martedì 18 novembre 2025

Vico Equense. Santissima Trinità e Paradiso, la sfida di Gennaro Cinque: «Un motore di cultura e formazione»

Vico Equense - Da oltre vent’anni il destino del Complesso Monumentale della Santissima Trinità e Paradiso resta sospeso tra burocrazia, rimpalli istituzionali e tentativi politici rimasti incompiuti. Gennaro Cinque - consigliere regionale uscente, già sindaco di Vico Equense e oggi candidato al Consiglio regionale della Campania con la Lega - torna a rilanciare il tema come una delle priorità della sua agenda, dopo il recente incontro a Roma con il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Gennaro Cinque, lei torna a parlare del Complesso Monumentale della Santissima Trinità e Paradiso. Perché è ancora oggi un tema centrale della sua azione politica? «Perché è una ferita aperta da oltre vent’anni. Parliamo di un bene storico unico, che potrebbe essere il motore culturale e formativo dell’intera area costiera. E invece è rimasto imbrigliato in passaggi burocratici infiniti. Quando ero sindaco mi sono battuto per l’acquisizione al patrimonio comunale, e la stessa battaglia l’ho portata avanti in Regione. Oggi credo che ci siano, finalmente, le condizioni giuste per chiudere il cerchio». In che senso oggi il contesto sarebbe più favorevole rispetto al passato? «Perché il percorso coinvolge due ministeri chiave - Istruzione ed Economia - e in questa fase politica c’è un’interlocuzione più diretta. Ho incontrato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini proprio per spiegare che questa non è una questione locale, ma un tassello importante di un progetto culturale più ampio. Ho trovato ascolto e la sensazione che si possa accelerare davvero». L’obiettivo è evitare la vendita del complesso? «Evitarla e trasformare finalmente la struttura in un luogo della comunità. Non può finire nelle mani sbagliate un patrimonio del genere. È nato per essere un centro di formazione, di sapere, di apertura. Possiamo farlo tornare a quel ruolo e aggiungerne di nuovi: un polo mediterraneo per cultura, ricerca, eventi, arti. I Comuni devono poter essere garanti di questa visione».

 

Perché questo dossier, tra tanti, è diventato uno dei motivi del suo avvicinamento alla Lega? «Perché ho trovato un atteggiamento pragmatico. Mi interessa parlare con chi è disposto a intervenire, non a rimandare. Quando ho portato questo tema al tavolo nazionale ho avuto la percezione di una volontà concreta di risolvere, non solo di ascoltare. Per me questa è politica: affrontare gli impasse che si trascinano da anni e provare a scioglierli». Lei è candidato alle regionali del 23 e 24 novembre. Che ruolo avrà la Regione, se venisse confermato in Consiglio? «La Regione può essere un facilitatore decisivo. Già nella scorsa legislatura ho sostenuto iniziative per accompagnare l’iter, ma da solo non basta: serve un asse istituzionale forte tra Comune, Regione e Governo. Se i ruoli dialogano, la procedura si chiude in pochi mesi; se ognuno resta nel proprio recinto, continueremo a rimanere fermi come negli ultimi vent’anni». Che cosa si immagina per il futuro del Complesso della Trinità? «Un luogo vivo, frequentato da studenti, ricercatori, associazioni, cittadini. Un modello simile ai grandi centri culturali europei, ma con l’identità mediterranea che appartiene alla nostra terra. Il punto non è solo “salvare” il complesso, ma dargli una funzione contemporanea. Questo significherebbe generare cultura, economia e opportunità per i giovani. È una sfida che vale un’intera legislatura».

Nessun commento: