza di Unimpresa - al di là dei suoi ritorni in termini economici, è l’attività criminale che più di ogni altra induce assoggettamento e conferma la posizione di supremazia sul territorio dell’associazione". Secondo Scipione "l’atto del pagamento del pizzo (praticamente un gesto automatico) da parte di quasi tutti gli operatori economici presenti su di un dato territorio, rappresenta nel modo più plastico la posizione di diffusa ed indiscussa soggezione verso la criminalità organizzata da parte della società civile e del tessuto economico che esprime. Assoggettamento, posizione di supremazia, controllo del territorio, rappresentano l’essenza del potere criminale.
Vale 10 miliardi di euro l'anno il "giro d'affari" del racket che grava sulle imprese italiane. La quota più ampia è a carico dei commercianti costretti a pagare alla criminalità organizzata un pizzo pari a 6,5 miliardi (il 65%). Sono oltre 200mila i negozianti e gli artigiani colpiti dall'estorsione. Sono alcuni dei dati contenuti nella seconda edizione del libro dal titolo “I costi dell’illegalità e la lotta alla criminalità organizzata”, edito da Unimpresa, che saranno resi noti domani, lunedì 23 giugno, alle ore 11, presso la sala del consiglio della Camera di Commercio di Napoli, nell’ambito della presentazione del volume. "L’estorsione - Luigi Scipione, autore del libro, professore universitario e membro del Comitato di presidenza di Unimpresa - al di là dei suoi ritorni in termini economici, è l’attività criminale che più di ogni altra induce assoggettamento e conferma la posizione di supremazia sul territorio dell’associazione". Secondo Scipione "l’atto del pagamento del pizzo (praticamente un gesto automatico) da parte di quasi tutti gli operatori economici presenti su di un dato territorio, rappresenta nel modo più plastico la posizione di diffusa ed indiscussa soggezione verso la criminalità organizzata da parte della società civile e del tessuto economico che esprime. Assoggettamento, posizione di supremazia, controllo del territorio, rappresentano l’essenza del potere criminale.
Ginnastica artistica, saggio dell’A.S.D. Yaya
Sorrento - Spettacolare saggio di ginnastica artistica oggi domenica 22 giugno al Palazzetto dello Sport di Sorrento. A garantire professionalità ed eleganza è l’A.S.D. Yaya, l’associazione sportiva che da decenni opera sulla Penisola Sorrentina preparando bambine e ragazzi dai tre ai diciotto anni. Con la presidente Lucia Di Leva, l’associazione partecipa da anni a gare della F.G.I., la federazione di ginnastica d’Italia. Domenica sera alle 20,30 le allieve si esibiranno in esercizi a corpo libero, esercizi al trampolino elastico e percorsi motori per i più piccini. Le istruttrici Luciana Ardìa, Giusi Segala, Mara Di Dato e Francesca Sorrentino hanno preparato le numerose allieve per una seconda parte della serata intitolata “Viaggio nella fantasia”, con fate, fantasmi, sirene e maghi che muoveranno emozioni e cattureranno il pubblico. (di Emanuela Rajola)
sabato 21 giugno 2014
Via Avellino al buio da 4 mesi, esplode la rabbia dei residenti
Fonte: Claudia Esposito da Il Mattino
Vico Equense - Esasperati. È questo il termine giusto per definire gli abitanti di via Luigi Avellino, alle prese da quasi 4 mesi con la strada di accesso alle loro abitazioni e attività produttive rimasta completamente avvolta dall’oscurità. Della pubblica illuminazione sono rimasti solo i pali a margine della carreggiata, senza più le plafoniere in punta. Un’operazione che doveva preludere all’interramento delle linee elettriche aeree in zona rimasto però in sospeso. In attesa di portare a termine i lavori, questo tracciato di quasi 1 km, che si dirama internamente tra le frazioni di Sant’Andrea e San Salvatore, è rimasto al buio. Notevoli i rischi per la sicurezza e l’incolumità di residenti, contadini e lavoratori delle varie attività produttive della zona tra cui poderi, caseifici, oleifici e vivai. Di notte, infatti, ci sono solo i fari delle auto di passaggio a rischiarare momentaneamente la sede stradale. I pedoni, che già non hanno un marciapiede su cui poter camminare in sicurezza, sono costretti a passare ai margini della carreggiata nell’oscurità più completa, ovviamente a loro rischio e pericolo. «Questa situazione – commenta una passante stizzita – va avanti ormai da mesi. Per questo, io passo per via Avellino solo di giorno. Di sera preferisco invece fare un altro percorso perché ho paura». I cittadini, ormai stanchi, hanno quindi allertato i consiglieri di opposizione della lista civica «In movimento per Vico» che nei giorni scorsi hanno protocollato un’interrogazione diretta al sindaco, Gennaro Cinque, e all’ufficio tecnico. Un’iniziativa per chiedere chiarimenti all’amministrazione su modi e tempi del ripristino della pubblica illuminazione. «I tempi della burocrazia per ottenere tutte le necessarie autorizzazione sono lenti – spiegano dalla Gmg, ditta concessionaria della pubblica illuminazione sul territorio comunale – i punti luce esistenti andavano cambiati perché costituivano un pericolo. In caso di condizioni meteo favorevoli, contiamo di iniziare i lavori già da lunedì prossimo e di finire in due-tre giorni». Il Comune di Vico Equense ha stipulato nel 2006 un accordo di project financing con la società Gmg per la gestione e la manutenzione della pubblica illuminazione. Il canone pattuito inizialmente era di 327 mila euro all’anno per la gestione di 2461 punti luce. Nel tempo, questi ultimi sono aumentati così come i costi,raggiungendo un canone annuo di 452 mila euro a cui si sommano quasi 100 mila euro di iva.
