Con il caso Ruby “ci troviamo di fronte all’ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica”. Con una nota diffusa dalla presidenza del Consiglio, Silvio Berlusconi è tornato a denunciare l’uso della giustizia “come arma politica” nell’inchiesta milanese che lo vede indagato per i suoi rapporti con la giovane marocchina. “Ma questa volta – ha aggiunto il premier – è stato superato ogni limite. Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica”. Gli inquirenti e gli investigatori milanesi che stanno conducendo l’inchiesta sul caso Ruby che vede indagato il Presidente del Consiglio per prostituzione minorile e concussione parlano di un «meccanismo D’Addario» per quanto riguarda la partecipazione di numerose ragazze a feste e festini, anche a luci rosse, che si sarebbero svolti nella residenza di Arcore del premier. In particolare, il «meccanismo» che prende il nome dalla escort barese Patrizia D’Addario, già coinvolta in un’inchiesta simile della Procura di Bari, si baserebbe come spiegano alcune fonti, sul fatto che delle molte ragazze invitate alle feste alcune sarebbero andate via dopo cena, mentre altre avrebbero trascorso la notte ad Arcore.
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