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mercoledì 24 settembre 2008

E Sales svelò le segrete cose

Isaia Sales, ex primo consigliere di Bassolino per la programmazione dei fondi Ue, in un lungo articolo comparso domenica sul Corriere del Mezzogiorno, ha riconosciuto che in quindici anni il centrosinistra non ha cambiato Napoli e la Regione ed ha cercato di spiegarne le ragioni.Sales è il primo esponente di rilievo della sinistra che ammette il fallimento: è inutile negare, non ce la abbiamo fatta ha scritto cercando di analizzare le ragioni di un fallimento la cui portata è tale che occorrerà una riflessione lunga ed approfondita per cercare di venirne a capo. La sua è la prima voce autocritica che si alza da quel mondo pietrificato che è la sinistra campana e di questo è giusto dargli atto. Del suo coraggio come della sua onestà morale. Sales assegna gran parte della responsabilità della sconfitta bassoliniana a Mastella ed a De Mita. Le cose non stanno così e non mancherà occasione per discuterne. Ma qui ci preme evidenziare una circostanza che Sales denuncia e cioè che il ribaltone di Mastella, che azzerò la giunta di centrodestra guidata da Rastrelli, fu concepito a Roma e fu il prezzo che la Campania pagò per consentire a D’Alema ed all’Ulivo di sopravvivere dopo la sfiducia di Rifondazione a Prodi. Secondo Sales, da allora, Mastella ed il mastellismo fecero della Campania il luogo principale della loro forza nazionale. E quello che trattavano sui tavoli nazionali lo pretendevano e lo riscuotevano in Campania. L’accordo perché l’Udeur ottenesse due assessori e la presidenza del Consiglio regionale (per la moglie di Mastella) nel 2005 fu siglato a Roma con la firma di Fassino e Rutelli. Sales rivela inoltre che furono le pressioni di Roma ed il ritiro degli assessori demitiani dalla giunta a far ottenere a De Mita “lo ius” di nominare l’assessore alla Sanità. «Ma che immaginava - conclude Sales - che De Mita richiedeva un suo uomo alla Sanità per fare opera di misericordia?». ivelazioni gravissime che sono il riscontro delle accuse politiche che da anni su questo giornale muoviamo a Bassolino e alla sinistra. E’ ormai provato che la Campania è stata la merce di scambio con cui la sinistra si è mantenuta al R potere a Roma e a Napoli. Senza l’Udeur di Clemente e senza la Margherita di De Mita il governo D’Alema non avrebbe mai visto la luce e la Giunta Bassolino non sarebbe mai nata e, comunque, sarebbe da tempo caduta. Per mantenersi il più a lungo possibile al potere la sinistra prima ha cinicamente negoziato e spartito le istituzioni locali poi ha favorito ed alimentato un sistema clientelare di massa ed infine si è blindata nel bunker della resistenza ad oltranza, mentre Napoli e la Regione implodono sotto le bombe di una crisi senza precedenti. Poi arriva D’Alema e viene a parlare di una rete di cervelli, un network intellettuale per rilanciare Napoli. Ma quali cervelli? Qui la sinistra ha ingoiato anche i chierici, rimasti muti ed ancora ossequiosi con un potere in agonia, incapaci per viltà e convenienza di denunciare il fallimento che è sotto gli occhi di tutto il mondo. (Il Roma)

Ennio Cascetta: «Bene Sales, il bassolinismo è finito. Ma il nostro lavoro no»

sabato 15 marzo 2008

Dimissioni, Bassolino resiste "Per me è la strada sbagliata"

