Napoli - Un comparto che ha superato la crisi, ha superato i 18 miliardi di euro di investimenti in Campania e guarda al futuro con una crescita stimata del 6% per il 2026. L'edilizia regionale si presenta solida e strutturata, ma per esprimere tutto il suo potenziale ha bisogno di un cambio di passo nei rapporti con il mondo del credito. È questo il messaggio forte lanciato da Antonio Savarese, presidente dell’Acen (Associazione Costruttori Edili Napoli), in apertura del convegno "Finanza e costruzioni, stato dell’arte e prospettive del territorio". Nel suo intervento, Savarese ha tracciato la rotta per il futuro del comparto, chiedendo a gran voce una "rinnovata alleanza tra sistema produttivo e sistema finanziario".Il punto di partenza dell'analisi del presidente di Acen è il profondo cambiamento strutturale che ha interessato le imprese edili negli ultimi anni, un percorso di maturazione che ha trasformato il volto del settore sul territorio. “L’edilizia negli ultimi anni ha recuperato solidità, capacità produttiva e organizzazione: gli investimenti nelle costruzioni in Campania hanno superato i 18 miliardi di euro e le previsioni Ance per la Campania stimano un incremento produttivo di 6 punti percentuali per il 2026”. I dati economici, quindi, smentiscono i vecchi pregiudizi sul settore, mostrando un'industria delle costruzioni non solo resiliente, ma in piena espansione e capace di fare da traino all'intera economia campana.
Questa ritrovata solidità organizzativa è fondamentale per affrontare un'agenda di scadenze e progetti che Savarese definisce "decisivi", poiché il settore si trova al centro della trasformazione economica e strutturale della regione, incrociando i grandi temi dello sviluppo europeo e nazionale. Secondo il presidente dell'Acen, le sfide principali che attendono le imprese sono l'attuazione e la messa a terra dei progetti del PNRR, i piani di rigenerazione urbana delle città, la transizione energetica, la sostenibilità ambientale dei cantieri e la valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare e infrastrutturale. “Tutto questo richiede investimenti, capitale e una rinnovata alleanza tra sistema produttivo e sistema finanziario”, ha ammonito Savarese, evidenziando come la sola capacità tecnica delle imprese non sia sufficiente senza il supporto di una finanza strategica e tempestiva. Per fare in modo che questa alleanza si traduca in azioni concrete, il leader dei costruttori napoletani ha indirizzato un invito preciso agli istituti di credito presenti al tavolo, spiegando che il fulcro del problema non è solo l'erogazione di liquidità, ma il modo in cui le banche valutano le imprese edili. Savarese ha infatti sottolineato come sia urgente sviluppare un migliore rapporto diretto e di fiducia con gli istituti di credito, promuovere un approfondimento delle peculiarità del settore all'interno dei sistemi di analisi bancari e ottenere una valutazione maggiormente tarata sulle attuali caratteristiche dell’edilizia moderna, che è profondamente diversa, più solida e più patrimonalizzata rispetto a quella del decennio passato. Solo superando i vecchi modelli di rating rigidi e standardizzati, ha concluso il presidente di Acen, il sistema finanziario potrà comprendere il reale valore del comparto e accompagnare la Campania verso gli ambiziosi obiettivi economici del 2026.

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