giovedì 10 marzo 2022

Vico Equense Pronto soccorso, il verdetto del Tar: «Chiusura giusta»

di Salvatore Dare da Metropolis 

Vico Equense - Nulla da fare. Il pronto soccorso dell'ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense resta ancora chiuso. La decisione, assunta dall'Asl Napoli 3 Sud nell'autunno 2020, oggi viene nuovamente confermata anche dal Tar della Campania che ha respinto il ricorso formulato dal Comune. L'amministrazione del sindaco Giuseppe Aiello, come già fatto dal precedente esecutivo guidato dall'ex primo cittadino Andrea Buonocore, aveva chiesto al tribunale di annullare quanto prima il provvedimento dell'azienda sanitaria diretta dall'ingegnere Gennaro Sosto. C'è di più: nonostante un'uscita social del consigliere regionale Valeria Ciarambino del Movimento Cinque Stelle, ad oggi non appaiono essere imminenti svolte per la riattivazione delle attività del pronto soccorso. Per ora, dunque, il reparto dell'ospedale De Luca e Rossano continua a essere off limits. Alcuni mesi fa, il Comune aveva deciso di trascinare nuovamente in giudizio l'Asl Napoli 3 Sud che, in piena seconda ondata, aveva deciso di fermare il pronto soccorso dell'ospedale cittadino a causa dell'incremento di contagi da Covid 19 e conseguenti ricoveri. Nel dettaglio, il piano dell'azienda prevedeva il trasferimento di personale medico ed infermieristico di Vico Equense presso altri ospedali specializzati nel trattamento dei pazienti risultati positivi. La riapertura, fu detto all'epoca, sarebbe stata concessa a pandemia conclusa. Anche se nei fatti, adesso, non è così: seppur il prossimo 31 marzo termini lo stato di emergenza sanitaria, l'Asl non appare intenzionata a riaprire il pronto soccorso di Vico Equense. Eppure l'amministrazione Aiello, aveva chiesto e ottenuto che l'azienda sanitaria depositasse agli atti ordini di servizio e risoluzioni organizzative «allo scopo di verificare che la necessità di ricollocare altrove il personale medico addetto al pronto soccorso di Vico Equense, per destinarlo verso le unità predisposte all'accoglimento dei malati gravi da Covid, avesse» praticamente «imposto la chiusura dello stesso pronto soccorso».


L'Asl aveva fornito la documentazione e il Tar aveva già, mesi fa, rigettato l'istanza per la sospensiva del provvedimento. Ora, entrando nel merito della causa, la prima sezione del tribunale amministrativo regionale spiega che «la decisione di chiudere temporaneamente il pronto soccorso s'inserisce nel più ampio contesto delle misure organizzative adottate, previo concerto con le autorità sanitarie regionali e in linea con il quadro normativo e regolamentare, per fronteggiare l'incremento della curva epidemica. I provvedimenti impugnati - scrivono i giudici - si spiegano con la necessità di dare un'efficace e rapida risposta alla grave situazione sanitaria emergenziale, al di fuori di una condizione di normalità, anche per gli aspetti normativi e programmatori. La temporanea chiusura del pronto soccorso, fermo rimanendo l'operatività del settore pediatrico e di quello ostetrico, risulta dunque funzionale al potenziamento della rete emergenziale di cui sopra, avuto riguardo anche alla circostanza che, già prima della fase di recrudescenza dell'epidemia, il presidio ospedaliero versava in condizioni altamente critiche, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità delle risorse umane».

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