Antonio Bassolino è lontano anni luce dai partiti. Giovedì ha deciso di mandare a casa Angelo Montemarano senza consultare nessuno. Una mossa che a Palazzo Santa Lucia viene considerata drastica ma necessaria per voltare pagina e iniziare un nuovo corso. E soprattutto per dare un ulteriore segnale al governo che nella sanità qualcosa sta cambiando. L’ala moderata del Pd è insorta. «Chiediamo un chiarimento, per constatare se esista ancora una maggioranza in consiglio regionale, altrimenti si dia pure la parola agli elettori». Così si sono espressi Nicola Caputo e Pietro Mastranzo, leader di un blocco che comprende anche Sebastiano Sorrentino e potrebbe contare anche su Donato Pica. Dopo la difesa di Montemarano, parte l´attacco su Bassolino. Spiega Caputo, che è anche vicecapogruppo: «Non è che vogliamo contestare le prerogative del presidente, ma è chiaro che c´è un problema di collegialità delle scelte. E se si va avanti così, tutto diventa più difficile. Alfonso Andria Senatore del Pd al Corriere del Mezzogiorno dice. «Sono stato considerato amico di Bassolino, talvolta apprezzato, altre discriminato. Per questo posso parlare. Però proprio per questo mi ha strabiliato il suo gesto». Cioé aver cacciato, dalla sera alla mattina, l’assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano. Naturalmente a Palazzo Santa Lucia si pensa a ben altro, e si tira avanti. Da destra, invece, Giulio Di Donato vede la cosa come una vendetta. Montemarano junior caccia Borriello capogruppo bassoliniano al Comune e Bassolino caccia Montemarano senior da assessore alla Sanità. Il regolamento dei conti è solo all'inizio e si preannuncia spietato. Subito dopo il break pasquale i capi locali del Pd si incontreranno per lo show down sulle candidature alle Europee. Svanito D'Antoni e confermati gli uscenti Pagano e Pittella, lo scontro sarà tra il bindiano Montemarano ed il bassoliniano Cozzolino, potente assessore regionale.
sabato 11 aprile 2009
Comando io …
Antonio Bassolino è lontano anni luce dai partiti. Giovedì ha deciso di mandare a casa Angelo Montemarano senza consultare nessuno. Una mossa che a Palazzo Santa Lucia viene considerata drastica ma necessaria per voltare pagina e iniziare un nuovo corso. E soprattutto per dare un ulteriore segnale al governo che nella sanità qualcosa sta cambiando. L’ala moderata del Pd è insorta. «Chiediamo un chiarimento, per constatare se esista ancora una maggioranza in consiglio regionale, altrimenti si dia pure la parola agli elettori». Così si sono espressi Nicola Caputo e Pietro Mastranzo, leader di un blocco che comprende anche Sebastiano Sorrentino e potrebbe contare anche su Donato Pica. Dopo la difesa di Montemarano, parte l´attacco su Bassolino. Spiega Caputo, che è anche vicecapogruppo: «Non è che vogliamo contestare le prerogative del presidente, ma è chiaro che c´è un problema di collegialità delle scelte. E se si va avanti così, tutto diventa più difficile. Alfonso Andria Senatore del Pd al Corriere del Mezzogiorno dice. «Sono stato considerato amico di Bassolino, talvolta apprezzato, altre discriminato. Per questo posso parlare. Però proprio per questo mi ha strabiliato il suo gesto». Cioé aver cacciato, dalla sera alla mattina, l’assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano. Naturalmente a Palazzo Santa Lucia si pensa a ben altro, e si tira avanti. Da destra, invece, Giulio Di Donato vede la cosa come una vendetta. Montemarano junior caccia Borriello capogruppo bassoliniano al Comune e Bassolino caccia Montemarano senior da assessore alla Sanità. Il regolamento dei conti è solo all'inizio e si preannuncia spietato. Subito dopo il break pasquale i capi locali del Pd si incontreranno per lo show down sulle candidature alle Europee. Svanito D'Antoni e confermati gli uscenti Pagano e Pittella, lo scontro sarà tra il bindiano Montemarano ed il bassoliniano Cozzolino, potente assessore regionale.
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