Vico Equense - Esasperati. È questo il termine giusto per definire gli abitanti di via Luigi Avellino, alle prese da quasi 4 mesi con la strada di accesso alle loro abitazioni e attività produttive rimasta completamente avvolta dall’oscurità. Della pubblica illuminazione sono rimasti solo i pali a margine della carreggiata, senza più le plafoniere in punta. Un’operazione che doveva preludere all’interramento delle linee elettriche aeree in zona rimasto però in sospeso. In attesa di portare a termine i lavori, questo tracciato di quasi 1 km, che si dirama internamente tra le frazioni di Sant’Andrea e San Salvatore, è rimasto al buio. Notevoli i rischi per la sicurezza e l’incolumità di residenti, contadini e lavoratori delle varie attività produttive della zona tra cui poderi, caseifici, oleifici e vivai. Di notte, infatti, ci sono solo i fari delle auto di passaggio a rischiarare momentaneamente la sede stradale. I pedoni, che già non hanno un marciapiede su cui poter camminare in sicurezza, sono costretti a passare ai margini della carreggiata nell’oscurità più completa, ovviamente a loro rischio e pericolo. «Questa situazione – commenta una passante stizzita – va avanti ormai da mesi. Per questo, io passo per via Avellino solo di giorno. Di sera preferisco invece fare un altro percorso perché ho paura». I cittadini, ormai stanchi, hanno quindi allertato i consiglieri di opposizione della lista civica «In movimento per Vico» che nei giorni scorsi hanno protocollato un’interrogazione diretta al sindaco, Gennaro Cinque, e all’ufficio tecnico. Un’iniziativa per chiedere chiarimenti all’amministrazione su modi e tempi del ripristino della pubblica illuminazione. «I tempi della burocrazia per ottenere tutte le necessarie autorizzazione sono lenti – spiegano dalla Gmg, ditta concessionaria della pubblica illuminazione sul territorio comunale – i punti luce esistenti andavano cambiati perché costituivano un pericolo. In caso di condizioni meteo favorevoli, contiamo di iniziare i lavori già da lunedì prossimo e di finire in due-tre giorni». Il Comune di Vico Equense ha stipulato nel 2006 un accordo di project financing con la società Gmg per la gestione e la manutenzione della pubblica illuminazione. Il canone pattuito inizialmente era di 327 mila euro all’anno per la gestione di 2461 punti luce. Nel tempo, questi ultimi sono aumentati così come i costi,raggiungendo un canone annuo di 452 mila euro a cui si sommano quasi 100 mila euro di iva.
Vive nella casa per terremotati lasciatale dagli zii: l’amministrazione la denuncia, il giudice l’assolve
Ringhiera o muretto?
Vico Equense - Il restyling del tratto di strada che collega l’Hotel Sporting alla villetta Paradiso, che si propone di restituire fascino ad una delle passeggiate più suggestive del nostro territorio, non conquista molto. L’intento dell’Amministrazione del Sindaco Gennaro Cinque, è quello di abbattere il muretto per far posto ad una ringhiera. Sull’esempio di Santa Maria del Toro, dove il muro che costeggia la strada che porta alla chiesa della borgata è stato sostituito da un parapetto di ferro, restituendo, secondo il parere dei più, una visuale spettacolare sul tutto il Golfo di Napoli. Per l’intervento previsto alla villetta, però, non tutti sono d’accordo. Non piace la ringhiera che ricorda le sbarre di una prigione. Molto meglio il muretto…Lo dice Natale Maresca, consigliere comunale di IN Movimento per Vico, che su Agorà sottolinea che “il muretto in questione è fatto di pietra calcarea e come tale è parte integrante dell’ambiente storico e naturale.” Il costo dell’operazione è di circa 160mila euro, e l’incarico di redigere il progetto è stato affidato all’Ingegnere Gerardo Petraccone. Anche l’Architetto Giuseppe Guida, membro della commissione paesaggio di Vico Equense, ha sollevato forti dubbi sulla bontà della scelta. “Aspettiamo – sottolinea l’urbanista – di avere gli atti e valuteremo bene il da farsi, al momento invitiamo Sindaco ed uffici a procedere con il massimo di prudenza. Inoltre, pur senza essere un tecnico del settore, vorrei richiamare l’attenzione sul costo preventivato per l’intervento. Parliamo di 160mila euro. Una somma importante e vorremmo capire bene come viene giustificato un esborso così significativo rispetto all’opera da realizzarsi.”
