Vico Equense - Migliaia di spettatori, nonostante il percorso rivisitato rispetto a quello tradizionale per la chiusura della galleria di Seiano, ieri pomeriggio hanno affollato le strade cittadine al passaggio delle Pacchianelle, il presepe vivente itinerante che dal 1909 rappresenta uno degli appuntamenti più suggestivi della Terra delle Sirene. Trecento i figuranti dell’edizione 2010 caratterizzata da una grande partecipazione di insegnanti e alunni del primo circolo didattico, dai cantori dell’associazione Aequana, e da gruppi di partecipanti che hanno dato vita a degli autentici quadri viventi come quelli dei pastori dell’anno zero, ovvero con costumi ispirati all’epoca di Gesù, mentre è noto che le Pacchianelle si rifanno alla tradizione contadina e a quella del presepe napoletano. Molto applaudito il passaggio del gruppo dei figuranti del circolo Carlo Bosano di Bonea che hanno presentato una inedita scenografia con circa cinquanta figuranti che hanno portato con loro forme di pane nelle fogge e nelle forme più fantasiose inseriti in capienti cesti realizzati anch’essi con il fondamentale alimento. Altra novità di quest’anno la presenza degli «incensieri» che hanno reso più regale il passaggio della Sacra Famiglia con il Bambinello portato sul tradizionale trono dai pescatori che hanno sfilato a piedi nudi nonostante le strade bagnate dalla pioggia della mattinata. Il corteo delle Pacchianelle, fondato da fra Pasquale Somma, è organizzato dai padri minimi del convento di San Vito, in collaborazione con il comitato Amici delle Pacchianelle, il patrocinio del Comune di Vico Equense e della Azienda di Turismo ed il sostegno dell’Istituto Banco di Napoli-Fondazione. La manifestazione, con il passaggio di nove giovani contadinelle, decine di pastorelli con caprette e pecore e numerose Pacchiane e Pacchianelle, bambine in abiti pastorali, ispirata al classico presepe napoletano. Al rientro del corteo nella chiesa di San Vito ha avuto luogo la scena dell’adorazione dei Re Magi. (Umberto Celentano il Mattino)
giovedì 7 gennaio 2010
Pacchianelle, a migliaia per la parata
Vico Equense - Migliaia di spettatori, nonostante il percorso rivisitato rispetto a quello tradizionale per la chiusura della galleria di Seiano, ieri pomeriggio hanno affollato le strade cittadine al passaggio delle Pacchianelle, il presepe vivente itinerante che dal 1909 rappresenta uno degli appuntamenti più suggestivi della Terra delle Sirene. Trecento i figuranti dell’edizione 2010 caratterizzata da una grande partecipazione di insegnanti e alunni del primo circolo didattico, dai cantori dell’associazione Aequana, e da gruppi di partecipanti che hanno dato vita a degli autentici quadri viventi come quelli dei pastori dell’anno zero, ovvero con costumi ispirati all’epoca di Gesù, mentre è noto che le Pacchianelle si rifanno alla tradizione contadina e a quella del presepe napoletano. Molto applaudito il passaggio del gruppo dei figuranti del circolo Carlo Bosano di Bonea che hanno presentato una inedita scenografia con circa cinquanta figuranti che hanno portato con loro forme di pane nelle fogge e nelle forme più fantasiose inseriti in capienti cesti realizzati anch’essi con il fondamentale alimento. Altra novità di quest’anno la presenza degli «incensieri» che hanno reso più regale il passaggio della Sacra Famiglia con il Bambinello portato sul tradizionale trono dai pescatori che hanno sfilato a piedi nudi nonostante le strade bagnate dalla pioggia della mattinata. Il corteo delle Pacchianelle, fondato da fra Pasquale Somma, è organizzato dai padri minimi del convento di San Vito, in collaborazione con il comitato Amici delle Pacchianelle, il patrocinio del Comune di Vico Equense e della Azienda di Turismo ed il sostegno dell’Istituto Banco di Napoli-Fondazione. La manifestazione, con il passaggio di nove giovani contadinelle, decine di pastorelli con caprette e pecore e numerose Pacchiane e Pacchianelle, bambine in abiti pastorali, ispirata al classico presepe napoletano. Al rientro del corteo nella chiesa di San Vito ha avuto luogo la scena dell’adorazione dei Re Magi. (Umberto Celentano il Mattino)
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