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mercoledì 10 dicembre 2008

Edilizia, legge regionale per le concessioni

Meta - Il consiglio regionale approverà una legge con la normativa da applicare in materia urbanistica in attesa che entri in vigore il nuovo piano paesaggistico. Questo il risultato più significativo della riunione di al comune di Meta tra i rappresentanti dei comuni della Costiera e gli esponenti regionali e provinciali competenti in materia di pianificazione del territorio. All’origine dell’incontro c’è la vera rivoluzione che nel giro di un anno farà cambiare completamente il volto della pianificazione urbanistica regionale ma che rischia anche di creare notevoli disagi in aree tutelate sotto il profilo paesaggistico per la quali si creerebbe una sorta di conflitto tra norme regionali e norme provinciali. Mentre la provincia si appresta ad approvare il piano territoriale di coordinamento, per la costiera rimarrà in vigore, almeno per gli aspetti paesaggistici, il piano urbanistico territoriale. Risultato? Dal primo gennaio gli uffici comunali dovranno applicare norme non perfettamente compatibili tra loro con la conseguenza che i cittadini (ma anche gli enti pubblici) potrebbero restare senza risposta nel caso presentassero progetti per l’approvazione. «L’obiettivo è avere un sistema di strumenti che consentano di coniugare la tutela del territorio con le esigenze di sviluppo di una comunità come la penisola sorrentina, fortemente orientata al turismo», ha premesso il presidente della commissione urbanistica regionale Pasquale Sommese. E proprio sull’opportunità riservata ai comuni si sono soffermati gli assessori provinciali Piergiorgio Sagristani e Francesco Moccia (foto) che hanno evidenziato «la possibilità di riprogrammare lo sviluppo locale». Ieri sera, intanto, anche il consiglio comunale di Sorrento ha approvato la proposta di modifica del piano provinciale presentata dal vice sindaco Saverio Iaccarino. Il provvedimento, una volta approvato da tutti i Comuni della Costiera, dovrà essere presentato in Provincia entro mercoledì 17 dicembre. (Francesco Aiello il Mattino)

venerdì 7 marzo 2008

Nuovi alloggi

Provincia di Napoli - Ottantamila nuovi alloggi saranno costruiti nei territori dell'area Metropolitana di Napoli nell'arco di dieci anni. Bonus sono previsti per quei proprietari disposti a demolire e ricostruire. Sono due delle più significative novità del Piano territoriale di coordinamento provinciale di Napoli che l'assessore all'Urbanistica Francesco Domenico Moccia spiega nel dettaglio all'Asca. Il principio sul quale si intende pianificare la realizzazione di nuove abitazioni si basa sul “policentrismo”, ovvero sulla considerazione dell'intero territorio metropolitano - oltre i confini comunali - nella distribuzione di nuovi insediamenti edilizi. ''Di fronte ad una domanda di 140mila alloggi - spiega Moccia - in dieci anni ne potremo realizzare solo 80mila. Questo seguendo il principio della densificazione che prevede due possibilità: costruire su aree già urbanizzate vuote o procedere con contestuali demolizioni e ricostruzioni. In quest'ultimo caso regaliamo il 30% del volume a quei proprietari che sono disponibili appunto a demolire e ricostruire. Nel caso poi in cui il proprietario demolisca edifici in aree di interesse paesaggistico (ad esempio una spiaggia) regaliamo il 50% di volume, ovviamente in un'altra area''. L'iter del Ptcp di Napoli, che andrà ora all'esame del Consiglio provinciale, prevede che entro due anni dalla sua approvazione i Comuni adeguino i propri piani in modo da poter utilizzare gli strumenti in esso previsti''. ''Fra le possibilità che sono date in forma facoltativa ai Comuni - spiega ancora l'assessore Moccia - anche quella di avvalersi di una norma in base alla quale in determinate aree edificabili sia previsto che i proprietari cedano parte di essa per consentire alle amministrazioni comunali di realizzazioni di edilizia sociale''.

