Ormai la chiamano la Casa rossa, non più la Cosa. «La costruzione è a buon punto». Eccola, la sinistra. Quella che al ministro Fabio Mussi piace così, nuda, senza aggettivi, «e invece sempre pronti a chiamarci la sinistra radicale, o estremista, o massimalista, mai che invece qualcuno dica la destra affarista». La sinistra che viaggia verso i suoi Stati generali dell´8 dicembre a Roma, e che a Napoli si sente più avanti degli altri, pronta ad andare unita e federata già alle amministrative di primavera. «È vero, Arturo, che lo facciamo prima degli altri?», domanda Andrea Di Martino, segretario napoletano di Rifondazione. Arturo è Scotto, il più giovane parlamentare d´Italia, eletto nelle liste dei Ds e rimasto fuori dal Pd, oggi con Sinistra democratica. «È vero, lo facciamo, lo facciamo». La sinistra senza aggettivi, unita e federata, in Campania partirà dalle comunali di Pozzuoli e Giugliano, forse anche Afragola. «Guai a unirsi solo in virtù di appuntamenti elettorali. Bisogna farlo per rinnovare la politica», ammonisce Salvatore Vozza, sindaco di Castellammare.
sabato 17 novembre 2007
Casa rossa
Ormai la chiamano la Casa rossa, non più la Cosa. «La costruzione è a buon punto». Eccola, la sinistra. Quella che al ministro Fabio Mussi piace così, nuda, senza aggettivi, «e invece sempre pronti a chiamarci la sinistra radicale, o estremista, o massimalista, mai che invece qualcuno dica la destra affarista». La sinistra che viaggia verso i suoi Stati generali dell´8 dicembre a Roma, e che a Napoli si sente più avanti degli altri, pronta ad andare unita e federata già alle amministrative di primavera. «È vero, Arturo, che lo facciamo prima degli altri?», domanda Andrea Di Martino, segretario napoletano di Rifondazione. Arturo è Scotto, il più giovane parlamentare d´Italia, eletto nelle liste dei Ds e rimasto fuori dal Pd, oggi con Sinistra democratica. «È vero, lo facciamo, lo facciamo». La sinistra senza aggettivi, unita e federata, in Campania partirà dalle comunali di Pozzuoli e Giugliano, forse anche Afragola. «Guai a unirsi solo in virtù di appuntamenti elettorali. Bisogna farlo per rinnovare la politica», ammonisce Salvatore Vozza, sindaco di Castellammare.
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