domenica 5 aprile 2009

Fincantieri, operai in cassintegrazione

Castellammare di Stabia - Fincantieri, via alla cassa integrazione. Agitazione, quindi, nei cantieri navali di Castellammare: da un lato le proteste riguardanti il rinnovo del contratto integrativo, dall’altro il fantasma della cassa integrazione. Cassa integrazione che, stando agli accordi sottoscritti tra i vertici di Fincantieri e i sindacati, dovrebbe partire proprio da Castellammare nei prossimi giorni. Non è ancora chiaro il numero di “tute blu” e “colletti bianchi” che saranno coinvolti nella città delle acque da questo provvedimento, ma a livello nazionale la cifra si dovrebbe aggirare intorno alle 300 unità. Per ciò che riguarda, nel particolare, il contratto integrativo, questo è già stato sottoscritto dai sindacati Fim-Cisl e Uilm-Uil, ma è stato respinto fortemente dalla Fiom-Cgil. Quest’ultimo, almeno a Castellammare, rappresenta la maggior parte dei dipendenti dell’azienda e delle ditte dell’indotto. È così spiegata la grande mobilitazione avvenuta due giorni fa, con ben 8 ore di sciopero a partire dalle 6 del mattino e diversi momenti di tensione con le forze dell’ordine. Risale al 1 aprile, infatti, la firma dell’accordo “separato” sul contratto integrativo tra governo, Fim e Uilm. «Con l’accordo separato – ha spiegato Mimmo Carolei della Fiom di Castellammare – l’azienda vuole imporre un aumento della produttività del 20%, tutto a carico della prestazione di lavoro, con il taglio dei tempi e l’aumento dei ritmi. Sulla questione della salute e della sicurezza, l’accordo separato non riconosce nuovi diritti ai lavoratori e peggiora persino quanto è già previsto. L’accordo separato prevede un aumento salariale irrisorio, mentre il salario già acquisito con il premio di programma torna ad essere a rischio. L’accordo separato punta così a dividere i lavoratori; questa contrapposizione tra le diverse figure professionali è funzionale a determinare una gestione unilaterale del lavoro». Situazione delicatissima, quindi, in via Duilio, con i lavoratori che attendono comunicazioni dall’azienda e dai sindacati. Intanto, nelle ultime ore, anche il mondo politico si è mosso per tentare sia di arginare la crisi occupazionale sia di prendere in considerazione le problematiche sollevate dalla Fiom per il contratto integrativo. (Francesco Ferrigno - Giornale di Napoli)

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