sabato 17 luglio 2010

Pasquale Sommese: “Vicino ai sindaci per modificare il PUT”

“Il depuratore di Punta Gradelle è una priorità. Assicuro il massimo impegno per l’opera”

Penisola sorrentina - “Voglio impegnarmi per la Penisola Sorrentina. Un territorio cui mi sento particolarmente legato, dove ho tanti amici, caratterizzato, però, insieme a punte di eccellenza ancora da tante questioni irrisolte cui mettere mano”. Così Pasquale Sommese, assessore regionale al Personale ed ai Rapporti con gli Enti Locali. Uno dei big dell’UDC e della politica campana, oggi impegnato in una delle operazioni più difficili della propria carriera politica: riformare la burocrazia regionale, renderla efficiente ed al passo coi tempi. Un’impresa titanica secondo molti. La delega ai rapporti con gli enti locali consente al neo assessore una grande libertà di movimento e la possibilità di incrociare le questioni regionali con quelle comunali. Assessore, ci parli del suo rapporto con la Penisola Sorrentina? Ho sempre amato la Costiera. Si tratta di un territorio per me importante sia per l’attenzione che ho sempre ricevuto mediante il consenso che gli elettori mi hanno riconosciuto, sia perché questa terra produce la metà del PIL regionale legato al settore del turismo. Impegnarsi per la Penisola è un obbligo, un piacevole obbligo. Scusi la curiosità: ci fa i nomi dei suoi riferimenti in zona? Ho una veste istituzionale. Da assessore ai Rapporti con gli Enti Locali interloquisco con tutti gli amministratori pubblici e la mia carica è a disposizione di quanti fanno proposte serie per risolvere i problemi. In concreto cosa intende fare per la Penisola? Anzitutto serve una strategia organica per utilizzare i fondi europei e impiegarli in progetti di qualità, finalizzati al miglioramento del territorio sul fronte delle infrastrutture. Penso alla grande direttrice della mobilità: porti, strade e trasporti pubblici. Settori che vanno potenziati, ma soprattutto qualificati. Oggi la Penisola soffre l’assenza di una seria programmazione in materia. Un turista inglese impiega meno tempo per raggiungere Napoli da Londra che nel “viaggio” dal capoluogo partenopeo alla Penisola Sorrentina. A tal proposito assessore, il nucleo di valutazione regionale ha bocciato la strada degli ulivi, un’arteria che aveva proprio la finalità di realizzare un nuovo e più veloce collegamento tra la costiera e il capoluogo. Conosco il problema. E sono sicuro che sarà approfondito e valutato in modo appropriato, compatibilmente con le esigenze di tutela previste dal Piano Territoriale Regionale e Piano Territoriale Coordinamento Provinciale. Lei ha parlato del PUT. Secondo molti è il vero limite per lo sviluppo della Costiera. Una disciplina così vincolistica per l’uso del territorio rappresenta il piombo che non fa decollare la Penisola. Il Piano urbanistico territoriale va ripensato alla luce del Codice Urbani. E’ stato pensato negli anni Sessanta, discusso negli anni Settanta e varato negli anni Ottanta. La legge regionale che ha recepito la norma nazionale risale al lontano 1987, quindi non è più uno strumento adeguato ai tempi nuovi che viviamo. Offro ai sindaci, agli operatori turistici e a tutte le categorie interessate il mio appoggio ed il mio impegno per superare certi anacronismi di cui il PUT è espressione. Sono stato sempre un ascoltatore attento delle esigenze territoriali e credo di aver maturato una discreta esperienza in materia, prima come assessore provinciale e quindi come presidente della Commissione Urbanistica regionale e pertanto posso contribuire, nel rispetto dei ruoli e delle competenze con il collega Marcello Tagliatatela, ad esaminare il problema. Certo questo non significa tornare al mattone selvaggio ed alle speculazioni edilizie, ma essere attenti ad assicurare un equilibrio tra tutela paesaggistica ambientale e le esigenze di sviluppo delle comunità locali. La lotta contro gli abusi deve continuare, ma questo non può significare ingabbiare il territorio e bloccare ogni ipotesi di sviluppo sano. Altro tema di attualità: con l’estate riprende la polemica sul mare sporco in Penisola e così si ripropone la questione su depurazione e qualità delle acque. I lavori per la realizzazione del depuratore di Punta Gradelle rappresenta una della grandi questioni irrisolte della Penisola Sorrentina. Solo completando l’opera e realizzando un efficiente impianto sarà possibile superare le periodiche discussioni sulla qualità del mare in Costiera. Anche su questo tema, a circa due anni dall’appalto dei lavori, insieme con l’assessore Romano che è un grande esperto in materia, siamo impegnati a portare avanti un piano di lavoro adeguato all’emergenza che è sempre più pressante. (Da Agorà)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Senza il Put i vicani e i sorrentini avrebbero costruito senza sosta come negli anni '80.
Il put ha salvato la penisola dalla distruzione finale.
La distruzione finale è ripresa con i parcheggi interrati e si concluderà con la riapertura delle licenze.
Bella chiavica.