giovedì 5 novembre 2026

La svolta di Bagnoli guida la rinascita dei suoli: a Ecomondo ANCE traccia il futuro delle bonifiche

Il convegno promosso da ANCE accende i riflettori sul cantiere simbolo del riscatto italiano. Da ferita industriale a modello di rigenerazione, la svolta di Bagnoli fa da apripista a un mercato nazionale delle bonifiche che vale 43 miliardi di euro

Rimini - Si è concluso oggi a Ecomondo il convegno “Bonifiche e valorizzazione del suolo: dal sito contaminato alla risorsa”. L'incontro, promosso da ANCE nella Sala Circular & Healthy City alla presenza del presidente Antonio Ciucci e del vicepresidente Stefano Betti, ha decretato un cambio di paradigma fondamentale: la bonifica non è più solo un obbligo ambientale, ma una straordinaria leva di sviluppo economico e urbano. E il caso simbolo di questa metamorfosi è lo storico cantiere di Bagnoli. Per decenni l'ex area siderurgica di Bagnoli ha rappresentato il fallimento della burocrazia e delle bonifiche mancate in Italia. Dopo oltre un secolo di produzione industriale e più di trent'anni di progetti e promesse rimasti unicamente sulla carta, l'area ha finalmente vissuto una svolta radicale. A raccontare questa rinascita è stato Antonio Savarese, Presidente dell'ACEN. In pochissimi mesi il sito si è trasformato in un cantiere vivo e pulsante, che oggi vede circa mille operai al lavoro ogni giorno. A fare la differenza è stata una forte convergenza di obiettivi: la spinta impressa dalle istituzioni e dalle imprese ha dimostrato che, quando c'è un traguardo chiaro, anche il sito più complesso del Paese può ripartire.

  Bagnoli diventa così il manifesto di un'Italia capace di sbloccarsi e di restituire valore al territorio. Sulla stessa scia di concretezza si inserisce anche l'esperienza del territorio torinese, portata da Marco Rosso, Vicepresidente di ANCE Torino, dove la bonifica dei suoli ha rappresentato con successo il primo, indispensabile passo per avviare strutturati interventi di rigenerazione urbana. La svolta operativa di Bagnoli contrasta fortemente con la fotografia del sistema nazionale scattata dal Direttore Generale di ISPRA, Fabrizio Penna. Il quarto rapporto dell'istituto evidenzia un sistema italiano fortemente ingessato, che conta oltre sedicimila procedimenti di bonifica ancora attivi, ventiduemila già conclusi e quasi milleduecento nuovi casi avviati ogni anno. Il dato che sorprende di più riguarda però il fatto che circa il 70% dei procedimenti si chiude senza alcun intervento di bonifica, poiché le indagini approfondite non rilevano superamenti dei limiti di legge. Questo significa che aree perfettamente sane restano bloccate fuori dal mercato per anni, paralizzate da infinite trafile di caratterizzazioni e passaggi amministrativi prima di essere dichiarate pulite. L'Europa impone però un'accelerazione strategica. Con la Direttiva UE 2025/2360 sul monitoraggio del suolo, gli Stati membri dovranno censire i siti e definire entro il 2029 un approccio graduale basato sul rischio, con l'obiettivo di avere suoli sani entro il 2050. Marcello Vernola, docente di Diritto dell'Ambiente, ha spiegato come il disegno di legge di delegazione europea 2026, ora all'esame del Parlamento italiano, rappresenti l'occasione perfetta per semplificare e velocizzare le procedure. I vantaggi di questa transizione verso una burocrazia più snella sono stati quantificati dagli economisti di REF Ricerche, Silvia Angelini e Cosimo Zecchi. Le stime parlano di un mercato potenziale che vale almeno 43 miliardi di euro e che può impiegare circa ventitremila addetti. Si tratta di un investimento ad altissimo rendimento per la collettività, capace di generare benefici superiori a due euro per ogni singolo euro investito. Le conclusioni del convegno hanno ribadito che le imprese di costruzione sono il braccio operativo indispensabile per realizzare questa transizione. Quando le regole sono chiare e i tempi certi, il settore privato è pronto a fare la sua parte, replicando l'energia e l'efficacia del modello Bagnoli per trasformare i siti contaminati in nuove e concrete risorse per le comunità.

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