martedì 20 dicembre 2011

A Vico Equense rivive l'arte dei casari

Il sindaco della cittadina ai piedi del Monte Faito rilancia una cultura gastronomica che ha radici antichissime

Fonte: Pasquale Persico da Il Denaro

Il sindaco di Vico Equense ha sognato un risveglio profondo del proprio territorio, una green economy che parta dalla cultura millenaria dei casari, per lo sviluppo innovativo. L'arte di saper far formaggi e prodotti derivati dal latte bovino appartiene alla cultura del luogo forse ancor prima dell'arrivo dei monaci benedettini e dei loro saperi legati al saper dialogare con il luogo. Il Monte Comune ed il Monte Faito gareggiano da secoli nel mostrare il sublime del Golfo di Napoli e di quello di Salerno, ambedue oggi appaiono montagne della nuova contemporaneità. Luoghi da dove far partire la sfida relativa al diffondersi della frammentazione del paesaggio, per un ritornello di ricomposizione fertile. Due osservatori straordinari sui temi del terzo paesaggio e della possibilità di risalita verso un paesaggio dove l'ecologia profonda sia nuovamente un fattore di aggregazione sociale ed economica. La Mucca o meglio la Vacca è un animale che appartiene al territorio e la storia del Provolone del Monaco è solo una delle tante storie che possono essere raccontate sul rapporto tra allevamenti e industria artigiana casearia di Vico Equense. Questa volta però il sogno del sindaco si intreccia con il sogno di molti produttori che con i loro saperi vogliono entrare nella nuova storia della piccola cittadina del sublime. Salendo a piedi sul Monte Comune quasi a voler intercettare i nuovi viandanti del sentiero degli dei, il sindaco ha fatto un sogno ad occhi aperti. Ha sognato che una delle virtù civiche della città potesse appartenere nuovamente al Dna della cittadina da amministrare.


A Siena nella sala comunale viene rappresentato il mito del buon governo attraverso il tiro alla fune dei cittadini che vogliono partecipare al governo della città, ciò significa che il concorrere al progetto è anche un gioco di reciprocità e del sapersi riconoscere. Allora concorrenza e concordia possono stare insieme se la prospettiva è quella di ampliare lo spazio di partecipazione? Arrivato sul Monte Comune ha rivisto Capri ricongiungersi al promontorio del sublime e la sua cittadina in grado di risalire dai due mari fino al monte. Ha visto nascere una riflessione collettiva sul paesaggio futuro, che spetta a loro costruire. Nella risalita collettiva ha riconosciuto nei casari i portatori di nuova urbanità, quelli che rivisitando la catena del valore possono ricomporre i paesaggi d'eccellenza e dei saperi millenari locali, fino alla proiezione contemporanea. Se la prima cattedra di economia è stata fondata a Vico una ragione ci sarà stata, se Bartolomeo Intieri offriva il suo palazzo all'accoglienza di Antonio Genovesi vuol dire che discorsi sul futuro erano il pane quotidiano di quei luoghi. Ecco la risalita collettiva dei casari di Vico deve avere un significato di Futuro arcaico di un arcaico capace di collegarsi al contemporaneo fino ad inventare nuovi riti, pensava il sindaco. Ma i casari erano già sul Monte Comune ed il sindaco ha visto con i suoi occhi e sentito con le sue orecchie che i casari progettavano il nuovo. Non avevano chiamato consulenti, non avevano libri sul Marketing ma avevano intuito l'opportunità del risveglio, della risorgenza, della rinascita del progetto collettivo. Da domani il Provolone del Monaco si chiamerà Provolone del Bene Comune, gridavano in un tiro alla corda simbolico e la concordia veniva dal cuore e dalla mente. Il Monte Comune aveva suggerito il comportamento, pensava il sindaco, allora posso far diventare assessore una Montagna ed allinearmi con intelligenza al decreto del governo Monti che pretende la scomparsa degli assessori? "Riapriremo le grotte dove il ciclo del formaggio si completava con la stagionatura naturale e porteremo, come in passato, 12 dozzine di provoloni a Napoli, magari durante la regata della Coppa America." "Le 12 dozzine avranno avuto 18 mesi di invecchiamento e avranno assorbito gli odori ed i sapori di tutte le centinaia di specie arboree e vegetali che accolgono i pascoli delle bovine che concorrono alla produzione del Provolone del Bene Comune", cantavano in coro i bovari ed i casari nuovi cittadini del mondo. Bisognava incoraggiare subito quel processo, pensava il sindaco, allora non sto sognando, il risveglio è reale, dovrò dare la notizia anche alle Soprintendenze, un nuovo paesaggio potrà rinascere, il paese è salvo. Intanto rimase sorpreso da una nuova scultura, una Casa primordiale, essenziale, con otto pali di Castagno di oltre dodici metri faceva da casa contemporanea e riapriva lo sguardo al sublime e poteva essere abitata dal futuro arcaico, allora un segno del cambiamento abitava la sua città? Sul mare si vedeva una barca antica, a vela ed a remi andare verso Napoli proponendo un'asta di riconoscimento, già c'era chi si allenava all'evento di comunicazione che verrà? Pensò: agli ospiti di tutto il mondo le dodici dozzine di Provolone del Bene Comune e del Monte Comune non basteranno e l'asta d'amore dovrà offrire nuovi doni per scambiare il sapore del sublime con il sapore della città felice, rifugio contemporaneo dei miliardari tristi dell'epoca delle borse impazzite.

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