mercoledì 9 marzo 2016

Raffaele Lauro: Due anni di lavoro per Lucio Dalla e Sorrento

A luglio il nuovo romanzo su Vico Equense 

Sorrento - Il testo di una canzone su Lucio Dalla. E’ questo uno dei progetti in cantiere per Raffaele Lauro, nell’intervista esclusiva che ha concesso a Carlo Alfaro, a margine della giornata celebrativa per Lucio Dalla che ha organizzato a Sorrento il 29 febbraio, alla vigilia del quarto anniversario della scomparsa, avvenuta il primo marzo 2012: “Un musicista mi ha chiesto, di recente, di cimentarmi anche come paroliere, scrivendo un testo per una sua canzone su Dalla. Non mi risulta facile. Ma non escludo, del tutto, di poter accettare anche questa sfida, con il permesso di... Lucio Dalla”. Ma l’obiettivo a più breve termine è la pubblicazione del terzo romanzo de “La Trilogia Sorrentina”, “Dance The Love - Una Stella a Vico Equense”, sulla grande danzatrice russa Violetta Elvin, dopo “Sorrento The Romance” e “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento”: “Il terzo romanzo della trilogia, dedicato alla grande protagonista della danza classica e a Vico Equense, porta di ingresso alla nostra costiera, è stato già scritto. Nei prossimi mesi, dovrò rifinirlo sul piano stilistico. Mi servono ancora tre mesi di lavoro. In ogni caso, sarà presentato, in anteprima nazionale, a fine luglio, nell’ambito del Social World Film Festival 2016, su iniziativa del brillante direttore della mostra cinematografica vicana, Giuseppe Alessio Nuzzo, in una sezione speciale, tra storia del cinema e storia della danza. La vicenda umana e artistica di donna Violetta sarà inquadrata nello scenario storico dell’immediato secondo dopoguerra e della guerra fredda. Come Lucio Dalla mi ha consentito di celebrare Sorrento, così Violetta Elvin mi consentirà di celebrare Vico Equense: la sua storia, le sue ricche tradizioni, e, naturalmente, le sue bellezze naturali, tra monte, collina, piano e mare. Con “Dance The Love - Una Stella a Vico Equense”, porto, quindi, a compimento “La Trilogia Sorrentina”, il mio atto d’amore verso la nostra bellissima terra. Completare la trilogia rappresenta, per me, un punto di arrivo, un traguardo. Un traguardo del cuore”.


Lauro, uno dei personaggi più amati e seguiti della Penisola Sorrentina, è reduce dallo straordinario successo del libro “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento”, che ha presentato in oltre venti occasioni, in Italia e all’estero, e dal quale sono nati, in itinere, ben altri due libri( “Lucio Dalla e San Martino Valle Caudina - Negli occhi e nel cuore” e “Lucio Dalla e Sorrento Tour - Le tappe, le immagini e le testimonianze”) e un docufilm (“Lucio Dalla e Sorrento - I Luoghi dell’Anima”) che rappresentano dei documenti unici e inediti sulla vita e sull’arte di Lucio Dalla. Racconta il professore a Carlo: “E’ stato un lavoro in progress, niente era stato programmato. Man mano che procedevo con le interviste, crescevano gli spunti e le suggestioni, si rischiaravano zone d’ombra, si svelavano episodi sconosciuti, si riesumavano autentiche magie sepolte dall’oblio. Dopo Sorrento, ho scoperto i legami di Dalla con un borgo sottomontano, San Martino Valle Caudina, con il mitico Gianni Raviele e con la sua meravigliosa famiglia. Un ponte ideale, del tutto ignoto, tra il blu del mare e il verde della montagna. A Sorrento, compone la canzone “Caruso”. A San Martino Valle Caudina, la canta, per la prima volta, davanti ad un vasto pubblico. Il 17 agosto 1986. E da quel pubblico, il suo pubblico, riceve la conferma del capolavoro: dalla gente semplice, ma intellettualmente colta della Valle Caudina. Ho presentato, nell’agosto 2015, il mio primo libro a San Martino Valle Caudina e ho ascoltato, quella sera, fatti nuovi, storie incredibili: i quattro concerti di Dalla, le sue amicizie locali, le fughe da Bologna per rifugiarsi in quel piccolo borgo, durante le feste comandate. Ci sono ritornato, un mese dopo, mosso solo dalla curiosità intellettuale, e ho intervistato, innanzitutto, l’ospitale famiglia Raviele-Russo. Ascoltavo i loro racconti e mi incantavo, sempre più. Tutto inedito, tutto sconosciuto. Amicizia, umanità, sentimenti veri, puliti, sinceri. Accoglienza familiare. Anche lì, Lucio trovava la famiglia, che gli mancava. Da quelle ulteriori rivelazioni, prende forma il libro e, con il libro, la cittadinanza onoraria, che grandemente mi ha onorato. L’avrebbe meritata, invero, più Dalla che io. Ma io l’ho accettata in suo nome e a lui l’ho dedicata. Un grande contributo mi è venuto dal sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, il quale, con il suo bel libro su Lucio bambino, mi ha illuminato sull’infanzia dell’artista, a Manfredonia. Un libro corredato da una galleria di fotografie stupefacenti, che mostrano come il genio creativo di Lucio fosse emerso fin dall’infanzia. Lucio era un bambino-prodigio. Tutte le tappe del tour del mio libro sono state incontri straordinari, con una partecipazione popolare, inattesa, emozionata, coinvolta, entusiasta, come al concerto di Ferragosto della band “The Sputos”, a Cingoli, che poi ho voluto a Sorrento per l’evento conclusivo del giro di presentazioni. Né posso dimenticare le testimonianze, a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, di padre Giovanni Bertuzzi, il confessore, e del professor Nicola D’Imperio, il medico personale. Le loro testimonianze costituiscono un vero scoop giornalistico. Mi ha poi commosso, e non mi capita di frequente, la manifestazione degli studenti del Liceo “Gaetano Salvemini” di Sorrento, al Teatro Delle Rose. Il mio antico liceo. Hanno costruito uno spettacolo meraviglioso di narrativa, di poesia e di musica. Merito anche della preside Patrizia Fiorentino e dei docenti, Antonino Siniscalchi e Marisa Cimmino. Il terzo libro, quello sul tour, viene fuori come risposta ad un interrogativo di Patrizia Fiorentino, quando, al Teatro delle Rose, non appena concluso lo spettacolo degli studenti, mi ha chiesto: “Come faremo, Raffaele, a non disperdere la memoria di questo evento educativo di buona scuola, un evento, per noi, storico?”. Patrizia mi fece riflettere. Così, non è andato disperso il ricordo di nessuna delle 21 tappe del tour”. Raffaele cerca di spiegare al suo interlocutore anche i motivi di tanto successo per la sua operazione su Dalla: “Il mio solo merito consiste nell’aver svelato, attraverso le testimonianze dei suoi amici di Sorrento, di San Martino Valle Caudina, di Manfredonia e di Barletta, un Dalla inedito e sconosciuto: il Dalla uomo, il Dalla poeta e, in particolare, il Dalla amante del Sud e delle sue tradizioni. Il mio principale obiettivo, restituire a Sorrento quanto spettava a Sorrento, nella vicenda umana e nell’opera musicale di Lucio Dalla, è stato conseguito. Con i miei tre libri su Lucio Dalla, come ha sottolineato Ermanno Corsi, nessuno potrà più ignorare Sorrento e la dimensione religiosa di Dalla, come fonti della sua ispirazione. Il successo popolare, comunque, non è dovuto a me, piuttosto alla sedimentazione popolare del patrimonio, poetico e musicale, di Dalla, amato, contemporaneamente, dagli anziani, dalle persone mature e dai giovani. L’opera di Dalla rappresenta, infatti, la colonna sonora di molte generazioni di italiani, un pilastro nella storia della musica italiana, un classico senza tempo. Io sono orgoglioso, comunque, di avere smontato banali interpretazioni, ripetute all'infinito, ricostruendo le vere fonti della sua poetica e della nascita del suo capolavoro”. Con particolare riferimento al rapporto dell’artista bolognese con Sorrento e i sorrentini: “Un rapporto”, piega Lauro, “che nasce dal senso di amicizia, di solidarietà, anche goliardica, e di signorilità, con il quale prima i fratelli Jannuzzi, Giovanni Russo, Angelo Leonelli e, poi, tutti i sorrentini, hanno accolto Lucio Dalla e che lui ha restituito, non soltanto nei suoi rapporti umani diretti, ma con la composizione di una canzone-capolavoro, che è diventata, insieme con “Torna a Surriento”, un inno della sorrentinità nel mondo. Lucio, a Sorrento, si sentiva di casa, non un ospite, non osservato, non giudicato, non infastidito, semplicemente amato, rispettato e accolto, come in una famiglia. Questo sentimento dell’accoglienza familiare, tipico dei sorrentini, lo gratificava, lo motivava, al punto da definire Sorrento “l’angolo vero della mia anima”. Un rapporto che, secondo il professor Lauro, funge anche da formidabile promozione del territorio: “La cultura, l’alta cultura, rappresenta il veicolo più efficace per il marketing territoriale, a livello internazionale. Sorrento si presta. E’ uno scenario incomparabile, con una storia turistica, unica al mondo. Storia, melodie, bellezze naturali, gastronomia, qualità dei servizi di accoglienza e di ospitalità. Basta essere solo più ambiziosi. L’attenzione alle mie iniziative si è tradotta, attraverso i media nazionali, in un potente fattore di attrazione. Il binomio Sorrento-Dalla si è ulteriormente consolidato nell’immaginario collettivo. Merito del sindaco Cuomo, che lo ha intuito dal primo momento, impegnandosi a continuare, in futuro, a celebrare Dalla, al di là dei miei libri e dei miei tour culturali, che sono da considerarsi conclusi, con gli appuntamenti di Manfredonia il 18 marzo, di Massa Lubrense, il 28 maggio e, forse, di Capri”.

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