Mare Mostrum Campania
Bandiera Nera alla Provincia di Salerno per il Grande Progetto per arginare l’erosione del litorale Anche quest'anno non cambiare stessa spiaggia, stesso mare. Illegalità in mare che aumenta e che conferma la maglia nera per la Campania. A fotografare i predoni del mare è Mare Mostrum . il dossier di Legambiente sui numeri dell'aggressione al mare e alle coste campane. Cemento che divora la costa, scarichi illegali, mancata depurazione pesca di frodo, acquascooter da formula uno. Risultato un mare di guai. La Campania è prima assoluta e conferma la leadership : 2.419 infrazioni il 16,7% del totale nazionale, pari a 5,2 infrazioni per ogni km di costa con 2.643 persone denunciate e arrestate e 784 sequestri effettuati. L’inedito dossier di Legambiente è stato realizzato con il contributo delle Capitanerie di Porto, e delle forze dell'Ordine. Il mattone illegale continua a essere una piaga della Campania mettendo a rischio interi tratti della costiera amalfitana, delle isole e infiltrandosi pericolosamente nel Cilento. La Campania è al terzo posto, subito dopo la Sicilia e Puglia , nella classifica del ciclo del cemento sul demanio marittimo con 363 reati accertati, 211 sequestri effettuati, 339, e un numero di persone denunciate e arrestate che ha raggiunto quota 421 ”Quest'anno – dichiara Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania – assegniamo le bandiere nere 2014 a chi riteniamo si sia distinto per progetti o iniziative ai danni del mare. In Campania la diamo alla Provincia di Salerno per il Grande Progetto per arginare l’erosione del litorale, un opera insostenibile e inefficace. Si continua ad investire e sprecare soldi per uno scempio a danno di mare e coste. Un scempio che continua di anno in anno - prosegue Buonomo - e la Goletta Verde, che da 29 anni compie il periplo delle coste italiane, continuerà a denunciarlo nel corso del suo viaggio, che quest'anno vedrà tre tappe in Campania a Castellamare di Stabia, Salerno e Pollica ma non si risparmierà dal premiare chi ha saputo tutelare il territorio dalle varie forme di sfruttamento.
venerdì 20 giugno 2014
Partecipazione all'udienza pubblica di Papa Francesco
Attenzione! È molto facile ferire il sentimento religioso dei cittadini (magari pensando di far bene)
di Sergio Sbragia
Vico Equense - In questi giorni sui muri della nostra città ho avuto l’opportunità di leggere un manifesto che informa i cittadini di un’iniziativa assunta dal Comune (Assessorato alla politiche sociali) per il reclutamento dei partecipanti al pellegrinaggio in Vaticano per partecipare all’udienza pubblica che sarà tenuta da papa Francesco il prossimo 25 giugno. Ho letto con attenzione l’intero avviso pubblico è devo confessare di essere rimasto profondamente ferito dal suo contenuto. Un pellegrinaggio è un evento di fede che si realizza in un contesto comunitario al quale partecipano in piena libertà quanti condividono una comune esperienza spirituale e di fede. È un momento di spiritualità orante che afferisce alla dimensione più intima e sacra della persona umana nel suo rapporto personale e comunitario con Dio. È un àmbito in cui è opportuno entrare in punta di piedi, avendo cura di rispettare la sensibilità di fede che i cittadini hanno diritto di nutrire ed esprimere nelle forme più varie. Cosa diversa sono le doverose e significative iniziative di turismo sociale, che i servizi sociali dei comuni realizzano, in particolare a beneficio dei cittadini in condizione di maggiore difficoltà. Tra le due cose sussiste una differenza sostanziale, che non è riducibile a una sottigliezza linguistica. I pellegrinaggî sono momenti di fede, rispetto ai quali le istituzioni pubbliche, dovrebbero doverosamente assumere una posizione di assoluto rispetto dell’autonomia operativa, promozionale e organizzativa propria delle legittime espressioni emergenti dalla società civile d’ispirazione religiosa (comunità, parrocchie, assemblee ecclesiali, movimenti, gruppi, associazioni, singoli, ecc.). La loro funzione dovrebbe esprimersi semmai nel fornire a tali iniziative un supporto operativo, consistente nel porre a disposizione, nel pieno rispetto del principio della libertà religiosa, servizi utili per il loro migliore svolgimento e finalizzati soprattutto a favorire la partecipazione dei cittadini in difficoltà sociale, economica e fisica.
