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domenica 17 maggio 2009

Antonio Irlando (Lista Nicolais): “Condanniamo questo grave episodio”

Minacciato Alfonso Irollo, candidato sindaco di Gragnano Democratica

Gragnano - “Un malore gli ha impedito di essere alla presentazione delle sue liste, ma noi gli siamo tutti vicini”. Così ha commentato Antonio Irlando, candidato al consiglio provinciale nella Lista Nicolais, lo spiacevole episodio accaduto nella tarda serata di venerdì. Alcuni balordi sono entrati nella sede elettorale di Gragnano Democratica, la lista civica capitanata da Alfonso Irollo. Prima la richiesta di collaborazione: “Vi attacchiamo i manifesti in cambio di soldi”. Ma alla risposta negativa da parte dei componenti del comitato, ecco la reazione dei giovani che, una volta usciti fuori, in via Roma, hanno cominciato a strappare tutti i manifesti arrecanti il nome di Irollo, insultando il candidato sindaco della civica Gragnano Democratica e continuando nelle minacce. La chiamata ai carabinieri ha messo in fuga i 4-5 giovani teppisti, ma la serata turbolenta non è finita lì. Alfonso Irollo, infatti, dopo aver sporto denuncia contro ignoti, per minacce, offese e tentata estorsione, ha accusato un forte malore che lo tiene ancora a letto. “Non si può fare politica in questo modo – ha aggiunto Antonio Irlando – perché una brava persona come il professor Irollo, che ha intrapreso la sua avventura in maniera pulita e senza condizionamenti, non merita questo tipo di comportamenti da parte di balordi. Gragnano deve sapere cosa è accaduto giovedì sera e tutti devono condannare questi fatti. In questo modo si avvelena un clima politico già carico di tensioni”. Non tarda ad arrivare la solidarietà anche dell’associazione di tutela del cittadino, Dimensione Civica, che si affianca alla condanna di Irlando: “Siamo vicini ad Alfonso Irollo – afferma Andrea Morgone, presidente dell’associazione – e condanniamo fortemente un episodio gravissimo che in una città civile come Gragnano non dovrebbe mai verificarsi. Indipendentemente dal colore politico, non possiamo far altro che sperare in un veloce esito delle indagini che portino presto ad una soluzione del caso”.

lunedì 20 aprile 2009

Provinciali, Antonio Irlando candidato con la “Lista del Presidente”

Vico Equense - Non sa ancora quante liste lo sosterranno, ma è consapevole che la sfida che lo attende è ardua. Nonostante ciò, il candidato presidente alla Provincia di Napoli Gino Nicolais sta scegliendo collegio per collegio i componenti della sua lista, fatta prevalentemente da tecnici. Nel collegio Vico Equense, Gragnano, Agerola e Pimonte è stato indicato l’Architetto Antonio Irlando, che ha personalmente comunicato al Coordinatore del Pd Umberto Morelli la candidatura.

Elio Coppola (PD): “Ecco cosa la Provincia potrà fare per Gragnano"

venerdì 22 agosto 2008

Che bellezza …

Vico Equense - Antonio Irlando, architetto e politico (riferimento locale dell’area che fa capo a Luigi Nicolais - Partito democratico), celebra la nostra città con un libro, "Vico Equense, che bellezza !". Il problema di quasi tutti gli autori è sempre stato quello di trovare un editore disposto ad investire il proprio nome e qualche soldino per pubblicare la propria opera. Irlando c’è riuscito. Infatti, il volume è a carico dell´Azienda autonoma di cura soggiorno e turismo. A Metropolis l’autore ha dichiarato. «Più che una guida turistica si tratta di un racconto dei luoghi più significativi della città, premessa per un programma di conoscenza e valorizzazione del vasto patrimonio donato dalla natura e costruito dalla presenza antica dell´uomo». Le foto di Pino Faiello catturano il mare e il Faito, le chiese e il castello, la festa delle Pacchianelle e i sapori d’autore, l’archeologia e il museo mineralogico. Irlando ha dedicato il volume a Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino assassinato dalla camorra nel 1985. «È lui che mi ha condotto dalla mia Torre Annunziata a Vico Equense, è con lui che avrei certamente scritto questo libro».

mercoledì 30 luglio 2008

Vico Equense, viaggio per racconti e immagini

Vico Equense - Parole e immagini per illuminare anche gli angoli dimenticati o mai conosciuti. Vico Equense tutta in un libro, come non si era mai vista prima, quando i segreti di certi angoli appartenevano soltanto ai residenti o ai viandanti più curiosi. Antonio Irlando, giornalista, architetto e appassionato di tesori antichi ha scelto un titolo diretto: «Vico Equense, che bellezza!» Ed è proprio così. Le foto di Pino Faiello catturano la parte e il tutto, il dettaglio che fa sgranare gli occhi e il grandangolo da cartolina. Il mare e il Faito, le chiese e il castello, la festa delle Pacchianelle e i sapori d’autore, l’archeologia e il museo mineralogico. Porte che si aprono con la chiave dell’amore per il territorio e l’esperienza di chi lo vive quotidianamente. Scatti e aneddoti, come la storia dell’intervento di Susanna Agnelli in favore del restauro dell’antico altare nella chiesa dell’Assunta. Scatti e pagine di vita locale, come la processione della Madonna di Massaquano su un incredibile tappeto di rose. L’azienda di soggiorno e turismo di Vico Equense ha firmato l’edizione, curata da Maria Savarese. Irlando ha dedicato il volume a Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino assassinato dalla camorra nel 1985. «È lui che mi ha condotto dalla mia Torre Annunziata a Vico Equense, è con lui che avrei certamente scritto questo libro». (Il Mattino)

