Vico Equense - Il paesaggio della Penisola Sorrentina ritrova la sua stabilità e conserva uno dei suoi simboli naturali più preziosi, ma il territorio circostante continua a mostrare tutta la sua intrinseca fragilità. Sono giunti al termine gli attesi lavori di messa in sicurezza del costone roccioso, un intervento strutturale decisivo che ha scongiurato in extremis l’abbattimento di un pino monumentale che da anni svetta sul panorama costiero. La complessa operazione, avviata in seguito alle fitte interlocuzioni istituzionali e alle segnalazioni formali inviate agli organi competenti dal medico e già consigliera regionale Flora Beneduce, proprietaria dell'area, rappresenta un esempio virtuoso di tutela ambientale e salvaguardia della pubblica incolumità. Il sito dell'intervento mostra chiaramente la natura ingegneristica dell'opera eseguita per stabilizzare l'area. Il costone sottostante l'apparato radicale del pino è stato interamente consolidato attraverso l'installazione di una robusta rete metallica strutturale a doppia torsione, supportata da una fitta maglia di tiranti e funi d'acciaio ancorate profondamente nella roccia. Questo sistema di contenimento e di legatura aerea assicura due obiettivi fondamentali, combinando il consolidamento del terreno, che elimina il rischio di smottamenti o piccoli crolli legati all'erosione, con la stabilizzazione dell'esemplare, grazie a cavi in acciaio che offrono un ancoraggio statico supplementare alla chioma e al fusto inclinato del pino, neutralizzando le spinte del vento senza danneggiare la pianta. La sorte del pino era rimasta a lungo in bilico. A fronte dei rischi legati al dissesto del costone, l'ipotesi di una rimozione forzata dell'albero era parsa a molti la via più semplice. A capovolgere lo scenario sono state le precise perizie agronomiche, sostenute con forza anche dalle sezioni locali del WWF, che hanno certificato il perfetto stato di salute vegetativa dell'esemplare. Flora Beneduce ha spiegato come a muoverla sia stato il dovere etico di intervenire a fronte di un paventato rischio per la pubblica incolumità, confermando come la sinergia tra privati responsabili e il monitoraggio tecnico possa evitare perdite storiche per il patrimonio botanico della costiera.
Tuttavia, l'equilibrio di questa costa resta precario, come dimostrato dalla tanta paura vissuta nella vicina località Pezzolo, sempre alla marina di Aequa, dove il crollo improvviso di terriccio da un costone roccioso ha sollevato una grande nuvola di polvere davanti agli occhi dei presenti. Il Comune ha fatto sapere che si tratta di un'area privata recintata, già interessata in passato da frane, e che fortunatamente non si registra alcun danno a persone o cose. Resta però viva la forte preoccupazione dei tanti bagnanti che hanno assistito alla scena dal mare e dalla spiaggia. Un episodio che ha spinto la Capitaneria di Porto a invitare nuovamente i frequentatori del litorale a informarsi sulle località in cui l'accesso non è consentito, evidenziando le criticità di un'area che soffre cronicamente di dissesto idrogeologico. Questo evento riapre un dibattito profondo sulla gestione delle nostre coste: a pochi metri dal pino appena salvato resta infatti un pericolo evidente, evidenziando una forte contraddizione. Se da un lato il cittadino privato si attiva tempestivamente e investe risorse per mettere in sicurezza la propria porzione di falesia, dall'altro l'incolumità pubblica rimane costantemente minacciata dall'assenza di un piano di consolidamento pubblico e globale. La sicurezza dei bagnanti e dei residenti non può dipendere esclusivamente dalla lodevole responsabilità dei singoli proprietari, ma richiede azioni strutturali coordinate per evitare che il paradiso della costiera si trasformi in un rischio quotidiano.

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