di Adolfo Pappalardo - Il Mattino
«In vantaggio? Bisogna stare attenti sino all'ultimo ma almeno ora il governatore De Luca lavora con la coalizione contro il centrodestra», ragiona Clemente Mastella, leader di Noi di Centro. Mastella mancano meno di venti giorni al voto: come sta andando la campagna elettorale? «A me personalmente non piace proprio: uno stile diverso da quello per me tradizionale con cui sono abituato da sempre a competere». In che senso? «Io sono legato ad una campagna che prevede tra avversari il confronto tra le proposte ed i programmi. Stavolta invece noto come tutto si svolga solo con contumelie e offese personali. Anche su mio figlio Pellegrino. Una vera tristezza». Immagino ce l'abbia con Forza Italia. «Quel partito non lo capisco proprio più. C'è stato un tempo in cui Silvio Berlusconi nonostante ricevesse attacchi durissimi di tutti i tipi ha sempre trattato con grandissimo rispetto gli avversari. Ora invece tutto si è imbarbarito: che tristezza». Non è che non si hanno progetti da proporre e per questo si passa solo agli attacchi? «Guardi non scenderò mai ai loro livelli: sarebbe offensivo, quasi luciferino, affermare le proprie idee sottolineando l'inadeguatezza di quelle degli altri. Quindi mi fermo qui ma non posso non affermare come un partito che si professa sempre moderato, in realtà tale non è. Perché se sei moderato non puoi sparare contumelie a gettito continuo. Anche per questo ho scelto il centrosinistra, che vinca o perda, sto qui dove sono per aiutare a determinare la condizione che manca in questa coalizione».
Quale condizione? «La vittoria è possibile perché ci siamo noi centristi: un gruppo di forze moderate come noi o i socialisti. Altrimenti anche qui sarebbe stata una sconfitta irreparabile». Teme ancora una remuntada come diceva allarmato qualche settimana fa? «Qui in Campania avevamo uno scenario pericolosissimo per il centrosinistra: il governatore uscente attaccava il candidato presidente della coalizione un giorno sì e l'altro pure. Come se l'avessi scelto io e non il Pd. E mi spieghi cosa avrebbe dovuto pensare un elettore campano?» La scorsa settimana hanno fatto pace come ha visto lei che era alla mostra d'Oltremare. «Sì, per fortuna hanno riposto la spada nel fodero. Ma sino ad allora ho assistito a cose che non avevo mai visto in vista mia. Perché puoi, all'interno della coalizione, discutere prima o dopo ma non in campagna elettorale». Il mediatore è stato Piero De Luca come auspicava lei. «L'ha fatto con grande buonsenso e grande capacità: bravo!». Quindi la campagna elettorale è in discesa? «Come diceva Boškov "è gol quando palla entra in rete". Bisogna stare sempre attenti, mai dare nulla per scontato e lavorare sino all'ultimo secondo. Anche perché per settimane non c'era ancora il candidato del centrodestra ma oggi non è così. Ma sono fiducioso nel lavoro che farà Vincenzo De Luca: lo conosco bene e penso che tutto possa volere tranne che Edmondo Cirielli si insedi sul suo territorio. E andrà avanti contro il centrodestra». Come si sta muovendo Roberto Fico? Lei l'altro giorno ne elogiava i modi dandogli la patente del democristiano. «Ne apprezzo la mitezza politica, tipica della ragionevolezza della Dc. Ma mi fermo qui perché non vorrei che un complimento del genere gli possa creare qualche problema da parte di qualche grillino: tipo l'ex sindaca di Torino». Giuseppe Conte sarà nel Sannio: vi vedrete? «Sarà a Pietrelcina ed è un incontro con un'impronta partitica, naturale non sia stato invitato. Ma se passa per Benevento sono felice di incontrarlo».

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