di Sergio Sbragia
Vico Equense - In questi giorni sui muri della nostra città ho avuto l’opportunità di leggere un manifesto che informa i cittadini di un’iniziativa assunta dal Comune (Assessorato alla politiche sociali) per il reclutamento dei partecipanti al pellegrinaggio in Vaticano per partecipare all’udienza pubblica che sarà tenuta da papa Francesco il prossimo 25 giugno. Ho letto con attenzione l’intero avviso pubblico è devo confessare di essere rimasto profondamente ferito dal suo contenuto. Un pellegrinaggio è un evento di fede che si realizza in un contesto comunitario al quale partecipano in piena libertà quanti condividono una comune esperienza spirituale e di fede. È un momento di spiritualità orante che afferisce alla dimensione più intima e sacra della persona umana nel suo rapporto personale e comunitario con Dio. È un àmbito in cui è opportuno entrare in punta di piedi, avendo cura di rispettare la sensibilità di fede che i cittadini hanno diritto di nutrire ed esprimere nelle forme più varie. Cosa diversa sono le doverose e significative iniziative di turismo sociale, che i servizi sociali dei comuni realizzano, in particolare a beneficio dei cittadini in condizione di maggiore difficoltà. Tra le due cose sussiste una differenza sostanziale, che non è riducibile a una sottigliezza linguistica. I pellegrinaggî sono momenti di fede, rispetto ai quali le istituzioni pubbliche, dovrebbero doverosamente assumere una posizione di assoluto rispetto dell’autonomia operativa, promozionale e organizzativa propria delle legittime espressioni emergenti dalla società civile d’ispirazione religiosa (comunità, parrocchie, assemblee ecclesiali, movimenti, gruppi, associazioni, singoli, ecc.). La loro funzione dovrebbe esprimersi semmai nel fornire a tali iniziative un supporto operativo, consistente nel porre a disposizione, nel pieno rispetto del principio della libertà religiosa, servizi utili per il loro migliore svolgimento e finalizzati soprattutto a favorire la partecipazione dei cittadini in difficoltà sociale, economica e fisica.
Premiati Luca Ward e Mario Riso all'Italian Movie Award
Pompei - Mario Riso, il batterista fondatore del progetto Rezophonic è stato premiato ieri sera a Pompei con l’Italian Movie Award «per l’impegno sociale verso il tema ambientale e per la qualità del progetto discografico, in particolare per il brano “Dalla a me (io sicuramente non la spreco)”». Ecco di seguito l’intervista a Riso realizzata dal regista Carlo Fumo, direttore artistico del Festival.
Com’è nato questo progetto?
Ho fondato questo progetto perché sono stato in posti dove le persone rischiano di non riuscire ad arrivare al giorno dopo. Lì ho riflettuto su tante cose della mia vita. Ho suonato in oltre 150 dischi italiani, da Gianluca Grignani, a Jovanotti passando per la Pfm, tantissime band che mi hanno fatto felice ed hanno fatto sì che il mio sogno si realizzasse. Allora per me scoprire che ci sono tante persone che non hanno neanche la possibilità di sognare mi ha fatto riflettere, mi ha fatto costruire questo progetto. Con il primo disco abbiamo parlato dei pozzi in Africa, perché questo è uno degli aspetti che portiamo avanti, con il secondo abbiamo parlato di acqua che è un problema anche in tante zone italiane, dove è razionata. Questo terzo disco parla di spreco, che non ha giustificazioni: basta un po’ di attenzione e la nostra vita potrebbe migliorare. Non è vero che non possiamo fare a meno del superfluo. “Dalla a me, io sicuramente non la spreco” è un doppio senso, una provocazione, che nel videoclip ha coinvolto un sacco di amici del mondo della musica e della comunicazione, da Rocco Siffredi a Pippo Baudo, Nino Frassica, Xavier Zanetti, Marco Materazzi.
