Oggi ricorre il nono anniversario della scomparsa del leader del Partito socialista italiano, Bettino Craxi. Numerose le delegazioni presenti ad Hammamet di movimenti e associazioni politiche che si sono recate in visita alla famiglia, presenti la vedova Anna e i figli Stefania e Bobo. In mattinata verrà celebrata la cerimonia di commemorazione presso il cimitero cattolico della città. Bobo Craxi ha ricevuto una telefonata da parte della vedova del leader palestinese Yasser Arafat, nel corso della quale è stato ricordato il grande impegno comune dei due leader in favore della pace. Soha Arafat ha voluto così dimostrare la propria vicinanza alla famiglia Craxi. Il Segretario del Partito Socialista Riccardo Nencini in una nota afferma che: "Le commemorazioni da sole non servono. La miglior forma di commemorazione è prendere dalle persone, dalla storia che si vuol commemorare, le ragioni per le quali noi le commemoriamo. Ora per Bettino Craxi- osserva Nencini - furono molte ma tutte racchiuse in unico ingrediente: la tenacia verso l'innovazione, la tendenza a girare come un calzino una sinistra che era ancora, prima con Berlinguer e ancor più con Natta, largamente anche sul piano culturale comunista. Questa aggiunge il leader del partito- è una delle ragioni che ci hanno portato ad organizzare una commemorazione ufficiale da parte del Partito Socialista per il giorno sabato 24 prima di un'importante riunione del Consiglio Nazionale del Ps. La rivoluzione copernicana di Craxi operata a sinistra è a mio avviso la funzione che va riscoperta e portata avanti - conclude Nencini - per introdurre elementi innovativi in una sinistra che, così com'è, non è in grado di essere competitiva con questa destra e con quella che verrà".
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lunedì 19 gennaio 2009
La Figlia di Arafat telefona a Bobo Craxi.
Oggi ricorre il nono anniversario della scomparsa del leader del Partito socialista italiano, Bettino Craxi. Numerose le delegazioni presenti ad Hammamet di movimenti e associazioni politiche che si sono recate in visita alla famiglia, presenti la vedova Anna e i figli Stefania e Bobo. In mattinata verrà celebrata la cerimonia di commemorazione presso il cimitero cattolico della città. Bobo Craxi ha ricevuto una telefonata da parte della vedova del leader palestinese Yasser Arafat, nel corso della quale è stato ricordato il grande impegno comune dei due leader in favore della pace. Soha Arafat ha voluto così dimostrare la propria vicinanza alla famiglia Craxi. Il Segretario del Partito Socialista Riccardo Nencini in una nota afferma che: "Le commemorazioni da sole non servono. La miglior forma di commemorazione è prendere dalle persone, dalla storia che si vuol commemorare, le ragioni per le quali noi le commemoriamo. Ora per Bettino Craxi- osserva Nencini - furono molte ma tutte racchiuse in unico ingrediente: la tenacia verso l'innovazione, la tendenza a girare come un calzino una sinistra che era ancora, prima con Berlinguer e ancor più con Natta, largamente anche sul piano culturale comunista. Questa aggiunge il leader del partito- è una delle ragioni che ci hanno portato ad organizzare una commemorazione ufficiale da parte del Partito Socialista per il giorno sabato 24 prima di un'importante riunione del Consiglio Nazionale del Ps. La rivoluzione copernicana di Craxi operata a sinistra è a mio avviso la funzione che va riscoperta e portata avanti - conclude Nencini - per introdurre elementi innovativi in una sinistra che, così com'è, non è in grado di essere competitiva con questa destra e con quella che verrà".
domenica 18 gennaio 2009
La legge del contrappasso …
“Il coinvolgimento del figlio di Di Pietro nella nuova Tangentopoli? Una singolare legge del contrappasso di cui auspico giustizia e garanzie”. Così Bobo Craxi, dirigente del Partito socialista, commenta gli sviluppi più recenti delle inchieste giudiziarie che vedono indagato il figlio dell’ex pm di "Mani pulite". “Le indiscrezioni o i fatti che fanno riferimento al presunto coinvolgimento di congiunti del leader dell’Italia dei valori nell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli non devono tuttavia mutare, per nessuna ragione, quell’atteggiamento di rispetto che si deve dimostrare nei confronti del lavoro dei magistrati, insieme ad una forte dose di garantismo che deve sempre contraddistinguere una forza politica che ha fatto proprio di questo rispetto una battaglia sacrosanta”. “Tuttavia - conclude l’esponente socialista - l’episodio di malcostume politico, tipico di una certa mentalità assai difficile da estirpare, cancella per sempre l’idea che ci possa essere qualche cittadino più eguale degli altri: Antonio Di Pietro non lo é mai stato, noi lo abbiamo sempre saputo e la Storia si sta incaricando di dimostrarlo”. Lunedì 19 gennaio 2009 è il nono anniversario della scomparsa del leader Socialista travolto da Tangentopoli.domenica 21 dicembre 2008
«Rinnovarsi o perire»
