Regione Campania - Il caso P3 irrompe in Consiglio regionale. Oggi pomeriggio il presidente della giunta Stefano Caldoro relazionerà in aula sulla nomina di Vito Amendolara, entrato nell´esecutivo come nuovo assessore all´Agricoltura al posto di Ernesto Sica, il sindaco di Pontecagnano e titolare della delega all´Avvocatura costretto alle dimissioni perché risultato coinvolto nel complotto contro il governatore. Il Pd ha annunciato una mozione e di sicuro Caldoro, quando prenderà la parola davanti all´assemblea del Centro direzionale, affronterà i nodi della vicenda finita al centro dell´inchiesta condotta dalla Procura di Roma. Affermano Giuseppe Russo e Enzo Amendola, rispettivamente capogruppo e segretario regionale dei democrat: «Ci aspettiamo che il governatore mostri un alto profilo istituzionale. La mozione impone risposte chiare e una piena assunzione di responsabilità da parte del presidente». Le implicazioni politiche dell´indagine investono in pieno il Pdl. La seduta del Consiglio arriva anche a 48 ore dallo strappo fra Caldoro e l´altro indagato “eccellente” dell´indagine, il coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino, a sua volta ritenuto dagli inquirenti coinvolto nel piano per bloccare con un dossier fasullo la candidatura di Caldoro verso Palazzo Santa Lucia. Cosentino si è difeso sabato per quattro ore davanti ai magistrati, quindi ha aggiunto di aver scelto Caldoro come candidato insieme al partito. «La scelta è stata di Berlusconi», ha replicato il governatore. Il solco fra i due appare profondo. È ancora presto per capire se avrà successo l´opera di mediazione avviata dai “pontieri” Fulvio Martusciello, capogruppo del Pdl, e Gennaro Salvatore, consigliere e fedelissimo di Caldoro. Martusciello getta acqua sul fuoco: «Innanzitutto bisogna restare al regolamento e discutere solo del gradimento sulla nomina di Amendolara. E comunque quando il Pd sostiene che il presidente della Regione non può governare perché il coordinatore del partito non gli è favorevole, rispondo che Antonio Bassolino è rimasto governatore per due anni con un segretario nazionale che ne sollecitava le dimissioni». Martusciello invita il partito a «ritrovare lo spirito della campagna elettorale, quando tutti hanno sostenuto compatti la candidatura di Stefano». Anche Italo Bocchino, deputato e leader dei finiani, invita il Pdl regionale e nazionale «a stringersi attorno a Stefano Caldoro, che è stato eletto con numeri importanti e deve andare avanti». Poi però lancia l´ennesima stoccata a Cosentino e Berlusconi: «Serve un´iniezione di fiducia interna che passa per un cambio a livello regionale e una posizione più netta a livello nazionale. Fino a questo momento il premier è apparso troppo cerchiobottista». (di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli)
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