Regione Campania - L’ex consigliere regionale della Margherita approdato nel 2005 in Regione con quasi 35mila voti, ieri, davanti ai magistrati di Roma, ha parlato per due ore ininterrottamente. Ernesto Sica, che, in meno di cinque anni, accolto a braccia aperte nel Pdl, si è aggiudicato un posto nella giunta Caldoro, ha ammesso di aver partecipato al complotto ai danni del governatore. «Ho fatto una fesseria», ha detto alla presenza dei due legali di fiducia Fabrizio Merluzzi e Felice Lentini. Non ha negato di essere uno degli autori del falso dossier che avrebbe, secondo i piani della cricca Martino, Lombardi e Carboni, dovuto scippare la candidatura a Stefano Caldoro. Così come ha confessato che sono false date, luoghi e nomi dei presunti amichetti transessuali che il governatore avrebbe incontrato in molti hotel campani. Tutto inventato, di sana pianta. Le persone, gli incontri, gli alberghi: frutto di fantasie escogitate per riuscire a conquistare un posto al sole. Per esempio, come emerge dalle intercettazioni, essere lui il candidato a Palazzo Santa Lucia. Perché Caldoro era pur sempre un ex socialista, non visto di buon occhio da tutto il Pdl. Gianni Lettieri, il presidente degli Industriali di Napoli, un tecnico. Quindi, perché non tentare anche la carta Ernesto Sica? Un giovane di 39 anni che, in meno di dieci, era riuscito a godere della simpatia del leader di Nusco prima e di quella di Silvio Berlusconi poi, grazie ad un incontro combinato dall’industriale amico Davide Cincotti. Ed ecco, quindi, come diventa facile mettersi quasi al servizio della cricca e inventare un dossier che, non solo è falso, ma che addirittura non esiste. Tanto che i carabinieri di Roma, durante la perquisizione in casa dell’ex assessore al Contenzioso e attuale sindaco di Pontecagnano, trovano solo una relazione scritta a computer. La stessa relazione che poi sarà lanciata sul web, oscurato dopo la querela del governatore. Sica si dà da fare, ma non perché nutre un astio nei confronti dell’attuale governatore. La campagna elettorale non è ancora cominciata, i giochi sono ancora aperti e sulle candidature si discute ancora. Sica pensa di poter primeggiare su tutti. Poi, come dice ai magistrati, quando si accorge che la decisione del partito del premier cade definitivamente su Caldoro, allora la sua campagna elettorale è tutta proiettata a far convergere i consensi sul candidato del centrodestra. Ma, allora, perché partecipare all’attività di dossieraggio? Perché «la politica è anche un po’ così, questa non è né la prima né l’ultima volta», dice il ragazzone alto quasi due metri. Che collabora con la giustizia anche quando i pm lo interrogano sul ruolo di Arcangelo Martino nella Nuova P3. «Si vantava di avere amicizie importanti — ha rivelato Ernesto Sica -, ma non so se era vero. Fatto sta che in tutte le riunioni di partito aveva sempre una posizione di rilievo». Nega invece di aver mai conosciuto Pasquale Lombardi e Flavio Carboni. E definisce il rapporto con Nicola Cosentino «puramente politico». Uno dei suoi difensori, l’avvocato Merluzzi, spiega che è stato «un interrogatorio tranquillo, chiaro, limpido. Il mio assistito ha spiegato che la contrapposizione era connessa alla normale contesa politica». Oggi dai pm romani si recherà Nicola Cosentino. (di Angela Cappetta da il Corriere del Mezzogiorno)
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