SS145, l'ennesima passerella istituzionale che dimentica il territorio reale
di Antonino Siniscalchi
Sorrento - Ancora una volta la Penisola Sorrentina assiste all'ennesima riunione istituzionale celebrata tra fotografie di rito, dichiarazioni rassicuranti e promesse di "sinergia". Il vertice di Sorrento tra il sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante e i sindaci del comprensorio, presentato come un momento decisivo per il futuro della Statale 145, rischia invece di rimanere l'ennesima occasione mancata. Non per gli interventi annunciati, molti dei quali necessari e attesi da anni, ma per il metodo adottato. Attorno al tavolo, infatti, sedevano esclusivamente rappresentanti delle istituzioni, mentre erano assenti i veri protagonisti della mobilità e dell'economia della Penisola: le associazioni di categoria, gli operatori turistici, gli autotrasportatori, gli NCC, i commercianti, gli albergatori e i rappresentanti delle attività produttive. È difficile comprendere come si possa discutere del futuro della principale arteria stradale della Penisola senza ascoltare chi quella strada la percorre ogni giorno per lavorare, per trasportare turisti, per garantire servizi e rifornimenti alle imprese. Il rischio è che il tavolo permanente annunciato tra Anas e Comuni si trasformi nell'ennesimo organismo autoreferenziale, chiuso nei palazzi della politica e incapace di confrontarsi con la realtà quotidiana del territorio. Le proposte illustrate, inoltre, appaiono più come un'operazione di facciata che un vero piano strategico. Rinviare i cantieri più impattanti all'autunno non rappresenta una novità né una soluzione innovativa: è semplicemente il minimo sindacale in un territorio che vive di turismo e che non può permettersi il blocco della viabilità nei mesi estivi. Manca invece una visione complessiva. Nessuna parola su un piano di mobilità alternativo, nessun riferimento alla gestione del traffico dei bus turistici e degli NCC, nessuna indicazione su parcheggi di interscambio, aree di sosta dedicate o sistemi di trasporto integrato. Ancora una volta si parla di asfalto, segnaletica e gallerie, ma si dimentica che la vera emergenza della Penisola è l'organizzazione della mobilità.
La sensazione è che chi decide continui a guardare il territorio attraverso le carte tecniche e i cronoprogrammi, senza conoscere davvero le difficoltà che residenti e operatori affrontano quotidianamente. La SS145 non è soltanto un'infrastruttura da manutenere: è la dorsale economica di un comprensorio che produce ricchezza, occupazione e accoglie milioni di visitatori ogni anno. Per questo motivo le scelte non possono essere calate dall'alto e discusse esclusivamente tra amministratori. La Penisola ha bisogno di un vero tavolo di concertazione, aperto alle categorie produttive, capace di raccogliere proposte, individuare soluzioni e programmare interventi condivisi. Continuare con le passerelle estive e le riunioni istituzionali a porte chiuse significa perseverare in un metodo che negli anni ha prodotto soltanto emergenze, improvvisazioni e disagi. Le fotografie di gruppo e i comunicati ufficiali durano un giorno. I problemi della mobilità, invece, restano sul territorio per tutto l'anno. E meritano qualcosa di più di una semplice vetrina politica. Vedi meno

Nessun commento:
Posta un commento