Tina Piccolo, quando Napoli viene descritta col cuore
Napoli nel cuore, un libro scritto ….“col cuore”, e con l’anima. E’ opera di Tina Piccolo, ambasciatrice italiana della poesia nel mondo, che vanta oltre 2.000 premi al suo attivo, assegnati e consegnati dalle più grandi autorità dello Stato. La detentrice di uno dei più prestigiosi salotti culturali italiani che per anni ha tenuto le sue tappe nella propria abitazione, ma anche in tanti luoghi pubblici e circoli noti all’arte e alla cultura (fra cui il noto Centro Studi La Contea in Via Toledo a Napoli, diretto da Luciano Schifone), scrive questo libro breve ma ricco e intenso di testimonianze, sotto forma di poesia, prosa e fotografie che mostrano i momenti migliori di sé e della propria attività, vicino a familiari, amici dell’arte, della politica, dello sport. Atti unici densi di grandi emozioni, principalmente in dialetto napoletano, che descrivono con passione la città in cui la “piccola grande Tina” vive quotidianamente e che ama fortemente, anche se fisicamente risiede nell’entroterra, sotto la montagna del Vesuvio (Pomigliano d’Arco).
Nel romanzo la Piccolo ringrazia la Casa Editrice Carcavallo, che ha pubblicato tantissime cartoline di Napoli con suoi versi e del poeta Roberto di Roberto, e fa un gradito tributo ai cantanti Antonello Rondi e Mario Da Vinci, che da lei hanno ricevuto anche importanti premi.
“Un romanzo, un viaggio attraverso i sentimenti di Napoli e dei Napoletani, una Napoli che tutti sogniamo e portiamo nel cuore. La città più bella del mondo” è l’inno alla città riportato nell’ultima di copertina.
Piano sociale di zona, presentato il progetto “AccordiamociAccordiamo”
Penisola sorrentina - E’ stato presentato ieri, giovedì 16 giugno, presso il Centro Culturale di Piano di Sorrento il progetto “AccordiamociAccordiamo”, una rete di servizi sul territorio a sostegno delle donne per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Realizzato nell’Ambito Napoli Trentatrè con fondi POR Campania FSE 2007-2013, il progetto rientra nel Programma di Interventi per gli Accordi Territoriali di Genere e interessa i Comuni di Anacapri, Capri, Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Sant’Agnello e Sorrento.
La conciliazione tra il ruolo di lavoratrice e di madre rappresenta per le donne di oggi una delle sfide più complesse. La più intensa partecipazione al mercato del lavoro fa si che spesso la donna si trovi sulle spalle le stesse responsabilità dell’uomo fuori casa e un carico ben più gravoso nella vita familiare. Carico che dipende dalla cura dei figli e della casa, ma anche, sempre più di frequente, dall’assistenza di familiari anziani, malati o disabili.
“Accordiamoci Accordiamo” vuole essere una risposta efficace al problema della conciliazione grazie a un sistema integrato di servizi e interventi sul territorio finalizzati ad alleggerire i carichi familiari e a sostenere la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Tra le attività previste dai partners: uno sportello che per orientarsi sul territorio alla ricerca di servizi, associazioni, informazioni sulle legislazioni di parità, pari opportunità, maternità, congedi parentali e conciliazione familiare; attività di formazione al telelavoro; supporto allo svolgimento di pratiche burocratiche di ogni genere per alleggerire i carichi familiari; organizzazione, gestione e diffusione di una rete di tagsmutter e baby-sitter attraverso appositi corsi di formazione, attività laboratoriali di PET THERAPY con relativo servizio di trasporto e accompagnamento per i bambini che partecipano ai laboratori, ed ancora potenziamento dei servizi per minori 0-3 anni del Piano Sociale di Zona Na33, diversificando le attività e le fasce orarie di apertura del Servizio “Nido d’infanzia”, consentendo così l’accesso anche a lavoratori con orari di lavoro “atipici”.
Per informazioni sulle sedi e gli orari delle attività e possibile rivolgersi all’Ufficio di Piano di Zona Ambito Territoriale Napoli Trenatrè.
