lunedì 11 gennaio 2010

Ristoranti stellati, stagione nera

In crisi il settore delle eccellenze gastronomiche

Sorrento - La parola crisi nessuno la pronuncia, se non altro per scaramanzia, ma è certo che la chiusura del tunnel di Seiano, con la deviazione del traffico veicolare nel centro di Vico Equense, ha messo duramente alla prova l'intero comparto dell'alta ristorazione in penisola sorrentina. Motivo? Il caos e il considerevole allungamento dei tempi di percorrenza della Sorrentina hanno tenuto alla larga buona parte dei frequentatori dei ristoranti, scoraggiando spesso anche i gourmet più motivati. Ecco perché decine di locali, tra i quali buona parte dei cosiddetti «stellati» hanno deciso di anticipare il periodo delle ferie, che solitamente parte a conclusione delle festività di fine anno. «Ci troviamo in un luogo di mare e quindi scelto dagli ospiti durante l'estate o comunque nella bella stagione. Ecco perché i mesi invernali, per noi di bassissima stagione, vengono impiegati per le ferie del personale o per organizzare eventi e presentazioni all'estero», spiegano dal ristorante Quattro Passi a Nerano di Massa Lubrense. E così, nonostante siano una decina i grandi ristoranti presenti in Costiera, tra novembre e febbraio a rimanere aperti sono solo un paio di locali. «Anche se la nostra è una clientela abituale per la quale in questo scorcio di stagione abbiamo anche registrato un lieve incremento sotto l'aspetto qualitativo, è innegabile che in questi ultimi mesi dell'anno, a causa della chiusura del tunnel, non sono stati particolarmente esaltanti», spiega Mariella Caputo della Taverna del capitano a Marina del Cantone. A parte la contingenza dei disagi causati dai lavori nella galleria di Seiano, che si concluderanno nel mese di marzo per poi riprendere nuovamente il prossino novembre, è certo che da alcune stagioni il termometro del business per la ristorazione è di difficile interpretazione. Ai successi sulle guide dei locali di Sorrento e dintorni, infatti, fa da contraltare una innegabile contrazione nella clientela disposta a spendere per una importante «esperienza gastronomica». E la considerazione vale per la clientela locale, ma anche per quella straniera, soprattutto quella nordamericana, fortemente penalizzata dal cambio sfavorevole dollaro-euro. «Ormai da almeno cinque anni assistiamo a una sostanziale modificazione delle abitudini di spesa al ristorante. A venire meno a Sorrento sono stati soprattutto i grandi ospiti internazionali che per motivi diversi, spesso legati anche alla logistica e all'ospitalità, scelgono destinazioni alternative», dice Aldo Doria dell'elegante Antica Trattoria, nel cuore del centro storico di Sorrento. (Francesco Aiello il Mattino)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Fino a quando venderete un po' di pasta come se si trattasse oro, otterrete questi risultati. Abbassate i prezzi e vedrete che le persone invece di andare in gioielleria verranno a spendere da voi.

Alessandro Savarese