sabato 12 marzo 2016

Mini-scossa e la paura corre sul web

Numerose le telefonate all'Osservatorio. Gli esperti: normale attività nell'area 

Fonte: Francesco Gravetti da Il Mattino 

«Ho avuto un giramento di testa proprio mentre c'era la scossa, mi sono impaurita moltissimo». «Signora, siete proprio sicura che è successo in concomitanza con la scossa? Erano le 10,35?». «Sicurissima no, ora che ci penso gli orari non coincidono». Nel dialogo telefonico tra una donna di Torre del Greco e un dipendente dell'Osservatorio vesuviano, avvenuto nel pomeriggio di ieri, e' è la sintesi della giornata trascorsa da molti cittadini che vivono alle falde del vulcano, alle prese con una nuova scossa di terremoto, di lieve entità. Più che dal sisma, infatti, la paura è stata alimentata dal tam tam mediatico, dalla voce che circolava sui social network e, in generale, su internet e generava panico come nel caso della signora, che al telefono giurava di aver avuto un capogiro proprio durante la scossa. «A tutti chiedevamo: ma voi l'avete avvertito il terremoto? Perché a noi serve sape re anche questo. Nessuno, però, ha potuto giurare di averlo sentito davvero, tutti l'avevano letto dal web», spiega l'addetto dell'Osservatorio vesuviano dell'Ingv, istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
 
La scossa, tuttavia, c'è stata: di magnitudo 2.1, avvertita molto lievemente nell'area epicentrale, fino alle porte di Torre del Greco e avvenuta a una profondità di 1.1 chilometri intorno alle 10,35. Si tratta di una scossa di terremoto assolutamente non rara; sul Vesuvio avvengono periodicamente eventi tellurici di lieve entità. L'ultima scossa superiore al secondo grado risale al 27 novembre 2015, più o meno quattro mesi fa. Nell'area vesuviana, comunque, in molti si sono allarmati: numerose chiamate all'Osservatorio da Torre del Greco, Terrigno, Ottaviano, Boscoreale. A tutti, gli addetti dell'istituto hanno fornito ampie rassicurazioni: «L'evento rientra nelle normali attività sismiche quotidiane dell'area, non c'è da preoccuparsi». Per quelli dell'Osservatorio la maggiore fonte di preoccupazione resta la gestione della paura: «Queste cose vanno trattate con una certa accortezza, la gente spesso teme il peggio e si fa prendere dalla tensione, telefonano qui soprattutto per essere rassicurati e sapere cosa devono fare, ma in questo caso davvero non c'era nulla da preoccuparsi». L'ennesima mini-scossa, però, riporta in primo piano la questione dei piani di emergenza e di evacuazione; una eruzione del Vesuvio vera e devastante sarebbe gestita nel migliore dei modi, con la gente pronta ad allontanarsi dalla zona rossa in maniera ordinata? E l'allarme scatterebbe davvero con anticipo, dando a tutti la possibilità di scappare? Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi che segue da vicino le vicende vesuviane, mostra tutto il suo scetticismo: «La nuova scossa di terremoto avvertita nei pressi del Vesuvio, pur se non deve far nascere particolari preoccupazioni, ripropone il problema della mancanza di notizie in merito all'aggiornamento dei piani di emergenza ed evacuazione da parte della protezione civile nazionale che, è bene ricordarlo, non ha mai presentato il piano di evacuazione nemmeno per i Campi Flegrei». Il punto, dunque, è che nessuno saprebbe cosa fare, anche se i Comuni della zona rossa stanno aggiornando i loro piani di emergenza e presto dovrebbero partire le prime esercitazioni, coi cittadini che dovrebbero raggiungere altre zone dell'Italia. Tempi lunghi, comunque, ed è questo che preoccupa Borrelli: «Non si può più perdere tempo per non farsi trovare impreparati in un'eventuale emergenza quando poi sarebbe impossibile prendere le necessarie decisioni».

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