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lunedì 29 settembre 2008

Por, la Regione forza la mano

Regione Campania - Fondi Ue: via libera ai pagamenti nonostante i vincoli del patto di stabilità La Giunta regionale autorizza i pagamenti delle spese impegnate con i fondi Ue 2000-2006. Nonostante il patto di stabilità, varato dal Governo per evitare la crescita esponenziale delle spese degli enti locali, Palazzo Santa Lucia decide su proposta dell'assessore al Bilancio Mariano D'Antonio (foto) di liquidare le risorse per "promuovere gli investimenti". "La nostra decisione – spiega D'Antonio - giunge in un momento difficile per l'economia regionale". "Ora - afferma il presidente della Giunta Antonio Bassolino - il Parlamento deve approvare un emendamento alla finanziaria che consenta a tutte le Regioni del Sud di completare il ciclo di spesa del Por, per evitare il disimpegno delle risorse comunitarie". Se non dovesse arrivare la deroga, la Campania rischia diversi provvedimenti restrittivi, tra cui l'aumento delle accise sui carburanti. Complessivamente - si legge nella delibera di Giunta - i fondi necessari ai pagamenti ammontano a 838,1 milioni di euro.

Il costo della pioggia

A Ravenna il Comune ha recepito la decisione dell’ente che gestisce le reti idriche e nella tariffa dell’acqua verrà inserito il costo della gestione delle fognature delle acque bianche: in pratica, come lo chiamano a Repubblica, il costo della pioggia.

lunedì 16 giugno 2008

La giunta sembra un souk

Regione Campania - «Ho abbandonato la riunione di giunta perché un provvedimento di variazione di bilancio del mio assessorato non è stato portato all’approvazione formale». Lo scrive sul suo blog l’assessore al Turismo Claudio Velardi che chiede un miglior coordinamento dell’esecutivo dopo aver avuto un diverbio con l’assessore al Bilancio Mariano D’Antonio. «Se ne discuteva da settimane tra gli uffici - racconta Velardi a proposito della delibera rinviata -. Erano stati superati tutti i problemi di natura formale e giuridica che ogni delibera porta con sè, la sera prima mancava la firma di un dirigente. Avevo allertato il vicepresidente della giunta, che mi aveva assicurato che il problema sarebbe stato risolto. Poi sono arrivato in giunta e non ho trovato la delibera tra quelle da approvare. Poco male, mi hanno detto, la prossima volta sarà approvata. No, le cose non possono andare così». L’assessore al Turismo è molto critico. «In un consesso che funzioni - dice - l’attività si programma, le delibere si preparano per tempo. I funzionari lavorano con i tempi giusti, non sono loro a dettare i tempi. Chi governa fa le scelte, i dirigenti sono tenuti ad applicarle con solerzia e professionalità, non ritardano o boicottano se una cosa non gli va a genio. Naturalmente, perché le cose vadano in questo modo, è necessario che chi governa abbia autorevolezza e riesca a motivare gli apparati. Io ho un ottimo gruppo di dirigenti (me li sono ritrovati, merito di chi mi ha preceduto), che fa il suo lavoro con passione, produce anche con grande rapidità. Ho l’impressione che in altri assessorati le cose non vadano allo stesso modo». Velardi fa sapere che proporrà semplici correttivi. Il primo: decidere, in giunta, i titoli delle delibere che andranno in discussione nella seduta successiva; il secondo: lavorare, nei giorni seguenti, per perfezionarle; il terzo: darle in visione a tutti gli assessori il giorno precedente la seduta di giunta; il quarto: non procedere, se non in casi straordinari, all’approvazione di delibere fuori sacco. «Così - conclude Velardi - si eviterà l’effetto souk». (Il Mattino)