«Io non darò un´unghia per quella soluzione che porta alla rovina dei cittadini». Antonio Bassolino cancella per l´ennesima volta dall´orizzonte l´idea di dimettersi. Lo fa davanti a una nutrita platea di assessori suoi, amministratori, sindacalisti (presenti i tre vertici Gravano, Cerrito e Rea), imprenditori (dalla presidente di Confindustria Cristiana Coppola a quello di Coldiretti Vito Amendolara). Tutti convocati in un albergo cittadino per discutere sulla programmazione dei nuovi fondi europei per il 2007-2013, all´indomani della riunione del comitato di sorveglianza. Quei fondi diventano il secondo architrave della resistenza bassoliniana, oltre ai rifiuti: «Avevamo due vie davanti. La prima era accogliere le sollecitazioni su una strada sbagliata, che aggiungerebbe problemi a problemi, e sarebbe rovinosa». L´alternativa? «Quella che abbiamo scelto: dare il nostro contributo per uscire dalla emergenza rifiuti e avviare la programmazione dei nuovi fondi europei». Bassolino vuole anzi che «i primi cantieri vengano avviati entro fine anno, in modo che la Ue approvi i progetti entro lo stesso 2008». In campo per ora ce ne sono sedici. Vanno dal completamento del recupero del Sarno a quello dell´Albergo dei poveri passando per banda larga, metrò regionale, porti e aeroporti, risanamento dei Campi Flegrei e dei Regi Lagni, polo fieristico e agroalimentare, biotecnologie. L´inviato della Commissione europea, Alberto Piazzi, funzionario del Dipartimento per le politiche regionali, promuove l´approccio: «Questa programmazione è migliore di quella passata, è ottima l´intenzione di concentrare il 40 per cento delle risorse su un numero limitato di progetti». Ai primi 16 col tempo potrebbero aggiungersene altri, ma non oltre i 30. Fra i collaboratori di Bassolino non c´è alcuna remissività. Il neo-assessore al bilancio Mariano D´Antonio fa i conti: «Nel periodo 2001-2005 la spesa pubblica per abitante è stata in Campania del 26-28 per cento più bassa della media nazionale». Isaia Sales rivela che sono saliti a 800 milioni i fondi per le bonifiche a disposizione degli enti (ma non del commissariato). Tutti ripetono che «i fondi europei non sono sostitutivi di quelli ordinari». Messaggi al governo futuro, qualunque sarà. An intanto chiede chiarezza e paventa che «sono a rischio 3,3 miliardi del 2000-2006». Sales taglia corto: «Abbiamo avuto quattro premialità consecutive, pari a 477 milioni. Chi afferma che perdiamo risorse fa solo disinformazione». (Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)

Fondi Ue, Piazza dà i voti: trasporti sì, industria meno
Napolionline - la citta vista da dentro - sabato 15 marzo 2008

domenica 2 marzo 2008

Pd, Sales tra i papabili in lista

Per mezza giornata le contrattazioni per le liste elettorali del Pd si sono fermate. Tutti ad attendere la decisione, per la verità scontata, del governatore Antonio Bassolino. Tutti col fiato sospeso, terrorizzati dall'eventualità che si potesse dimettere creando ben più di un problema al Pd. Dopo l'annuncio che non lascerà Palazzo Santa Lucia, il frenetico lavora di taglia e cuci è ricominciato nel loft di piazza Sant'Anastasia. Entro stanotte la partita verrà chiusa. In tempo per la ratifica delle liste che si avrà domani durante la direzione del partito. Ma ieri non è stata solo la giornata di Bassolino, anche quella dei bassoliniani. Riconfermando l'uscente Maria Fortuna Incostante, resterebbe vuota una casella nel caso in cui Riccardo Marone decidesse di lasciare. Tra i papabili, il vicesindaco di Napoli, Tino Santangelo che ha ricevuto l'ok anche della sindaca Rosa Russo Iervolino. Ma a sorpresa è spuntato un altro nome possibile: quello di Isaia Sales (foto). Il consulente economico del governatore, già sottosegretario al Lavoro. Al lavoro il ministro Luigi Nicolais che sta trattando per riuscire a conquistare quante più caselle possibili. Da Luisa Bossa, a Massimiliano Manfredi, a Guido Trombetti. Ma il potere di Nicolais comincia a disturbare e non mancano i mal di pancia. Come qualche affermazione che arriva ad esempio dal primo cittadino di Portici, Enzo Cuomo. (Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno)