martedì 8 dicembre 2009

Scontri e tensione per i falò vietati dell'Immacolata

Il presidente del consiglio comunale Banchetti cerca di far rispettare il divieto, aggredito insieme a un funzionario

Castellammare di Stabia - Scontri e tensione a Castellammare in vista dei tradizionali falò dell'Immacolata. L'usanza che vuole per antica tradizione popolare la preparazione di fuochi in occasione della Festa dell’Immacolata infatti, sembra degenerata negli anni in lotta tra bande di quartiere, in cui i falò rischiano di diventare anche pericolosi incendi. Al punto che quest’anno qualsiasi rogo è stato espressamente vietato dal Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, a causa del superlavoro cui erano stati costretti gli anni precedenti i vigili del fuoco. Così, nel primo pomeriggio, si sono verificati disordini al Rione San Marco dove un funzionario del comune stabiese e il presidente del consiglio comunale, Antonio Banchetti, tentavano di dissuadere una banda di giovani a ostruire una strada pubblica con una catasta di legna. Inutili i tentativi di ottenere la liberazione del passaggio da parte del presidente del consiglio comunale e del funzionario comunale insieme ad altri abitanti del luogo. Rimasti quindi in balia di un branco andatosi a ingrossare di circa trenta teppisti, che ha continuato a minacciare, a sbeffeggiare e, a tratti, ad aggredire fisicamente i rappresentanti delle istituzioni. Solo l'’arrivo dei vigili urbani di una pattuglia di polizia ha disperso dopo un’ora il branco che aveva accerchiato i rappresentanti delle istituzioni. A quanto si apprende anche in altri rioni cosiddetti «a rischio» sono in preparazione grandi falò in segno di sfida alle forze di polizia. Al quartiere Moscarella, a Scanzano, a via Savorito, all’Acqua della Madonna e al Parco Imperiale - che fa parte del Comune di Gragnano - tutte zone dove è forte la presenza della criminalità organizzata, nelle prossime ore si tenterà a ogni costo di dare fuoco a grandi cataste di legna a scopo dimostrativo. La festa dell’Immacolata è stata celebrata in passato con l’incendio di enormi cataste di legna al centro delle piazze che ha causato anche gravi danni agli impianti pubblici che il Comune è poi costretto a riparare. (R.W. il Corriere del mezzogiorno)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quando anche Castellammare diventerà un posto civile, migliorerà tutta l'area.
Queste tradizioni mezze criminali non interessano a nessuno, cari stabiesi, e sono un motivo per scassare cose e far uscire gli istinti animali. In questa italia di berlusconi che sta andando in malora, i vostri tafferugli non ce la facciamo proprio a sopportarli.