Asl e ospedali, il pieno delle consulenze

sabato 14 giugno 2008

Delibera sul turismo, «scintille» fra D'Antonio e Velardi

Regione Campania - La scena è stata una di quelle che sarebbe stato bello non perdersi: l'assessore al Turismo Claudio Velardi che lascia la seduta di giunta dopo una sfuriata (così raccontano i presenti), il collega al Bilancio Mariano D'Antonio che l'insegue, cercando di spiegargli perché la sua delibera non è arrivata in giunta per l'approvazione: perché lo scontro fra Velardi e D'Antonio s'è giocato tutto su una delibera. Quella che l'assessore al Turismo voleva presentare, contenente la richiesta di un finanziamento di 10 milioni di euro per il proprio assessorato. Velardi non esita a parlare di «sciatteria dei funzionari dell'assessorato al Bilancio», cui era stato inviato l'atto per gli adempimenti necessari. E da Capri, sulla terrazza dell'Hotel Cesare Augusto, ieri ha ripercorso le concitate ma brevi fasi dell'accaduto. «In riunione non è arrivata — ricorda— una delibera sulla quale già tutti eravamo d'accordo ed avrebbe dovuto avere strada spianata. E non è arrivata solo perché ieri l'altro, alle 19,30, non si trovava il funzionario che doveva firmarla. E' un esempio di sciatteria. In Regione non si deve lavorare così, ma occorre essere attenti e veloci. Questo ho detto in giunta. Con il collega nessun alterco». Anche D'Antonio prova a spiegare; prima scherza («Velardi è un impetuoso», dice), poi si fa serio. «Non accetto l'accusa di sciatteria rivolta ai miei funzionari. La delibera presentata da Velardi era imperfetta. I 10 milioni chiesti per il proprio assessorato, e che non abbiamo nessuna difficoltà a erogare, erano dedicati alla promozione. Un termine un po' generico, perché quelle risorse noi possiamo erogarle solo per investimenti pluriennali. Si è posto allora il problema di correggere la delibera: se è vero che la promozione è anche ‘‘investimento'', dovevamo aggiungere ‘‘pluriennale''. Se non avessi fatto così, su suggerimento del mio funzionario, sarei incorso in un reato contabile. Ho provato a chiarire tutto ciò a Velardi dopo la sua sfuriata, ma non c'è stato nulla da fare». Non si tema: la delibera in questione, comunque, sarà approvata nella prossima seduta di giunta. (Patrizio Mannu da il Corriere del Mezzogiorno)

mercoledì 4 giugno 2008

In Campania la democrazia è blindata ormai non si discute più di nulla

Caro direttore, c'era una volta la democrazia partecipata che arricchisce col concorso attivo della popolazione la democrazia delegata, in alcuni casi si ha la democrazia aspramente conflittuale, talvolta si perviene alla democrazia blindata, una contraddizione in termini. Sono tutte formule o correttivi di un sistema di rappresentanza politica, fondato su partiti che, quando esistono, propongono agli elettori candidati e programmi per il governo della cosa pubblica. L'esperienza compiuta in Campania negli ultimi decenni e più recentemente, è apparsa passare progressivamente dalla partecipazione alla delega, al conflitto e infine alla corazza. La partecipazione è sfocata nel tempo perché ne mancavano le condizioni locali. Data la debolezza della società civile mancavano rappresentanze d'interessi autenticamente autonome dal potere politico, mancava pure un fitto reticolo di associazioni volontarie, composte da persone disinteressate, alla ricerca di obiettivi comuni. Gli elettori hanno delegato agli eletti l'amministrazione degli enti pubblici salvo a confermare o a ritirare la delega alla successiva scadenza elettorale. Poiché qui da noi più che altrove il controllo delle risorse pubbliche, dei posti, dei sussidi, degli incentivi assume un ruolo preminente rispetto alla ricchezza prodotta dal mercato, coloro che esercitano questo controllo sono stati sottoposti alla corrente alternata della condivisione e della contrapposizione. Chi era in minoranza ha condiviso con la maggioranza le spoglie della pubblica amministrazione salvo ad inscenare battaglie furibonde, conflitti laceranti, richieste ultimative di dimissioni, in vista del ricambio e della successione nel governo. Ora gli animi appaiono pacificati. L'emergenza rifiuti e i rischi che comporta per la salute pubblica, l'inerzia ovvero la paralisi e infine il fallimento che negli anni hanno caratterizzato sui rifiuti i commissariati straordinari e gli enti locali, hanno imposto una soluzione che più cesarea non si poteva, con la delega del problema al governo centrale e le amministrazioni locali in posizione subordinata ovvero forzosamente collaborativa. La democrazia adesso è blindata almeno sul fronte dei rifiuti. Ci sarà ancora spazio perché su altri argomenti si manifestino punti di vista diversi, magari contrapposti? Assisteremo ad una vivace discussione nelle assemblee elettive sui programmi per la ripresa dell'economia, sulle regole di trasparenza ed efficacia dell'azione pubblica, sulla sicurezza e il rispetto della legge, sulla tutela degli indifesi (giovanissimi e anziani, disoccupati e precari), sulle politiche d'integrazione per gli immigrati, insomma su tutto ciò che può interessare la comunità una volta liberata, speriamo al più presto, dall'incubo dell'immondizia? * Mariano D'Antonio Assessore al Bilancio della Regione Campania (Corriere del Mezzogiorno)

