Giovane Italia: sono nostri, lui vale più del partito
Regione Campania - È un «Cosentino fan club» del manifesto. È bastato che il finiano Fabio Granata, vice presidente della Commissione parlamentare Antimafia, invocasse l'intervento della magistratura, per portare alla luce gli autori dei circa mille manifesti apparsi giovedì a Napoli a sostegno dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino. Sono stati i Giovani del Pdl, riuniti sotto la sigla «Giovane Italia», a raccogliere adesioni di «privati cittadini», dicono, e fondi ad hoc (circa 500 euro) per quei manifesti di solidarietà a Cosentino. I manifesti escono dall’anonimato, visto che della sigla dei giovani pidiellini non v'era traccia: «Ma i colori del manifesto sono quelli del partito...». Una scelta, quella dell'anonimato, che ha scatenato polemiche fino a indurre Granata a sollevare in modo esplicito sospetti sull'origine delle affissioni. Così, ecco i Cosentino-boys uscire allo scoperto: «Non pensavamo di scatenare tante polemiche - racconta Gianfranco D'Alessandro, coordinatore regionale di Giovane Italia - Il nostro è stato un gesto sull'onda dell'emozione, dettato dal momento». Un momento che ha visto i giovani pidiellini riunirsi attorno all'ex sottosegretario, andando oltre i confini della militanza di partito perchè «lui è il nostro leader assoluto». E spiega ancora d’Alessandro: «Non siamo soltanto noi giovani a dimostrargli solidarietà, ci sono persone della società civile, semplici simpatizzanti, persone che si identificano nelle azioni politiche di Cosentino, ma magari non nel partito. Persone che hanno militato accanto a lui anche in passato». Un partito fuori dal partito, dunque, creatosi in poche ore per sostenere specificamente il coordinatore campano del Pdl. Una fronda interna, il cui messaggio è chiaro: Cosentino vale più del partito. Da qui il dubbio di una certa distanza tra gli stessi esponenti di Giovane Italia e il governatore Caldoro, i cui rapporti con Cosentino restano precari. Su questo però gli azzurrini chiariscono, pur senza negare il legame particolare con il loro leader: «Caldoro è stato il candidato del Pdl ed è il governatore. E con Cosentino guiderà il processo di rinnovamento. D'altra parte la pensa così anche il premier». Infine una stoccata al finiano Granata: «A lui diciamo che i manifesti non sono stati firmati proprio perchè abbiamo rispetto di quella minoranza giustizialista che sembra aver inquinato anche il nostro movimento giovanile a livello campano». (Livio Coppola il Mattino)
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