«O siamo capaci di accelerare l’innovazione politica o rischiamo che il Pd sia travolto». L’ammonimento di Veltroni sembra parafrasare uno degli aforismi prediletti da Pietro Nenni: «Rinnovarsi o perire». Forme diverse, ma contenuto simile anche se calato in un contesto molto distante: Nenni parlava del futuro del socialismo, non di guai giudiziari. Non si tratta però di un appello particolarmente beneaugurante: Bettino Craxi, quando il suo ex delfino Claudio Martelli in una infuocata riunione dell’assemblea nazionale socialista nel novembre ’92 pronunciò la famosa frase di Nenni, fece immediatamente il gesto delle corna ma non servì a salvare il Psi dal ciclone giudiziario.Questione morale, Veltroni: fuori i capibastone dal Pd
lunedì 8 dicembre 2008
Bobo Craxi: chiedano scusa a mio padre
Democratici e questione morale. Sulla polemica interviene anche l’esponente socialista Bobo Craxi. “La questione morale che sta emergendo nel Pd, sul piano politico è assai più grave di quella che colpì a suo tempo il Psi: è grave, perché scoppia a più di 15 anni di distanza da una Tangentopoli che ampi settori della sinistra ‘giustizialista’ cavalcarono senza assumere anticorpi e comportamenti affinché il fenomeno non si ripetesse; è grave, perché gli elementi della lotta politica nazionale ed internazionale nella seconda Repubblica sono totalmente diversi, privi delle implicazioni che condussero i partiti dell’epoca ad una strenua lotta per l’approvvigionamento economico”. “Per il bene della democrazia italiana – continua l’esponente socialista - e della sinistra, io non mi auguro che accada ad altri ciò che è capitato a noi. Tuttavia, in un momento come questo, credo che Bettino Craxi e i socialisti meriterebbero, da sinistra, delle sincere scuse”.
mercoledì 15 ottobre 2008
Gratis …
Pomicino consulente del ministro Gianfranco Rotondi. Il ministro conferma la notizia pubblicata ieri mattina. «Il Corriere mi chiede perché ho Pomicino come consulente? Che domande? Perché è un genio e lo sa anche il Corriere della Sera. In più, è un genio gratuito perché non intendo pagare i consulenti e, quindi, i miei lo fanno gratuitamente».Vendita …
Ho letto che sarà venduta all’asta la statua di Bettino Craxi situata nell’omonima piazza ad Aulla (Massa-Carrara). La notizia, anticipata oggi dal Tirreno, è stata confermata dal sindaco di Aulla Roberto Simoncini (Udc) che guida una lista civica. ”Quella statua - ha dichiarato Simoncini - è tutta in marmo di Carrara, quindi ha un valore economico non indifferente. La si può mettere all’asta, tanto più che la figura di Bettino Craxi è stata rivalutata e anch’io credo che sia stato uno statista cui rendere omaggio”.
Bersani attacca «Se non lo fermavano Tremonti cartolarizzava anche la nonna»
sabato 15 dicembre 2007
Bobo Craxi a Napoli
«I partiti piccoli saranno anche nani, come si dice. Ma, chiedo, certi leader possono essere considerati giganti?» Il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi, esponente del partito socialista-Pse, ieri a Napoli per una manifestazione della costituente socialista, ha messo l’accento su quelli che ritiene essere i rischi per la democrazia insiti, a suo dire, in un bipolarismo centrato sulle due neonate formazioni che, da sinistra e da destra, si contendono il centro ed il suo elettorato. «Un sistema bipolare - ha detto Craxi - fondato su un partito-azienda e su un’azienda-partito può portare l’Italia direttamente nel novero delle democrazie fragili e a rischio. C’è un misto di improvvisazione e di irresponsabilità in questo progetto di riforma elettorale: prima lo si capisce e meglio è» ha detto. Per l’esponente del governo, dunque, occorre si interrompa il cammino che porterebbe l’Italia, a suo dire, verso un destino da osservata speciale. A quella che chiama «improvvisazione», Craxi oppone poi la storia e la tradizione politica del Paese. «Il partito socialista - detto Craxi - non è un partito inventato, occasionale, che ha costruito all'interno del centro-sinistra una propria posizione di rendita capricciosa: siamo stati, nella lealtà, un partito essenziale per la coalizione, una lealtà che non può essere scambiata per acquiescenza dinanzi ai propositi scellerati di cancellare la nostra posizione politica». La proposta di riforma elettorale, sostiene, andrebbe proprio in questa direzione. (Il Mattino)
giovedì 6 dicembre 2007
Caro Bettino …
"Caro Bettino, grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio". 20 ottobre 1984 il governo Craxi vara un decreto legge che consente alle televisioni di Silvio Berlusconi di essere riaccese dopo che, quattro giorni prima, i pretori di Roma, Torino e Pescara, avevano ordinato l'oscuramento dei tre canali che trasmettevano in diretta su tutto il territorio nazionale nonostante il divieto imposto dalla legge. Silvio ringrazia così il suo amico Bettino. Tra i 285 faldoni nei quali è sigillata la storia di Bettino Craxi, o meglio le tracce cartacee e visuali che ne sono rimaste, c'è questa breve lettera firmata da Silvio Berlusconi, di una paginetta, ma scritta di suo pugno. Una testimonianza importante, perché è il tassello mancante di una vicenda decisiva, nella storia della televisione italiana: il decreto Berlusconi.
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