Bonanni: «Il Mezzogiorno è destinato all'oblio»
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 04 giugno 2008

sabato 15 marzo 2008

Dimissioni, Bassolino resiste "Per me è la strada sbagliata"

«Io non darò un´unghia per quella soluzione che porta alla rovina dei cittadini». Antonio Bassolino cancella per l´ennesima volta dall´orizzonte l´idea di dimettersi. Lo fa davanti a una nutrita platea di assessori suoi, amministratori, sindacalisti (presenti i tre vertici Gravano, Cerrito e Rea), imprenditori (dalla presidente di Confindustria Cristiana Coppola a quello di Coldiretti Vito Amendolara). Tutti convocati in un albergo cittadino per discutere sulla programmazione dei nuovi fondi europei per il 2007-2013, all´indomani della riunione del comitato di sorveglianza. Quei fondi diventano il secondo architrave della resistenza bassoliniana, oltre ai rifiuti: «Avevamo due vie davanti. La prima era accogliere le sollecitazioni su una strada sbagliata, che aggiungerebbe problemi a problemi, e sarebbe rovinosa». L´alternativa? «Quella che abbiamo scelto: dare il nostro contributo per uscire dalla emergenza rifiuti e avviare la programmazione dei nuovi fondi europei». Bassolino vuole anzi che «i primi cantieri vengano avviati entro fine anno, in modo che la Ue approvi i progetti entro lo stesso 2008». In campo per ora ce ne sono sedici. Vanno dal completamento del recupero del Sarno a quello dell´Albergo dei poveri passando per banda larga, metrò regionale, porti e aeroporti, risanamento dei Campi Flegrei e dei Regi Lagni, polo fieristico e agroalimentare, biotecnologie. L´inviato della Commissione europea, Alberto Piazzi, funzionario del Dipartimento per le politiche regionali, promuove l´approccio: «Questa programmazione è migliore di quella passata, è ottima l´intenzione di concentrare il 40 per cento delle risorse su un numero limitato di progetti». Ai primi 16 col tempo potrebbero aggiungersene altri, ma non oltre i 30. Fra i collaboratori di Bassolino non c´è alcuna remissività. Il neo-assessore al bilancio Mariano D´Antonio fa i conti: «Nel periodo 2001-2005 la spesa pubblica per abitante è stata in Campania del 26-28 per cento più bassa della media nazionale». Isaia Sales rivela che sono saliti a 800 milioni i fondi per le bonifiche a disposizione degli enti (ma non del commissariato). Tutti ripetono che «i fondi europei non sono sostitutivi di quelli ordinari». Messaggi al governo futuro, qualunque sarà. An intanto chiede chiarezza e paventa che «sono a rischio 3,3 miliardi del 2000-2006». Sales taglia corto: «Abbiamo avuto quattro premialità consecutive, pari a 477 milioni. Chi afferma che perdiamo risorse fa solo disinformazione». (Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)

Fondi Ue, Piazza dà i voti: trasporti sì, industria meno
Napolionline - la citta vista da dentro - sabato 15 marzo 2008

martedì 12 febbraio 2008

Varata la nuova Giunta

Regione Campania - Antonio Bassolino presenta la nuova giunta regionale. Un rimpasto profondo, come annunciato, dopo il terremoto politico e giudiziario che ha investito l'Udeur. Il Campanile sta fuori, e con loro escono tre assessori - Rosetta D'Amelio (Pd), Marco Di Lello (Sdi)e Teresa Armato (Pd) - che dovrebbero essere impegnati nella competizione elettorale politica del 13 e 14 aprile. I cinque nuovi ingressi sono: il sociologo del lavoro Domenico De Masi, l'economista Mariano D'Antonio, il docente Nicola Mazzocca (professore ordinario di sistemi di eleborazione alla Federico II), il reggiano Walter Ganapini, presidente di Greenpeace Italia (ex assessore al Comune di Milano), ed Alfonsina De Felice, presidente dell'Ato 3 Sarnese-Vesuviano. Le deleghe. D'Antonio sarà l'«uomo forte» della nuova giunta perché avrà le deleghe del Bilancio e della programmazione, sottraendo la prima al vicepresidente Antonio Valiante che si «consola» con il Personale. A De Masi spettano Turismo e Beni culturali, a Ganapini l'Ambiente, a Mazzocca l'Università e la ricerca, alla De Felice le politiche sociali.