Antonio Palagiano deputato dell'Italia dei Valori ha depositato una interrogazione al Ministro delle Pari Opportunità circa la disparità di trattamento nel sistema pubblicitario – in particolare per quel che riguarda le affissioni e la cartellonistica - della donna rispetto all’uomo. "Grazie ad una segnalazione dell’UDI (Unione Donne Italiane) - spiega l'esponente politico - è emerso, infatti, che l’Italia, pur avendo sottoscritto due risoluzioni comunitarie nel 1997 e nel 2008, che invitano gli Stati ad adottare “tutte le misure adeguate per eliminare gli stereotipi sulla divisione dei ruoli fra i due sessi e le pratiche derivanti da una concezione fondata sull'idea della superiorità o inferiorità di un sesso rispetto all'altro”, risulta carente sull’adempimento di tali direttive. Le risoluzioni, nonché la CEDAW (Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne) sottoscritta dall’Italia nel 1980, indicano i numerosi danni che aluni messaggi pubblicitari, specie quelli in cui l’immagine è l’elemento dominante, comportano nei confronti della dignità del genere femminile." L’interrogazione è finalizzata ad impegnare il Governo e il Parlamento affinché finalmente si decida – con azioni concrete – di bandire definitivamente nel nostro Paese ogni forma di pubblicità lesiva nei confronti della dignità femminile.
giovedì 7 gennaio 2010
Donne: perché la pubblicità non sia più un’offesa
Antonio Palagiano deputato dell'Italia dei Valori ha depositato una interrogazione al Ministro delle Pari Opportunità circa la disparità di trattamento nel sistema pubblicitario – in particolare per quel che riguarda le affissioni e la cartellonistica - della donna rispetto all’uomo. "Grazie ad una segnalazione dell’UDI (Unione Donne Italiane) - spiega l'esponente politico - è emerso, infatti, che l’Italia, pur avendo sottoscritto due risoluzioni comunitarie nel 1997 e nel 2008, che invitano gli Stati ad adottare “tutte le misure adeguate per eliminare gli stereotipi sulla divisione dei ruoli fra i due sessi e le pratiche derivanti da una concezione fondata sull'idea della superiorità o inferiorità di un sesso rispetto all'altro”, risulta carente sull’adempimento di tali direttive. Le risoluzioni, nonché la CEDAW (Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne) sottoscritta dall’Italia nel 1980, indicano i numerosi danni che aluni messaggi pubblicitari, specie quelli in cui l’immagine è l’elemento dominante, comportano nei confronti della dignità del genere femminile." L’interrogazione è finalizzata ad impegnare il Governo e il Parlamento affinché finalmente si decida – con azioni concrete – di bandire definitivamente nel nostro Paese ogni forma di pubblicità lesiva nei confronti della dignità femminile.
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