domenica 5 agosto 2007

Vico Equense Caso Alimuri

L’Irlando furioso con Moccia

Dopo l’Orlando furioso, capolavoro della letteratura del Rinascimento italiano, ecco spuntare l’Irlando furioso paladino del nuovo rinascimento napoletano. Gli articoli concernenti, il caso Alimuri, pubblicati dal Corriere del Mezzogiorno, e le lettere giunte tra cui quella del dirigente diessino Antonio Irlando del 3 agosto (http://81.208.11.52/assets/rassegna/1094442.pdf), raccolte sotto il titolo “Se l’assessore scivola sull’ecomostro” sono un esempio di coerente lucidità. Si sa bene e da molto tempo che la rotta del partito è rallentata e contrastata da interessi personali interni tendenti a mantenere fette di potere a proprio uso e consumo. Il bassolinismo non ha solo ucciso una città, ma anche la speranza di quanti credevano in un possibile cambiamento. Del resto ogni tipo di politica fondata sul culto personale è destinata al fallimento, perchè essa non rispecchia le esigenze del cittadino e della società, ma, in generale, assume i connotati di una politica elitaria. Prendono forza, in quest’ottica, le logiche di potere e le ambizioni di tutta quella "corte" di “cavalieri”, sottoposti, gregari ed amici degli amici, costituitasi intorno alla figura "carismatica" del Presidente. Il ruolo di tale corte è strettamente legato, alla sopravvivenza dell'uomo politico Bassolino, infatti, l’Irlando dopo l’abbandono del PPI e della Margherita, è stato cooptato o ripescato nel direttivo cittadino dei Ds, oggi verso il Pd, da una maggioranza non certamente, nel senso pieno del termine, “migliorista”. Abbiamo normalmente profondo rispetto umano per ogni forma di disagio, pertanto se veramente pensa che ci troviamo innanzi ad un ennesimo disastro ambientale, grazie a Bassolino e a Rutelli, ai DS e alla Margherita, perché non si dimette da dirigente politico?

martedì 10 luglio 2007

PD Il ricambio politico è partito solo a parole


La Repubblica Napoli 15 giugno 2007

La necessità di trasparenza induce ad una riflessione. L’idea che la politica si fa con le quote, è ampiamente evidenziato dai comportamenti del Segretario dei Ds di Vico Equense, in contraddizione con quanto scritto da Amendola e De Mita nel documento per la costituzione del Partito democratico in Campania. Ebbene, il ricambio delle classi dirigenti e l’inclusione di nuove energie nei posti di responsabilità, a Vico Equense, avviene oggi per cooptazione e senza nessuna informativa. Oltre alla mortificazione e ai meccanismi di sudditanza psicologica che ne derivano, tale procedimento è per sua natura sbilanciato a vantaggio di chi coopta. Violando tutte le regole delle buonsenso, e non soltanto quelle. La verità è che con l'apertura della fase costituente ogni regola formale e informale è saltata, e il reale peso degli organismi democraticamente eletti nei congressi è stato completamente svuotato di senso. Il rischio è una deriva, essere democratici a parole, ed autoritari di fatto. Abbiamo una classe politica vecchia che non comunica con nessuno. Non s’incoraggia un vero ricambio generazionale dei gruppi dirigenti ed istituzionali. Qualsiasi discussione finisce in un nulla di fatto. Mi pare che il Partito democratico, per come si sta costituendo, sia già vecchio: non c’è apertura e continuerà il balletto del controllo delle quote e delle cooptazioni. Il partito si chiamerà pure democratico, ma non lo sarà di fatto.
Giuseppe d’Esposito direttivo Ds della sezione Carlo Fermariello


Vico Equense Agorà 12 giugno 2007


Nomine illegittime nel direttivo cittadino
Egregio direttore di Agorà.
Come si può ben constatare il partito democratico
esordisce con una precisazione del segretario dei Ds,
che con orgoglio rivendica di essere stato eletto
soltanto da una parte o quota.
Sono francamente convinto che un’informazione che
pubblica le notizie sia più utile, per la tutela della
democrazia, molto di più di un partito che censura.
La necessità di trasparenza induce ad una riflessione
aggiuntiva sulla premessa.
L’idea che la politica si fa con le quote, è ampiamente
evidenziato dai comportamenti che il suddetto segretario
omette.
Al direttivo del 15 maggio 2007, è emerso che, il
ricambio delle classi dirigenti e l’inclusione di nuove
energie nei posti di responsabilità avviene per cooptazione
e senza nessun’informativa.
Oltre alla mortificazione e ai meccanismi di sudditanza
psicologica che ne derivano, tale procedimento è per
sua natura sbilanciato a vantaggio di chi coopta.
Violando tutte le regole delle buonsenso, e non soltanto
quelle, è stato nominato l’Arch. Antonio Irlando nel
direttivo cittadino. Ovviamente l’arbitraria designazione
è considerata illegittima da tanti iscritti, compreso
il capogruppo alla provincia di Napoli Ciro
Cacciola.
Il rischio è una deriva verso la limitazione delle libertà
individuali, se si continua ad essere democratici a
parole, ed autoritari di fatto, il Pd dura poco.
Cordiali saluti e buon lavoro.
Giuseppe d’Esposito direttivo Ds
della sezione Fermariello
lettera aperta Agorà del 5 giugno 2007