venerdì 11 marzo 2022

Penisola sorrentina. Turismo: la guerra frena

Rallentano i contatti con americani, canadesi, giapponesi e australiani

Piano di Sorrento - Questa mattina, nella sala consiliare di Piano di Sorrento si è tenuto un incontro con l’Assessore regionale al turismo Felice Casucci, alla presenza degli assessori al turismo della Penisola sorrentina e dei rappresentanti della filiera turistica e commerciale del territorio. Sul tavolo di discussione le problematiche del settore, legate anche ai trasporti, e le sfide per il futuro: eventi da realizzare e iniziative da porre in campo per la promozione turistica del comprensorio. I venti di guerra in Ucraina spingono nubi minacciose anche sulla stagione turistica 2022, che fino a poche settimane fa era annunciata dai migliori auspici. Le prenotazioni hanno subito un rallentamento, non solo per il blocco dei turisti russi, che rappresentano una fetta non principale ma comunque importante di mercato, ma anche degli americani. Rallentano i contatti anche da Canada, Australia e Giappone. “Gli americani - spiega al Corriere del Mezzogiorno Gino Acampora, albergatore e agente di viaggi sorrentino - percepiscono l’ Italia o la Francia come membri degli Stati uniti d’Europa. Quindi quando sentono che c’è la guerra in Europa non fanno tante distinzioni. In realtà fino a questo momento le cancellazioni sono state poche. Ma da quando è precipitata la situazione assistiamo a un significativo rallentamento delle prenotazioni. Molti potenziali clienti stanno alla finestra, cercando di capire cosa fare”. Paolo Durante, albergatore e storico agente di viaggi con una presenza diffusa in Itala ed all'estero, ma che mantiene a Sorrento il centro delle proprie attività, in un’intervista ad Agorà, sottolinea al momento la guerra ha frenato le prenotazioni, ma non ha ancora prodotto cancellazioni.


 

“Questo ci fa ben sperare. La gente guarda, si preoccupa per quello che succede, ma vorrebbe andare in vacanza. L’evoluzione del conflitto è un elemento di incertezza rispetto alla conferma delle prenotazioni. A seconda di come evolve, possono esserci conseguenze positive o negative. Noi ci auguriamo pace, a prescindere da ogni altra valutazione.” Ma c'è anche un altro fattore da considerare e che incide sugli spostamenti. I voli a lunga percorrenza ma anche quelli in tratte più brevi sono condizionati dal conflitto per via dell’impossibilità ad utilizzare certi spazi aerei. “Chi viene dal Giappone – aggiunge Paolo Durante - impiega quasi il doppio per arrivare da noi. C'è l’incognita degli americani, il mercato russo potrebbe subire un calo notevole per la guerra.”

Nessun commento: