venerdì 9 aprile 2021

Turismo, domani in piazza. Trasporto turistico tra i settori più penalizzati

E si comincia anche a parlare di date: il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ipotizza il 2 giugno 

Sorrento - Turismo. Da ieri l'obiettivo di riaprire sembra essere più vicino. Il settore più colpito dalla pandemia spera di salvare la stagione estiva. E si comincia anche a parlare di date: il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ipotizza il 2 giugno: «E la nostra festa nazionale e potrebbe essere una data delle riaperture per noi». Proprio ieri l'Istat ha scattato una nuova fotografia della crisi più nera della storia del turismo italiano (i viaggi degli italiani nel 2020 hanno toccato il loro minimo storico, 37 milioni e 527 mila con 231 milioni e 197mila pernottamenti, 44,8% per le vacanze e -67,9% per il business. Intanto, domani i lavoratori della filiera turistica scenderanno in piazza per denunciare lo stato di grave sofferenza del settore e sollecitare interventi immediati. In contemporanea, manifestazione alle ore 10 a Sorrento, Capri, Amalfi e Ischia. A Sorrento, in particolare, ci saranno lavoratori alberghieri, tassisti, Ncc, addetti di bar e ristoranti ma anche dello spettacolo e di tutte le categorie che ruotano intorno all'indotto turistico. In Costiera sorrentina il turismo occupa oltre 1'80% degli addetti totali. Tra i settori più penalizzati quello del trasporto turistico, che in Costiera conta circa 50 aziende di diverse dimensioni per un migliaio di addetti ed altrettanti automezzi. Da un anno tutti tristemente fermi. «Abbiamo dato fondo a tutte le nostre risorse - dice Emanuele Starace, amministratore della società Starbus e socio AssoBus - e continuiamo a indebitarci. Il nostro comparto vive una crisi senza precedenti, con ingentissime perdite.

La mia azienda quest'anno ha compiuto 30 anni di attività e mai avrei pensato che mi sarei trovato in questa situazione. Sarò costretto a vendere una parte degli automezzi - continua Starace - e rivedere la nostra offerta, in quanto tutti i mercati si sono azzerati». Le crociere sono ferme e gli arrivi internazionali sospesi, non partono gite scolastiche, bloccati tour religiosi, fiere e sagre. Finora il comparto ha beneficiato di pochissimi interventi mirati, con risorse inadeguate ed erogate con forte ritardo. «Da tempo lanciamo appelli alle istituzioni, Neppure il decreto sostegni ha previsto misure specifiche», sottolinea Starace. Ora i titolari di aziende di Ncc e bus turistici ci riprovano interessando i deputati Catello Vitiello e Maria Elena Boschi. «Ogni bus turistico costa circa 30 o 40mila euro - ricorda Alberino Pennino, presidente di AssoBus Italia - e ha una svalutazione annua di circa 30 o 40mila euro: e oramai stiamo fermi da quasi due anni. Affianchiamo il trasporto pubblico locale con specifici accordi, ma veniamo pagati dopo sei mesi e nel frattempo dobbiamo anticipare tutte le spese. Ci sono imprese storiche ormai sull'orlo del fallimento. Senza interventi straordinari il settore non sopravvivrà alla crisi».

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