Film, foto e dipinti: il racconto della grande bellezza
Fonte: Ilenia De Rosa da Il Mattino
Vico Equense - «Alla scoperta dei beni culturali di Vico Equense». Questo il titolo del concorso bandito dall’istituto «Santissima Trinità e paradiso» e finalizzato a mettere in evidenza le bellezze paesaggistiche e architettoniche del territorio attraverso l’utilizzo di diverse forme artistiche. Il concorso si rivolge, infatti, a fotografi, pittori, operatori di ripresa che dovranno presentare opere riguardanti la natura o beni culturali che caratterizzano Vico Equense. E’ articolato in tre sezioni. Per quella pittorica i partecipanti potranno presentare un massimo di due lavori di dimensioni non superiori a 50 per 70 centimetri. La sezione fotografia prevede l’ammissione di quattro foto per ogni concorrente, a colori o in bianco e nero. Per la categoria filmati i partecipanti dovranno presentare un cortometraggio sonoro a colori in formato digitale su dvd della durata di cinque minuti. E’ necessario che le opere siano inedite, altrimenti si rischia l’esclusione. «La giuria sarà nominata dall’istituto – spiega Vincenzo Esposito, presidente del consiglio di amministrazione della struttura - e saranno resi noti i nomi in sede di premiazione. Sarà certamente formata da personalità esperte nel campo pittorico fotografico e cinematografico, tutte appartenenti al territorio della regione Campania. Il loro giudizio sarà definitivo e insindacabile». Per ogni sezione saranno proclamati il primo, secondo e terzo classificato. Riceverà 200 euro il vincitore della categoria filmica, 100 euro più un diploma e una coppa il primo classificato delle altre due sezioni. A coloro che si saranno classificati al secondo e terzo posto verranno assegnati un diploma e una coppa. Gli interessati dovranno inviare alla segreteria dell’istituto «Santissima Trinità e paradiso» le proprie opere con allegata la scheda di partecipazione, entro il 15 novembre.
Vico Equense - «Alla scoperta dei beni culturali di Vico Equense». Questo il titolo del concorso bandito dall’istituto «Santissima Trinità e paradiso» e finalizzato a mettere in evidenza le bellezze paesaggistiche e architettoniche del territorio attraverso l’utilizzo di diverse forme artistiche. Il concorso si rivolge, infatti, a fotografi, pittori, operatori di ripresa che dovranno presentare opere riguardanti la natura o beni culturali che caratterizzano Vico Equense. E’ articolato in tre sezioni. Per quella pittorica i partecipanti potranno presentare un massimo di due lavori di dimensioni non superiori a 50 per 70 centimetri. La sezione fotografia prevede l’ammissione di quattro foto per ogni concorrente, a colori o in bianco e nero. Per la categoria filmati i partecipanti dovranno presentare un cortometraggio sonoro a colori in formato digitale su dvd della durata di cinque minuti. E’ necessario che le opere siano inedite, altrimenti si rischia l’esclusione. «La giuria sarà nominata dall’istituto – spiega Vincenzo Esposito, presidente del consiglio di amministrazione della struttura - e saranno resi noti i nomi in sede di premiazione. Sarà certamente formata da personalità esperte nel campo pittorico fotografico e cinematografico, tutte appartenenti al territorio della regione Campania. Il loro giudizio sarà definitivo e insindacabile». Per ogni sezione saranno proclamati il primo, secondo e terzo classificato. Riceverà 200 euro il vincitore della categoria filmica, 100 euro più un diploma e una coppa il primo classificato delle altre due sezioni. A coloro che si saranno classificati al secondo e terzo posto verranno assegnati un diploma e una coppa. Gli interessati dovranno inviare alla segreteria dell’istituto «Santissima Trinità e paradiso» le proprie opere con allegata la scheda di partecipazione, entro il 15 novembre.
Picasso a Sorrento non solo turisti, ma anche bambini e sociale: la mostra evento fa il pieno di consensi
Dal progetto “con il cibo in mente” tenuto nelle scuole. I dati delle abitudini alimentari dei piccoli cittadini carottesi
Piano di Sorrento - Nell’intento di sensibilizzazione ad uno stile di vita sano e salutare, in particolare dei più giovani, si inserisce il progetto nazionale di educazione alimentare e consulenza nutrizionale per le scuole “Con il Cibo in Mente” patrocinato dal Comune di Piano di Sorrento e tenuto, nel corso dell’anno scolastico appena concluso, dai biologi nutrizionisti Lavinia Castellano e Salvatore Ercolano, rispettivamente referente regionale e consigliere del SiBioN. I lavori si sono concentrati in una classe prima della scuola primaria a tempo pieno dell’Istituto comprensivo di Piano di Sorrento, i cui alunni sono soliti consumare il pranzo a scuola. Dal progetto e dalle attività svolte al suo interno, è stato possibile delineare un profilo delle abitudini alimentari dei piccoli cittadini carottesi: è emerso che frutta, verdura e legumi sono gli alimenti meno amati; che la maggior parte consuma troppo spesso merendine e snacks preconfezionati sia a colazione che a merenda; che mangiano più spesso carne, latticini, formaggi o carne processata piuttosto che pesce; che il consumo di contorni è raro; e che è necessario il coinvolgimento in una sana alimentazione innanzitutto dei genitori. Nel corso degli incontri i bambini sono stati educati attraverso i disegni da loro stessi realizzati e ispirati al cibo nella piramide alimentare. Inoltre è stata effettuata una valutazione corporea dei bambini: «Dalle valutazioni fatte - si legge nella relazione consuntiva della Dott.ssa Castellano - è emerso che in media gli alunni della classe sono normopeso. Nonostante ciò, bisogna continuare a prestare attenzione a quelle che sono le abitudini alimentari, in quanto la qualità degli alimenti è di fondamentale importanza, infatti “tutti sono capaci di mangiare… ma nutrirsi è un’altra cosa”».
