Vico Equense – Ieri il quotidiano Metropolis ha dedicato la pagina della penisola sorrentina al binomio medici e politica. Lello Esposito assessore della Giunta Cinque è il nuovo Primario di radiologia del presidio ospedaliero Vico Equense – Sorrento. Esposito è stato nominato assessore su richiesta del commissario politico della DC per le Autonomie dott. Giuseppe Scaramellino. La DC per le autonomie punta a rappresentare una "terza identità", un ritorno alle ideologie del passato ritenute ancora valide. Alle scorse elezioni vota Paolo Cirino Pomicino, che diventa Deputato e punto di riferimento in Campania, pur avendo due condanne definitive: un anno e otto mesi per una tangente Enimont, e due mesi, patteggiati, per corruzione nel processo per i fondi neri dell´Eni. Secondo le nostre regole, se un parlamentare è stato condannato per un reato, può serenamente esercitare.
Sant’Agnello – Piergiorgio Sagristani medico, ricopre importanti incarichi politici: assessore Provinciale alle politiche sociali, assessore per l’attuazione del programma al Comune di Sant’Agnello e esponente di spicco del PD. Alla domanda dell’intervistatore sulla situazione del partito democratico in penisola sorrentina, Sagristani dice: “Mah …da un lato siamo felici che, nonostante il risultato nazionale e regionale negativo, in penisola c’è stato un aumento 10%. Dall’altro sappiamo benissimo che questo non basta. Dobbiamo lavorare ancora molto per il partito e far si che la gente si avvicina al PD, ne sia coinvolta e partecipi attivamente. La penisola, si sa, è un territorio molto moderato ed è per questo che mi auguro che, come sta accadendo a livello regionale e nazionale, ci sia un avvicinamento con l’UDC. Può essere la base giusta per un progetto nuovo e condiviso. Sinceramente ho fiducia nella nuova segreteria provinciale e regionale. Nicolais è stato qui nei giorni scorsi e vuole che lavori fattivamente al progetto del PD campano anche per superare le lacerazioni interne che fanno
solo male al partito. Nel prossimo futuro mi auguro di poter soddisfare la sua richiesta e di lavorare per la crescita del PD”.Nel dibattito politico e nel confronto in atto nel Pd Enrico Letta, in un’intervista al Messaggero, ha sostenuto che «l’antiberlusconismo è stato definitavamente archiviato, per il semplice motivo che non vinceremo più con l’antiberlusconismo» perché «tutti si stanno interrogando sul post-berlusconismo e noi dobbiamo essere tra quelli». Dopo aver rilevato che il Pd è troppo «da salotto», ha ammonito: «Dobbiamo essere meno intellettuali e farci capire di più dalla gente», serve un Pd «nazionalpopolare», occorre «fare un’opposizione netta e intransigente sulle cose concrete» ma ricordando che è «fondamentale l’appello al dialogo per le riforme del presidente Napolitano», chiudendo le porte verso la sinistra e dischiudendole «al centro» ma senza «forzare la mano» all’Udc.