Nei Comuni maggioranze e minoranze collaborino per superare la crisi nell'interesse di tutti
da Agorà
Sant'Agnello - "E' il momento di superare le divisioni tra i Comuni della Penisola e negli stessi consigli comunali. Congeliamo, per il tempo necessario, le divergenze e le differenze, costruiamo un patto tra tutti gli eletti nell'interesse del territorio. La crisi economica scaturita dall'emergenza sanitaria e gli effetti non ancora misurabili della guerra in Ucraina richiedono uno sforzo di Unità". Piergiorgio Sagristani, sindaco di Sant'Agnello, lancia un appello alle comunità della Penisola sorrentina per la costruzione di un progetto politico inclusivo ed aperto anche alle rappresentanze organizzate della società civile. Sindaco, perché sente l'urgenza di fare questo appello? Perché le circostanze lo richiedono. E’ in atto una crisi economico-sociale evidente e, poi, c'è quella sanitaria che speriamo sia in via di superamento, ma rispetto alla quale abbiamo il dovere della prudenza, per non parlare poi della guerra in corso in Ucraina i cui risvolti sono un'incognita carica di ombre. La stagione turistica sta per ripartire, non si rischia di drammatizzare? Ben venga la ripartenza e dobbiamo farci trovare pronti, utilizzando tutte le risorse presenti, a partire da quelle messe a disposizione dal PNRR. Ma il covid, com’è evidente, ha provocato un enorme trasformazione sociale che deve essere governata e lasciata a sè stessa. A cosa si riferisce? Basta guardare alle difficoltà nel reperire personale in taluni gangli della filiera turistica. Il trasferimento di know-how e competenze è un elemento su cui riflettere, cosi come la riconversione delle professioni in settori così delicati come quelli dell'accoglienza, dove il valore aggiunto è spesso e soprattutto la persona con il suo bagaglio di esperienze. In ogni caso, come è stato già detto, alcune rendite di posizione territoriali potrebbero essere in via di superamento, si aprono scenari competitivi e, con ogni probabilità, complessi.
Durante i periodi duri del lockdown ci hanno e ci siamo detti: nulla sarà come prima. Con l'auspicata ripresa potremmo confrontarci con momenti di incertezza. Inoltre, la competizione tra i territori riparte e noi dovremo offrire maggiori e migliori servizi. Trasporti efficienti, pedonalizzazione dei centri storici, riconversione all'insegna della "green economy. Come costruire una risposta per andare in questa direzione? unità del territorio della Penisola sorrentina sul piano amministrativo e delle stesse comunità, a partire anzitutto dai consigli comunali deve essere un impegno operativo. Tale principio va esteso anche ai corpi inter medi che, qui da noi, hanno una lunga tradizione, anche di presenza nel sociale come rappresentanza organizzata della società civile. Cosa intende? E' il momento di costruire ponti e non di alzare muri, altrimenti il male della divisione prenderà il sopravvento. Le divisioni tra i sindaci e nei consigli comunali, nella stessa società civile, devono essere congelate, per un periodo limitato, al fine di poter andare tutti uniti verso il rilancio. Dobbiamo unire le forze e collaborare. Tutte le energie, le idee, le intelligenze devono essere messe in circolo per costruire una rete propositiva e realizzativa. Il contributo di chiunque abbia qualcosa da dare non può essere rifiutato per partito preso sulla base della collocazione politica. Superiamo il detto: chi non sta con me è contro di me. Sindaco, perché tanta enfasi? Perché il momento difficile che stiamo vivendo è unico, ma anche le opportunità che si aprono sono uniche per risolvere i problemi che abbiamo. E dobbiamo utilizzare tutte le possibilità presenti, fino in fondo, e non possiamo permetterci di perdere tempo in polemiche divisive. Mette tanta fretta: cosa teme? Il ritorno all'austerità. Dal 1992 ci è stata imposta una sempre più progressiva disciplina di bilancio, prima dai mercati e poi dall’Europa. Scelte che ho vissuto come amministratore comunale e provinciale e so quanta fatica è stata fatta per strappare risorse per gli investimenti, facendo salti mortali quadrupli. Oggi, con il PNRR e con l'agenda europea 2020-2030, l'austerità si ferma, ritornano le opportunità per investire e migliorare le infrastrutture ed i servizi. E' una opportunità irripetibile da cogliere al volo e per capitalizzare al massimo il momento favorevole è necessario unire e non dividere le forze e gli sforzi. Poi, tornerà la norma dialettica, il confronto e lo scontro, necessario e sacrosanto in democrazia. Ma ora, fermiamo i pregiudizi e facciamo avanzare i progetti. In Europa prima che scoppiasse la guerra, altra incognita che grava sulle nostre economie, si era aperto un dibattito tra gli Stati che auspicavano un ritorno alle ferree discipline di bilancio e quelli che invocavano risorse per le economie colpite così duramente dalla crisi. Come calare i suoi propositi sul nostro territorio? L'Unione dei Comuni della Penisola può essere un primo importante passo per realizzare quest'obiettivo che nella prassi esiste già dall'inizio della pandemia. Da Vico a Massa Lubrense concordiamo, ormai da due anni, sulle principali linee di indirizzo a livello comprensoriale. Ora, è il momento di dare una veste giuridica a ciò che stiamo facendo da tempo. I grandi temi comprensoriali vanno gestiti dall'Unione dei Comuni: traffico, grandi eventi, trasporti, impianti a servizio dell' intera area per ridurre il consumo di suolo. In questi specifici ambiti il municipalismo esasperato e fine a se stesso è un danno perché i territori sono interconnessi. In ogni caso premessa per l'Unione dei Comuni deve essere, necessariamente, l'unione di intenti politica tra maggioranza e minoranza nei consigli comunali, ovunque ciò sia fattibile. Andiamo al pratico: a che punto siamo per realizzare l'Unione? In fase avanzata, la discussione è in corso, ma anche il lavoro operativo che coinvolge tutti i sindaci e le loro amministrazioni. Credo che lasceremo un segno importante se faremo tutto quanto è nelle nostre responsabilità di amministratori pubblici. A questo punto viene spontanea la domanda: unità d'intenti anche sul piano politico? Tra poco meno dieci giorni si vota per la Città metropolitana e già si è aperto il dibattito anche per il Parlamento. Lei cosa dice a riguardo? Per tutti i livelli istituzionali auspico la presenza di un rappresentante della Penisola. E' una esigenza irrinunciabile. Ragionare come territorio ci rende tutti più forti e competitivi e riconosce la dignità che questa terra merita. Che fare? Città Metropolitana, Regione e Parlamento, sono tre livelli di governo in cui dobbiamo essere presenti per tar valere le istanze dei nostri Comuni, altrimenti saremo fagocitati da realtà più grandi o più omogenee di noi. Il male della divisione è sempre in agguato e va respinto, ora più che mai.
Nessun commento:
Posta un commento