martedì 11 agosto 2009

Andria: «Pd, le primarie la scelta migliore»

«Il metodo per la designazione del candidato alla Regione deve essere quello delle primarie ed è un’indicazione che va resa operativa…», a parlare è il senatore del Pd Alfonso Andria. «Mi rendo conto della difficoltà di concepire un meccanismo di questo genere pur necessario e indispensabile praticamente all’indomani delle primarie di partito. E un fatto che sicuramente impegna oltre misura la base del partito, gli iscritti e i simpatizzanti. Ma tant’è…». Quanto possono influire gli esiti del congresso regionale sugli equilibri? «L’esito del congresso non sarà irrilevante, anche perché nell’immaginario collettivo chi vince viene individuato sempre come referente dell’area più legittimata ad esprimere il candidato. E così, per una sorta di meccanismo indotto, credo che finirà per essere anche questa volta». Come giudica i candidati alla guida del Partito democratico campano? «Si tratta senza dubbio di indicazioni di grande prestigio, giovani, che però hanno dalla loro una formazione politica già compiuta un percorso interno al partito e alle istituzione. Insomma, candidati con tutte le carte in regola per dare vita una bella competizione. Personalmente sono tra quelli che ha molto insistito perché l’area Franceschini designasse un candidato». E il nome di Leonardo Impegno le è gradito, se così si può dire? «Sì, è una scelta che mi soddisfa. Il fatto che ci siano tre candidati è di sicuro un fatto positivo, anche perché si traduce in una valorizzazione delle forze emergenti del partito. E un grande arricchimento per tutti, a mio avviso, può arrivare dalla competizione congressuale, a patto, però, che venga giocata con mezzi di cui si dispone attraverso un contraddittorio civile e l’illustrazione corretta di tesi anche contrapposte ma che guardino, chiaramente, all’interesse e alla crescita del Partito democratico». Ma il Pd regionale ha la forza per risollevarsi dalle ultime batoste elettorali? «Penso che il nostro partito abbia un potenziale notevole e deve sapere sollecitare la parte migliore di sé. La gestione di lannuzzi, che ha dovuto affrontare molte difficoltà, si è tradotta in un risultato elettorale che non mi è parso così catastrofico. Certo, l’indicatore generale non è così confortante ma il dato non disastroso è sicuramente incoraggiante per il futuro». (di mape da il Roma)

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