"Mas Que Tango", Francesca Maresca canta sulle note di Astor Piazzolla
Un omaggio "rosa" ad Astor Piazzolla. Protagonista, la cantante Francesca Maresca, che giovedì 26 giugno, alle ore 21, al Real Orto Botanico di Napoli, porterà in scena il progetto "Mas Que Tango".
L'appuntamento è inserito nella kermesse Orto Volante, organizzata dall'associazione Città Mediterranee, in collaborazione con Sorrento Jazz e Piano Jazz... e Dintorni, e patrocinata da Regione Campania, Comune di Napoli, Università degli studi di Napoli Federico II, e Forum Universale delle Culture.
Sul palco, insieme a Francesca Maresca, il fisarmonicista Alfredo Di Martino, il pianista Catello Cannavale, il contrabbassista Gianfranco Coppola e il batterista Franco Gregorio.
"Un progetto su Astor Piazzolla era uno dei miei sogni nel cassetto perché ho sempre pensato che la musica del Maestro sia un prezioso abito per la mia vocalità. La partecipazione di musicisti di straordinario valore ha reso il percorso agevole - spiega Francesca Maresca, presentando "Mas Que Tango" - Parliamo del tango Nuevo, musica sensualissima e incantatrice che trova nella gestualità la vera estrinsecazione liberando l'espressione del corpo. Le languide note del bandoneon danno senso compiuto a questo assunto. Attraverso di esse esploriamo le magiche connessioni tra la carnalità della musica argentina e le melodie partenopee, ambedue incentrate su tematiche di forti contraddizioni sociali".
Terzo settore, seminario di Fqts a Vico Equense
Vico Equense - Si terrà sabato 21 giugno, nei locali dell’hotel Aequa di Vico Equense, il secondo seminario regionale di Fqts Campania. La Formazione dei Quadri del Terzo Settore (FQTS) è una iniziativa promossa da Forum del Terzo Settore; Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore; Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato (ConVol); Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet).
L’incontro di sabato prenderà il via alle 9, con gli interventi di Franco Buccino (portavoce Forum Regionale III Settore Campania), Massimo Novarino (pilotaggio nazionale FQTS), Cristiana Ranieri (ISFOL - Istituto pubblico di ricerca in merito alle politiche sociali e del lavoro), Nadia Caragliano (Dirigente Staff Direzione Generale per le Politiche Sociali, le Politiche Culturali, le Pari Opportunità e il tempo libero della Regione Campania), Pina Colosimo (presidente AGC Solidarietà Campania).
Nel pomeriggio, dalle 15, approfondimento su “Terra dei Fuochi. Dalla denuncia alla proposta. La cittadinanza attiva organizzata per una nuova difesa popolare”. Introduce e coordina Francesca Coleti (pilotaggio nazionale FQTS). Intervengono: Lucio Iavarone (portavoce Coordinamento Comitati Terra dei Fuochi), Francesco Gravetti (giornalista collaboratore de Il Mattino e redattore di Comunicare il Sociale) Ovidio Marzaioli (Movimento Consumatori).
giovedì 19 giugno 2014
Prevenzione incendi, arriva l'ordinanza del sindaco
Vico Equense - Con l'approssimarsi della stagione estiva, per lo stato di abbandono in cui versano alcuni fondi rustici, terreni o aree di qualsiasi natura e loro pertinenze, incombe il rischio derivante da incendi di stoppie, erbe infestanti ed arbusti d'ogni genere che potrebbero arrecare pregiudizio alla pubblica incolumità, alla viabilità ed alle proprietà private e pubbliche.
