giovedì 4 agosto 2022

Grazie all’Amministrazione Balducelli il Comune di Massa Lubrense rischia la bancarotta per un risarcimento di 15 milioni di euro

A seguito di quanto stabilito dal Tribunale delle Imprese, Palazzo Vescovado ha già versato 1 milione di euro dei cittadini massesi all’A&G, società incaricata di gestire la riscossione dei tributi comunali 

Massa Lubrense - Un milione di euro. Ovvero circa 200 euro per ogni famiglia di Massa Lubrense. È questa la somma che il Comune è stato costretto a versare all’A&G, la società incaricata di gestire per conto di Palazzo Vescovado la riscossione dei tributi comunali. “Si tratta del debito più alto della storia del Comune di Massa Lubrense mai riconosciuto” denuncia Azione in Comune. Ma questa non è l’unica notizia negativa per le tasche dei contribuenti massesi, commenta l’associazione politica, sociale e culturale. La stessa società ha infatti instaurato un contenzioso con l'Ente comunale con cui si chiede al giudice la bellezza di circa 15 milione di euro. Questo preoccupante scenario è stato delineato, in maniera chiara e documentata, nel corso dell’ultimo consiglio comunale da Michele Pollio, consigliere d’opposizione di “Azione in Comune” che nel corso del suo intervento ha evidenziato la drammaticità della circostanza, imputando la responsabilità di questa situazione all’amministrazione Balducelli. Sindaco e assessori e funzionari, infatti, non avrebbero esercitato i controlli e le prerogative di competenza sull'attività della società per cui il rischio che il Comune possa risultare soccombente, almeno in parte, nel giudizio rappresenta una seria minaccia alla sua stabilità economico-finanziaria e al mantenimento degli equilibri di bilancio.


 

Nel consiglio comunale pre-ferie la denuncia del consigliere Pollio ha aperto scenari per il momento imprevedibili sulla tenuta finanziaria del Comune, per cui val la pena soffermarsi sul ragionamento che l'esponente della minoranza ha sviluppato: “Un milione di euro è la cifra che i cittadini di Massa Lubrense sono stati costretti a pagare a un’azienda privata nell’aprile del 2022 a causa della malagestione amministrativa della Giunta Balducelli: la media di circa 200 euro a famiglia! È il debito più alto della storia del Comune di Massa Lubrense mai riconosciuto. Soldi che potevano e dovevano essere spesi per servizi di pubblica utilità, come la manutenzione delle strade, il trasporto cittadino o la mensa dei ragazzi", spiega il consigliere di opposizione. Nel mirino è finito il contratto con l'A&G "...che ha chiesto al giudice di condannare il comune a pagare quasi 15 milioni di euro! Se il comune venisse condannato a pagare anche solo una parte di questa cifra immensa…si rischierebbe la bancarotta. Ma come si è arrivati a questo punto? Era il 2013 quando l’amministrazione Gargiulo avviò la procedura per individuare una società privata che per 7 anni potesse supportare il comune nella gestione delle entrate, al fine di velocizzare le pratiche, ridurre l’evasione e rendere più virtuoso il processo di recupero crediti”, continua l’esponente di Azione in Comune. “La gara venne vinta da un raggruppamento di imprese proprio pochi giorni prima delle elezioni del 2015 che decretarono la vittoria del Patto con la Città - continua il consigliere Pollio - appena insediata Giunta Balducelli iniziò a stravolgere l’accordo interloquendo solo con A&G, la capogruppo dell cordata, eliminando dal contratto tutte le attività correlate al condono edilizio. Questa società sfornava atti, a mio avviso, totalmente sballati, con contribuenti vessati per pochi centesimi o per un solo giorno di ritardo, mentre alcuni adempimenti previsti dal contratto non venivano eseguiti (per esempio, la riscossione coattiva) con un inspiegabile lassismo da parte del comune: nessun componente della giunta, infatti, ha mai contestato nulla alla società”. L'esponente di opposizione evidenzia la criticità della situazione venutasi a creare nel comune: "...la confusione regnava sovrana: per esempio l’A&G operava a seguito dell’assunzione di personale per cui non c’è mai stata alcuna traccia di un bando pubblico di selezione. La luna di miele tra la società e il Comune di Massa Lubrense termina nel 2019: i contribuenti iniziano a pressare l’amministrazione perché si vedono contestare una marea di atti assurdi, l’A&G comincia a battere cassa, inviando fatture che il Comune non intende pagare; la società per ripicca non rinnova i contratti ai dipendenti e così salta il banco. L’amministrazione decide di rescindere il contratto unilateralmente”. Si giunge così al primo round vinto dall'A&G nei confronti del Comune: "Nel dicembre del 2020 il Tribunale delle imprese di Napoli ingiunge al comune di Massa Lubrense di pagare all’A&G 1 milione di euro poiché l’amministrazione Balducelli non ha mai spiegato formalmente il motivo per cui diverse fatture venivano respinte. Dopo quasi due anni, nonostante le pressioni di Azione in Comune, non è stato riconosciuto il debito fuori bilancio. Avevamo invitato il Comune ad avviare una procedura che consentisse di rateizzare il debito, ma nulla di questo è stato fatto…e ora l’A&G ha prelevato 1 milione di euro di soldi pubblici dalle casse comunali. Si è aperto un contenzioso tra il Comune e la società privata … ma per ora questo contenzioso ha comportato solo un aumento della spesa pubblica, poiché il Comune ha dovuto investire oltre 20mila euro in spese legali, ed altri fondi per la CTU, pertanto, vedremo come andrà a finire". “A seguito di questo sfacelo, sindaco, vicesindaco e assessore al bilancio dovrebbero quantomeno chiedere scusa ai cittadini di Massa Lubrense che stanno già pagando il conto di questa follia per una media di ben 200 euro a famiglia. Avremmo potuto usare questi soldi per servizi di pubblica utilità, ovvero per le strade, la mensa dei ragazzi, il trasporto degli alunni…e invece abbiamo preferito darli alla A&G. Le chiare responsabilità politico-amministrative della giunta Balducelli non possono ricadere impunemente sulle spalle dei cittadini massesi: è giusto che siano loro a farsi carico delle nefaste conseguenze del loro stesso operato", conclude Michele Pollio di Azione in Comune.

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