Costiera Amalfitana - Intere comunità isolate, trasporti pubblici paralizzati e turni di lavoro insostenibili per gli autisti. È l'effetto immediato delle recenti Ordinanze Provinciali n. 597 e n. 601 che vietano il transito ai veicoli con massa superiore a 5 tonnellate su alcune delle principali arterie della Costiera Amalfitana. La decisione ha innescato la reazione immediata di FILT CGIL e FIT CISL Salerno, che denunciano il rischio di un collasso sociale ed economico per l'intero territorio. Il blocco dei mezzi pesanti colpisce direttamente i bus della SITA Sud, rendendo impossibile la regolare esecuzione del servizio pubblico. Il risultato è l'isolamento di fatto di comuni chiave come Ravello, Scala, Conca dei Marini, Furore e Agerola. Il taglio dei collegamenti non danneggia solo i residenti e i pendolari storici, ma colpisce al cuore l'economia turistica della zona nel pieno della stagione estiva.Oltre ai disagi per l'utenza, i sindacati accendono i riflettori sulle condizioni dei lavoratori. Per garantire i servizi minimi essenziali, il personale operativo è costretto a percorrere deviazioni lunghe e tortuose. Diego Corace, Segretario Provinciale FIT CISL Salerno, parla di una situazione insostenibile, dichiarando che le limitazioni rischiano di paralizzare il trasporto locale e mettono in ginocchio i lavoratori, chiedendo al Prefetto un tavolo tecnico per individuare soluzioni concrete. Secondo le sigle sindacali, l'aumento dei carichi di lavoro e lo stress operativo violano i principi del D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza e l'art. 2087 del Codice Civile.
La viabilità della Costiera Amalfitana soffre da anni di problemi strutturali, ma queste ultime restrizioni rischiano di trasformare l'emergenza in una crisi permanente. Carmen Morra, Segretaria Generale FILT CGIL Salerno, sottolinea la necessità di risposte coordinate per evitare ricadute occupazionali e sociali drammatiche. I sindacati chiedono quindi l'apertura immediata di un tavolo di confronto in Prefettura che riunisca Regione Campania, Provincia di Salerno, i sindaci dei territori coinvolti, le aziende di trasporto e le rappresentanze dei lavoratori. L'obiettivo comune è revocare o rimodulare i divieti, tutelando il diritto alla mobilità dei cittadini e la dignità del lavoro degli operatori di trasporto.

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