giovedì 20 dicembre 2007

Più verde più case nel piano della provincia

Provincia di Napoli - Più verde più case, nuovi poli di eccellenza. Lotta al degrado urbanistico e alle speculazioni edilizie, piena valorizzazione delle risorse produttive ambientali, ristrutturazione del sistema dei collegamenti locali. Nasce la provincia del terzo millennio: un piano di previsione che disegna per i Comuni dell’area metropolitana le direttrici dello sviluppo per i prossimi dieci anni. «Uno strumento formidabile per il governo del territorio», secondo il presidente Dino Di Palma, intervenuto ieri alla presentazione del progetto, elaborato dall’assessore all’Urbanistica, Francesco Domenico Moccia (foto) con il contributo di studiosi, sindaci, amministratori pubblici locali. «Un documento efficace - prosegue Di Palma - per mettere a fuoco i punti di forza e di debolezza dei diversi comprensori, fornendo un quadro d’insieme che consentirà all’amministrazione provinciale di compiere le scelte più funzionali per favorire un processo di sviluppo globale del nostro territorio». Più case per risolvere l’emergenza abitativa: 82mila, fra nuovi alloggi e ristrutturazioni. Interventi importanti per decongestionare la fascia costiera, equilibrando le potenzialità delle aree interne. Praticamente raddoppiati parchi e riserve nell’area metropolitana. 67 per cento di verde in più, dalle periferie di Napoli al bacino del Sarno, dai Campi Flegrei ai Lattari e alle colline di Lauro. «Un risultato storico», dice l’assessore ai Parchi, Francesco Borrelli. Inoltre il piano prevede terapie d’urto per frenare i processi d’inquinamento nelle aree agricole e naturali (oltre 77mila ettari, pari al 65 per cento dell’intero territorio provinciale), attraverso interventi di bioarchitettura, bonifica dei suoli, sostegno alle energie da fonti rinnovabili, nuove norme per la corretta impiantistica legata ai drammatici aspetti dello smaltimento dei rifiuti. Il capitolo produttivo punta sulla valorizzazione dei parchi scientifici e tecnologici di Portici-Ercolano, Pozzuoli, ex Olivetti, Nola, e delle tante realtà legate all’innovazione manifatturiera, dal polo nautico stabiese alle straordinarie potenzialità turistiche dei poli archeologici universali (Pompei, Ercolano, Campi Flegrei). (Franco Mancusi il Mattino)

domenica 5 agosto 2007

Vico Equense Caso Alimuri

L’Irlando furioso con Moccia

Dopo l’Orlando furioso, capolavoro della letteratura del Rinascimento italiano, ecco spuntare l’Irlando furioso paladino del nuovo rinascimento napoletano. Gli articoli concernenti, il caso Alimuri, pubblicati dal Corriere del Mezzogiorno, e le lettere giunte tra cui quella del dirigente diessino Antonio Irlando del 3 agosto (http://81.208.11.52/assets/rassegna/1094442.pdf), raccolte sotto il titolo “Se l’assessore scivola sull’ecomostro” sono un esempio di coerente lucidità. Si sa bene e da molto tempo che la rotta del partito è rallentata e contrastata da interessi personali interni tendenti a mantenere fette di potere a proprio uso e consumo. Il bassolinismo non ha solo ucciso una città, ma anche la speranza di quanti credevano in un possibile cambiamento. Del resto ogni tipo di politica fondata sul culto personale è destinata al fallimento, perchè essa non rispecchia le esigenze del cittadino e della società, ma, in generale, assume i connotati di una politica elitaria. Prendono forza, in quest’ottica, le logiche di potere e le ambizioni di tutta quella "corte" di “cavalieri”, sottoposti, gregari ed amici degli amici, costituitasi intorno alla figura "carismatica" del Presidente. Il ruolo di tale corte è strettamente legato, alla sopravvivenza dell'uomo politico Bassolino, infatti, l’Irlando dopo l’abbandono del PPI e della Margherita, è stato cooptato o ripescato nel direttivo cittadino dei Ds, oggi verso il Pd, da una maggioranza non certamente, nel senso pieno del termine, “migliorista”. Abbiamo normalmente profondo rispetto umano per ogni forma di disagio, pertanto se veramente pensa che ci troviamo innanzi ad un ennesimo disastro ambientale, grazie a Bassolino e a Rutelli, ai DS e alla Margherita, perché non si dimette da dirigente politico?