Poiché le cause del fenomeno sono in gran parte imputabili allo stato di abbandono in cui versano fondi e terreni, il sindaco Gennaro Cinque ha emesso un’ordinanza tesa a limitare i danni dovuti agli incendi boschivi. Il documento impone diversi paletti. Fino al prossimo 30 settembre è vietato a chiunque di accendere fuochi all’aperto nei boschi o a distanza di 50 metri dai polmoni verdi di Vico Equense. Divieto assoluto di fumare anche nei sentieri di campagna. Nei boschi danneggiati o distrutti recentemente dalle fiamme è vietato il pascolo di qualsiasi specie di bestiame per almeno cinque anni. Stop ufficiale anche a caccia, coltura agraria, raccolta dei prodotti del sottobosco e insendiamenti edilizi di qualsiasi tipo. Lungo tutto il confine con le strade pubbliche e i sentieri di uso pubblico, comprendendo anche i boschi delle zone condotte a pascolo o a incolto produttivo (falceti, ginestreti e canneti) interessate o meno da vincoli forestali di qualunque natura e specie, dovrà essere costituita una zona di rispetto larga almeno dieci metri con eliminazione di cespugli, arbusti, foglie, rami o sterpi secchi e palchi basali secchi. I proprietari di cascinali, fienili, ricoveri, stalle o altre costruzioni e impianti agricoli dovranno lasciare, intorno ai perimetri dei fabbricati, la stessa area di “rispetto” previsto nel caso delle zone con vincoli forestali. L’inosservanza dei divieti e delle prescrizioni all’ordinanza comporta l’applicazione di sanzioni amministrative da 51,65 a 309,87 euro.
Disservizi aliscafi, turisti e pendolari in rivolta
Fonte: Massimiliano D’Esposito da Il Mattino
Sorrento - Turisti e pendolari del mare in rivolta contro le improvvise soppressioni ed i ritardi nelle corse degli aliscafi. Negli ultimi giorni si sono verificati diversi disservizi sulla linea degli aliscafi Sorrento-Napoli gestita dalla compagnia di navigazione Alilauro. Lunedì scorso è saltata la corsa in partenza da Sorrento alle 16:25, così come quella del ritorno in costiera, in programma alle 17:15. Martedì, invece, è stata soppressa solo quella delle 16:25 da Marina Piccola. Ieri mattina, infine, l’aliscafo che doveva prendere il largo alle 10, ha lasciato la banchina dell’area portuale di Sorrento solo alle 10:40. Una serie di problemi che ha provocato le rimostranze di quanti erano in attesa di potersi imbarcare sui mezzi veloci per attraversare il golfo di Napoli. Tra di essi anche tanti turisti che soggiornano in alberghi del capoluogo partenopeo ed erano giunti in penisola per un’escursione di qualche ora, i quali si sono ritrovati costretti a recarsi presso la stazione della Circumvesuviana per prendere un treno e poter fare rientro al proprio hotel. Penalizzati anche pendolari e studenti che si servono delle vie del mare per raggiungere i posti di lavoro e gli atenei universitari di Napoli, che in molti casi hanno rinunciato al viaggio, decidendo di ritornarsene a casa. “Nel corso degli ultimi giorni ho ricevuto moltissime telefonate di utenti che segnalavano il disservizio – sottolinea il vice sindaco di Sorrento con delega alla Mobilità, Giuseppe Stinga -. Considerando i problemi che già si riscontrano quotidianamente con il trasporto ferroviario della Circumvesuviana, ci troviamo di fronte ad una situazione che sta diventando insostenibile per Sorrento e la sua penisola”.
Sorrento - Turisti e pendolari del mare in rivolta contro le improvvise soppressioni ed i ritardi nelle corse degli aliscafi. Negli ultimi giorni si sono verificati diversi disservizi sulla linea degli aliscafi Sorrento-Napoli gestita dalla compagnia di navigazione Alilauro. Lunedì scorso è saltata la corsa in partenza da Sorrento alle 16:25, così come quella del ritorno in costiera, in programma alle 17:15. Martedì, invece, è stata soppressa solo quella delle 16:25 da Marina Piccola. Ieri mattina, infine, l’aliscafo che doveva prendere il largo alle 10, ha lasciato la banchina dell’area portuale di Sorrento solo alle 10:40. Una serie di problemi che ha provocato le rimostranze di quanti erano in attesa di potersi imbarcare sui mezzi veloci per attraversare il golfo di Napoli. Tra di essi anche tanti turisti che soggiornano in alberghi del capoluogo partenopeo ed erano giunti in penisola per un’escursione di qualche ora, i quali si sono ritrovati costretti a recarsi presso la stazione della Circumvesuviana per prendere un treno e poter fare rientro al proprio hotel. Penalizzati anche pendolari e studenti che si servono delle vie del mare per raggiungere i posti di lavoro e gli atenei universitari di Napoli, che in molti casi hanno rinunciato al viaggio, decidendo di ritornarsene a casa. “Nel corso degli ultimi giorni ho ricevuto moltissime telefonate di utenti che segnalavano il disservizio – sottolinea il vice sindaco di Sorrento con delega alla Mobilità, Giuseppe Stinga -. Considerando i problemi che già si riscontrano quotidianamente con il trasporto ferroviario della Circumvesuviana, ci troviamo di fronte ad una situazione che sta diventando insostenibile per Sorrento e la sua penisola”.
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