Regione Campania - Un manifesto in stile «estrema destra», con una sigla che appare ai più inedita e di dubbia paternità. Nuove affissioni ieri a Napoli a sostegno di Nicola Cosentino, coordinatore campano del Pdl, dimessosi da sottosegretario all’economia dopo il presunto coinvolgimento nella loggia P3, che avrebbe tramato un complotto ai danni del governatore Stefano Caldoro. Dopo i primi manifesti blu, apparsi nella giornata di mercoledì nel centro cittadino, poi rivendicati dai giovani del Pdl, ecco giungere un nuovo messaggio di difesa del politico casertano. Un testo più lungo e più argomentato, che richiama i successi elettorali dello stesso Cosentino, accreditandogli addirittura la sconfitta di «un trentennio di dittatura catto-comunista che ha trascinato sia la Regione Campania che la Città di Napoli al più completo sfascio socio-economico». La dicitura fa pensare ad una matrice di estrema destra, ipotesi confortata dallo sfondo nero con scritte gialle, simili a quelle di altri movimenti della stessa area. Ma la firma a piè di manifesto coincide con quella di un blog, «Popolo e Libertà 2010», presente su internet da pochi giorni. Nessun riferimento on line sui referenti del movimento, nessun altro messaggio oltre a quello poi trasformato nell’immagine delle affissioni viste ieri in diverse zone del centro. «Attenzione, Cosentino viene colpevolizzato e attaccato - si legge sul teso in giallo e nero - perchè è riuscito a vincere laddove gli altri hanno miseramente fallito, e perchè ha condotto tutto il centro destra alla vittoria sia della Provincia che della Regione». Segue poi un incitamento all’ex sottosegretario, relativo ad un impegno per le comunali in programma a metà 2011. Mistero, fino a ieri sera, sui committenti. «Sicuramente si tratta di un messaggio di sostegno al di fuori del Popolo della Libertà - dicono dagli ambienti vicini al coordinatore del Pdl - A memoria vengono in mente una serie di movimenti che già nel 2007, quando il centrodestra andò a manifestare sotto palazzo Santa Lucia contro Antonio Bassolino, si unirono a quel corteo attraverso lo slogan Popolo e libertà». Il riferimento sarebbe dunque quello a gruppi organizzati extra-partito, presenti nelle zone popolari della città. Ma in molti non sono convinti. «Conosciamo bene le sigle presenti in città - dicono dal Sindacato Azzurro - e una come quella vista su questi manifesti non la ricordiamo. Probabilmente è stata creata per l'occasione». Stesso parere viene da alcuni esponenti della vecchia destra, che vedono solo «similitudini con colori e simboli di gruppi del passato». (Livio Coppola il Mattino)
Nessun commento:
Posta un commento