giovedì 4 agosto 2022

Pozzano, torna l’incubo. Lesioni nei pilastri

Nel 1997 la frana spazzò via la vita a 4 persone, oltre 22 rimasero ferite. Segnalati fenomeni di degrado nelle strutture di sostegno sulla Statale 

di Mauro De Riso da Metropolis 

Vico Equense - Fu realizzato venti anni fa per mettere al riparo le auto dal possibile distacco di frammenti rocciosi, dopo la strage causata dalla frana sulla statale sorrentina. Un "ponte-barriera", nel luogo in cui il costone maledetto si era sbriciolato la sera del 10 gennaio 1997, portandosi via quattro vite umane. Ma ora quel tratto di statale sorrentina torna a far paura. I tecnici del Comune di Vico Equense hanno infatti evidenziato la presenza di «fenomeni di degrado e lesioni dei pilastri di sostegno» della galleria al confine con Castellammare di Stabia. Il tutto documentato in una nota protocollata il 7 luglio scorso dal tecnico intervenuto in loco, che trova conferma anche in una successiva relazione del comando di polizia municipale, per evidenziare «l'urgenza di intervenire mediante verifica della suddetta struttura». Un messaggio recepito dall'amministrazione comunale vicana, che ha provveduto ad individuare un tecnico per la «verifica tecnica delle condizioni di stabilità e del livello di deterioramento dei materiali dei pilastri di sostegno della galleria paramassi» e l’eventuale «individuazione degli interventi per la messa in sicurezza» del ponte. Un incarico professionale da 12mila euro, assegnato all'ingegnere Raffaele Cannavale, che include anche la redazione di una progettazione per la messa in sicurezza dei pilastrini monolitici di raccordo delle ringhiere di alcuni slarghi nel centro storico. Passa quasi sotto traccia, nella determina di affidamento del dirigente, il potenziale pericolo per le auto che sfrecciano sulla statale Sorrentina attraversando il ponte ammalorato, su quei cento metri di asfalto che in una gelida e piovosa notte invernale di 25 anni fa furono sommersi dalla frana.

  Tonnellate di fango e detriti, da cui furono tratti in salvo 22 feriti, mentre in quattro persero la vita. Tra questi anche Raul, 34 anni, che aveva appena saputo della nascita di suo figlio e si stava recando in ospedale per incrociare per la prima volta gli occhi del suo bambino, cosi simili ai suoi. Un destino beffardo glielo ha impedito, spegnendo il suo sguardo sotto quella valanga di terra e pietre. In dieci finirono sotto inchiesta per quella tragedia, tra cui nove ex assessori regionali, tutti assolti cinque anni dopo la strage. Una morte impunita. Mentre il brontolio della montagna risuona ancora nelle notti piovose, in cui talvolta il costone finisce ancora per sbriciolarsi ma i detriti restano imprigionati nelle reti di protezione. Sarà l'ingegnere Cannavale a redigere la relazione da cui si evincerà se sussistono reali condizioni di pericolo derivante dalle lesioni sui pilastri della galleria. Un documento che avrà carattere di urgenza, i cui effetti potrebbero rivelarsi pesantissimi anche per la viabilità in costiera nei prossimi mesi. Ancor più in inverno, quando le piogge torrenziali torneranno a "mettere alla prova" un costone su cui permane il rischio idrogeologico, per mitigare il quale poco (o nulla) è stato fatto negli ultimi due decenni.

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